GUIDO CHE SFIDO' LE BRIGATE ROSSE

Genere: Drammatico/Biografico
Regia: Giuseppe Ferrara
Sceneggiatura: Giuseppe Ferrara
Cast: Massimo Ghini, Anna Galiena, Gian Marco Tognazzi, Mattia Sbragia, Elvira Giannini
Produzione: Pianeta Spettacolo di Carmine De Benedictis & l'Ilva Group
Paese d’origine: Italia - 2007
Durata: 102 minuti

 

Gli anni ’70, gli anni di piombo, gli anni della lotta armata, gli anni delle Brigate Rosse, gli anni delle battaglie sindacali e del potere operaio ritornano in GUIDO CHE SFIDO’ LE BRIGATE ROSSE, il nuovo film di Giuseppe Ferrara che racconta la vita di Guido Rossa: l’operaio dell’Italsider nonché sindacalista della CGil ucciso a Genova il 24 Gennaio del 1979 da un commando di Brigate Rosse. Un film che rientra nelle iniziative per il Centenario della Cgil e che è stato fortemente voluto da Ferrara, regista italiano da sempre impegnato nell’indagare con il mezzo cinematografico sugli eventi più scomodi della nostra storia, come la vita e la morte di persone quali Aldo Moro o il generale Dalla Chiesa. Il regista ha sviluppato la sceneggiatura basandosi su due libri inerenti Rossa, ovvero “Colpirne uno, educarne cento” del giornalista Giancarlo Feliziani e “Guido Rossa, mio padre” scritto dal cronista giudiziario Giovanni Fasanella insieme a Sabina Rossa, figlia del sindacalista ucciso.

GUIDO CHE SFIDO' LE BRIGATE ROSSE è una pellicola che farà sicuramente discutere per la sua ricostruzione degli eventi di anni difficili ricchi di tensione e scontri durate i quali Rossa pagò il suo impegno ed il suo coraggio nel combattere le infiltrazioni dei brigatisti nel suo ambiente di lavoro, denunciando un compagno di lavoro che diffondeva materiale propagandistico brigatista in fabbrica. Rossa finì isolato e fu eliminato dalle BR una sera mentre tornava a casa, ma il suo assassinio assunse una forte connotazione simbolica che diede anche inizio alla fine del Brigatismo, visto che era un “compagno”, un operaio comunista ucciso in nome del comunismo. Ad interpretare il ruolo principale c’è un irriconoscibile Massimo Ghini che interpreta forse il ruolo più intenso e difficile della sua carriera, accompagnato da una sensibile Anna Galiena nella parte della moglie di Rossa, insieme poi a Gian Marco Tognazzi e Mattia Sbragia.

Sarà difficile vedere questo film, a causa sia di una distribuzione sotterranea e priva di supporto pubblicitario, sia del periodo ormai estivo in cui il grosso pubblico diserta ormai le sale. Al di là però del rilevante impegno storico-civile di Ferrara nel ricostruire eventi legati alla lotta armata degli anni ’70 e del lucido ritratto sociale di fabbrica e sindacato, il film non è sommariamente riuscito, contraddistinto da una rigorosa quanto superficiale divisione tra buoni e cattivi ed una fin troppo lapalissiana semplificazione del fenomeno del Brigatismo e dei brigatisti, descritti sommariamente come violenti e fanatici. La pellicola, al di là della storia del martire Guido Rossa, non riesce completamente a rappresentare ed interpretare le dinamiche e la storia sociale del nostro paese di quel periodo.

Paolo Pugliese