I GUARDIANI DEL DESTINO
 
Titolo Originale: The Adjustment Bureau
Genere: Azione, Fantascienza
Regia: George Nolfi
Sceneggiatura: George Nolfi
Cast: Matt Damon, Emily Blunt, Daniel Dae Kim, John Slattery, Terence Stamp, Anthony Mackie, Michael Kelly, Anthony Ruivivar, David Alan Basche, Shohreh Aghdashloo, Michael Kelly
Produzione: Electric Shepherd Productions, Media Rights Capital, Universal Pictures
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 106 minuti
Data di uscita: 17 Giugno 2011

 

David Norris (Matt Damon) è un giovane politico di successo che sta concorrendo alle elezioni per la carica di Senatore degli Stati Uniti, quando incontra la ballerina Elise Sellas (Emily Blunt). Nonostante i mondi diversissimi a cui appartengono, tra i due scocca il proverbiale colpo di fulmine. Ma uomini misteriosi, per altrettanto oscuri motivi, cospirano per separarli e tenerli lontani l'uno dall'altro. David scopre che si trova davanti ad agenti onnipresenti, in grado di influire sulle vite degli altri, impiegando incredibili risorse al fine che lui non stia insieme ad Elise. Posto davanti a queste difficoltà, David deve decidere se lasciarla e accettare il suo percorso predeterminato... o rischiare tutto per combattere - letteralmente - il destino e stare con lei.

Nuovo adattamento cinematografico di un racconto del grande narratore di fantascienza Philip K. Dick (in questo caso, “Squadra Riparazioni”), “I Guardiani del Destino” presenta sulla carta un incipit intrigante, basato sul destino preordinato, sul libero arbitrio individuale e sulle molteplici scelte e scorciatoie da percorrere (suggerite dalla trasformazione di semplici porte in portali stile “Monsters & co.”, tramite i quali si può arrivare dovunque). Purtroppo lo sceneggiatore George Nolfi, al suo esordio come regista, pecca di inesperienza e finisce per sprecare dell’ottimo materiale narrativo, semplificando eccessivamente la storia e virando verso la favola sentimentale. Il film parte comunque bene, restituendo sul grande schermo l’atmosfera di congiura paranoica ed inquietante del libro, ma ben presto preferisce mettere le carte in tavola, rivelando – in maniera anche fin troppo scontata - i risvolti sovrannaturali della storia. La pellicola finisce per incartarsi su sé stessa, perdendo credibilità nella sua eccessiva semplificazione di elementi narrativi che avrebbero necessitato di una maggiore ambiguità nella loro esposizione.

Nonostante qualche discreta sequenza ad effetto (gli inseguimenti attraverso le porte e la corsa finale di Matt Damon sotto pioggia), il regista rivela tutta la sua ingenuità da principiante rendendo la storia inconsistente a causa della sua indecisione su quale timbro narrativo scegliere: in bilico tra il thriller surrealista o la spy-story fanta-politica, decide di battere soprattutto la strada fantasy-biblico-romantica, ma in maniera così didattica e marcata da far risultare ridicola l’evoluzione della storia, specie nel suo raffronto tra il primo ed il secondo tempo, che costituiscono quasi due mini-film separati. Doveroso dire che il risultato finale è in parte salvato dai due protagonisti, Matt Damon ed Emily Blunt, che interpretano con spessore i propri ruoli, rendendoli non scontati; arricchisce il film la presenza di un glaciale quanto implacabile Terence Stamp, che rivediamo sempre con piacere.

Marco Valerio