Con
lo scoppio nel 1914 della Prima Guerra Mondiale, l’alleanza
italo-franco-inglese si pone militarmente contro lo strapotere
della Germania mentre l’America sceglie di non schierarsi
nel conflitto. Ma alcuni giovani americani, per altruismo
ed amore della libertà, non furono d’accordo
con la decisione del loro governo e partirono per l’Europa
come volontari, trovando posto in Fanteria, nella Croce Rossa
ed anche in aviazione.
Questo film racconta la storia del leggendario stormo Lafayette:
la squadriglia di 38 giovani aviatori americani volontari
che nel 1916, prima che l’America decidesse di intervenire
in guerra, arrivarono in Francia diventando i primi piloti-combattenti
USA in Europa. Il film ne racconta la storia romanzata attraverso
la figura di Blaine Rawlings (James Franco), pilota realmente
esistito che lasciò il suo ranch in America per arruolarsi
in Francia. Assegnati tutti nello stesso squadrone, i piloti
americani saranno mal sopportati dai loro colleghi aviatori
francesi, ma conquisteranno il loro rispetto imparando a pilotare
i biplani francesi ed ingaggiando a più riprese spettacolari
quanto devastanti duelli aerei con i Fokkers, ovvero i velocissimi
triplani della Luftwaffe tedesca.
GIOVANI
AQUILE è un film con velleità da kolossal eroico
di guerra che rimanda nostalgicamente ad un cinema epico del
passato, con i tutti i pro ed i contro di un’operazione
del genere: la trama storico-bellica da Hollywood degli anni
d’oro è impostata su un intreccio composto da
ricostruzione storica, romanzo di formazione, avventura e
vicende sentimentali inerenti l’incontro del protagonista
Blaine con la giovane francese Lucienne. La storia si fa carico
di esprimere ideali che oggi sembrano purtroppo desueti, quali
l’onore, il patriottismo, il cameratismo e lo spirito
di sacrificio, ma purtroppo, come accade soprattutto nelle
pellicole americane, tali nobili concetti vengono espressi
in maniera tanto accentuata quanto bolsa, non arrivando al
cuore della gente e facendo sorgere il sospetto che si tratti
dell’ennesima strumentalizzazione propagandistica di
un certo cinema americano che ha enfatizzato troppo spesso
il ruolo degli USA come salvatori del mondo. E, nonostante
le alte ambizioni degli autori e la rilevante ricostruzione
storica, il film non decolla mai veramente rimanendo al palo
a causa di una sceneggiatura povera di sostanza narrativa,
ma ricca di esagerazioni, retorica e personaggi stereotipati
che rendono questo GIOVANI AQUILE un classico polpettone americano
che ha l’ulteriore difetto di essere anche eccessivamente
lungo.
Il
film, nonostante una realizzazione tecnica quantomai accurata,
è in sintesi un prodotto freddo, poco profondo e poco
appassionante al quale si deve comunque riconoscere la presenza
di alcune belle sequenze di volo e gli ottimi effetti speciali
digitali che illustrano gli spettacolari combattimenti aerei,
con protagonisti assoluti gli affascinanti aerei biplani e
triplani del primo conflitto mondiale. Purtroppo gli effetti
sfx sono usati solo per esigenze di impatto spettacolare della
pellicola e per quanto ben fatti si rivelano poco realistici,
trasmettendo solo in parte la tensione dei duelli aerei tra
macchine volanti tutt’altro che perfette oltre a quell’angoscia
legata all’imminente pericolo di morte, rivelando in
alcune sequenze un innocuo effetto ludico-visivo tipo gli
scontri tra astronavi in “Guerre Stellari”.
Abbastanza buone poi le interpretazioni dei protagonisti,
con l’emergente James Franco (“Spiderman”,
“The Company”) che dimostra di non essere solo
bello, ma anche bravo nel ruolo dell’eroe generoso e
romantico, mentre l’esordiente Jennifer Decker dimostra
di avere una presenza di rara dolcezza e bellezza. Li accompagna
un comprimario di lusso come Jean Reno (“Leon”,
“Ronin”), attore di gran classe che qui rimane
sacrificato in un ruolo preconfezionato di ufficiale francese
che scade nel macchiettistico.
Paolo
Pugliese