IL GRINTA

Titolo Originale: True Grit
Genere: Western, avventura, drammatico
Regia: Ethan Coen, Joel Coen
Sceneggiatura: Ethan Coen, Joel Coen
Cast: Jeff Bridges, Matt Damon, Josh Brolin, Hailee Steinfeld, Barry Pepper, Dakin Matthews, Jarlath Conroy, Paul Rae, Domhnall Gleeson, Elizabeth Marvel, Ed Corbin, Leon Russom
Colonna Sonora: Carter Burwell
Produzione: Scott Rudin Productions, Mike Zoss Productions, Skydance Productions
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 110 minuti
Data di uscita: 18 Febbraio 2011

 

Con “Il Grinta/True Grit”, gli eclettici fratelli Coen (“Non è un paese per Vecchi”, “Fargo”, “Arizona Yunior”) compiono la loro prima, aperta incursione nel genere western, dirigendo una sorta di remake del film “Il Grinta” del 1969, una delle ultime pellicole di frontiera interpretate da John Wayne. Il film, come di consueto scritto e diretto da Joel ed Ethan Coen, è in realtà un nuovo adattamento del romanzo “Un Vero Uomo per Martie Ross” di Charles Portis (da cui era stato tratto “Il Grinta”), con la storia del vecchio sceriffo guercio Reuben J. “Rooster” Cogburn (Jeff Bridges) che viene assoldato da una giovanissima proprietaria di un Ranch, la 14enne Mattie Ross (Hailee Steinfeld), per inseguire ed uccidere l’assassino di suo padre. Insieme alla ragazza, caparbia ed ostinata, Rooster comincerà a dare la caccia al bandito, un pistolero chiamato Tom Chaney (Josh Brolin), addentrandosi in un pericoloso territorio indiano. A loro si unirà anche un Texas Ranger di nome LaBoeuf (Matt Damon), da tempo sulle tracce di Chaney.

“Il Grinta” è un western moderno con tutto il gusto iconografico dei classici film di frontiera: epico, duro, realistico, appassionante, con una regia misurata ed attenta che trasmette sul grande schermo un impianto visivo arioso ed intenso, che rimanda allo stile cinematografico di maestri come Leone e Peckinpah. Al tempo stesso, però, il film predilige un approccio introspettivo, con un realistico ritratto dei vari personaggi, scontri di personalità e dialoghi taglienti, che rendono la storia consistente quanto solida, sia sul fronte della progressione degli eventi, sia su quello della caratterizzazione umana. Questo perché l’adattamento è, per esplicita ammissione degli stessi Coen, più duro e fedele all'omonimo romanzo di Portis rispetto al precedente film con John Wayne, dimostrando ancora una volta il talento poliedrico dei due fratelli registi-sceneggiatori i quali, divisi tra cinema mainstream e d’autore, hanno il coraggio e la capacità di restituire senza orpelli e virtuosismi la cruda linearità della struttura narrativa del libro, priva di grosse sequenze d’azione o di colpi di scena. Si rinuncia, quindi, ad un’impostazione eroico-violenta sui generis in favore di un approccio narrativo concreto, con pochissime, quanto brevi, sequenze di sparatoria, dotate però di grande effetto drammatico ed al tempo stesso realistico. La famosa cavalcata del Grinta, ad esempio, che spara contro altri quattro uomini con entrambe le mani e le briglie tra i denti, dura lo spazio di pochi secondi, ma racchiude una lezione di virtuosismo cinematografico improntato ad una rappresentazione dinamica, drammatica e realistica di un duello-sparatoria. Splendido e crepuscolare il finale del film, ambientato 25 anni dopo, che celebra mestamente sia un vecchio anti-eroe come Il Grinta (restituendo tutto il sottinteso del titolo del romanzo), sia anche la fine del “selvaggio West”, mostrando non a caso un circo itinerante di vecchi pistoleri ed indiani alternato alla ferrovia, che rappresenta l’era moderna che avanza.

Nei panni dello sceriffo Rooster, Jeff Bridges (fresco premio Oscar per “Crazy Heart”) torna a lavorare con i Coen dodici anni dopo la pellicola di culto “Il Grande Lebowski”, esprimendo in maniera efficace il carattere arcaico ed indurito del suo personaggio, nonostante qualche eccesso gigionesco. Accanto a lui, c’è Matt Damon con un’interpretazione di ottimo livello nei panni di un cacciatore di taglie texano, della cui popolazione riproduce postura ed accento (quest’ultimo perduto totalmente in italiano). Ma la vera sorpresa è costituita dalla 14enne Hailee Steinfeld: la giovanissima interprete dell'orfana Mattie Ross che dimostra, fin dalle prime scene del film, un talento da fuoriclasse nell'interpretare un personaggio di grande personalità e spessore, coraggioso e determinato; una caratterizzazione che surclassa totalmente quella pigolante e smancerosa di Kim Darby, precedente interprete de “Il Grinta” con John Wayne. Valore aggiunto al film sono sia la splendida fotografia dai toni netti realizzata da Roger Deakins, sia la colonna sonora epica e malinconica di Carter Burwell.

Paolo Pugliese