GIULIA NON ESCE LA SERA

Genere: Drammatico
Regia: Piero Piccioni
Sceneggiatura: Federica Pontremoli & Giuseppe Piccioni
Cast: Valeria Golino, Valerio Mastrandrea, Sonia Bergamasco, Piera degli Esposti, Paolo Sassanelli
Colonna Sonora: Francesco Bianconi & Baustelle
Produzione: Lumiere
Paese d’origine: Italia - 2008
Durata: 105 minuti
Data di uscita: 27 Febbraio 2009

 

Giulia non esce la sera. Perché è in regime di semilibertà e dopo il lavoro deve tornare in carcere.
Giulia (Valeria Golino) è una donna chiusa, difficile, che per amore ha perso tutto, abbandonando la sua famiglia ed uccidendo l’uomo con cui era scappata, perché lui aveva deciso di lasciarla. Quello che le rimane è il suo lavoro come istruttrice di nuoto.
Guido (Valerio Mastrandrea) è invece uno scrittore di successo, in crisi di identità e con un rapporto problematico con moglie e figlia, che decide di imparare a nuotare. Incontra in piscina Giulia e tra i due, giorno dopo giorno, nasce un rapporto che li avvicina progressivamente. Grazie a questa relazione, Giulia migliora d’umore, tentando anche un riavvicinamento con la figlia adolescente che non vuole più saperne di lei, ma le sue speranze ed il suo rapporto con Guido sono destinati a naufragare.

Giuseppe Piccioni, autore di pellicole intimiste come “La vita che vorrei”, “Fuori dal mondo” e “Il Grande Blek”, realizza un nuovo capitolo del suo cinema confidenziale, con storie di anime sole destinate a trovarsi e poi perdersi. Quello del regista è un genere malinconico che replica alcune tematiche di Michelangelo Antonioni, come l’ineluttabilità del destino applicato ai sentimenti oppure l’incapacità di comunicare veramente l’uno con l’altro. Piccioni ha dimostrato ampiamente di aver fatto sua la lezione del Maestro, rielaborandone concetti ed elementi nel suo raccontare storie venate di dramma psicologico e sentimentale, arricchite da un tocco di humor sottile e cupo.
“Giulia non esce la sera” è un film diverso dai canoni, un esempio di nouvelle vague italiana dove personaggi, sentimenti e relazioni sono raccontati con sensibilità ed attenzione nei dettagli, restando sospesi in una dimensione di ineluttabilità intima, ma –dispiace dirlo- anche incompiuta.
La sceneggiatura non è perfetta nella sua struttura, avendo un finale aperto e diversi elementi accennati e non portati a termine: i protagonisti dei racconti di Guido, ad esempio, complici di intermezzi originali che attendono alla fine di essere “completati”, tanto dal protagonista quanto dal film; il personaggio poco centrato ed inspiegabilmente “assente” della moglie di Guido, Benedetta (una peraltro convincente Sonia Bergamasco), o ancora gli accenni all’ ambiente dell’industria del libro e del Premio letterario nei quali Guido non si riconosce. Elementi che il film introduce con curiosità senza però mai dargli un senso compiuto.

E’ importante dire che tutto ciò (mancanze o meno) fa comunque parte dell’impronta manieristica di Piccioni, teso a fare un cinema sussurrato, sospeso, composto da frammenti di vita che scorrono davanti ai nostri occhi senza alcun apporto manieristico ed esplicativo.
E’ indubbio, comunque, lo stile lieve e ricercato della regia, con delle sequenze di piacevole sapore onirico nonché di grande fascino visivo come, ad esempio, quelle realizzate in piscina, ambientate nel Club Privè oppure aventi come oggetto gli ombrelli.
Sul fronte interpreti, Valeria Golino porta sul grande schermo con la consueta bravura un personaggio problematico che ricorda leggermente quello di Grazia nel bellissimo “Respiro”, ma ancor più duro, tormentato ed emarginato. Valerio Mastrandrea segue a ruota, interpretando con sguardo timido ed interrogativo il personaggio insicuro ed introverso di Guido, che però ricalca un pò troppo ruoli da lui già interpretati in film come “Non Pensarci” e “Notturno Bus”.
Ottima, infine, la colonna sonora curata dal gruppo musicale dei Baustelle.

Paolo Pugliese