IL GIOELLINO

Genere: Commedia, Drammatico
Regia: Andrea Molaioli
Sceneggiatura: Ludovica Rampoldi, Gabriele Romagnoli, Andrea Molaioli
Cast: Remo Girone, Toni Servillo, Sarah Ferbelbaum, Lino Guanciale, Fausto Maria Sciarappa, Lisa Galantini, Vanessa Compagnucci, Maurizio Marchetti, Igor Chernevich, Jay O. Sanders, Alessandro Adriano, Renato Carpentieri
Colonna Sonora: Teho Teardo, per Edizioni Musicali “Indigo Films s.r.l.”
Produzione: Indigo Films, Babe Films, Rai Cinema, BIM DistribuzionePictures
Paese d’origine: Italia - 2010
Durata: 110 minuti
Data di uscita: 4 Marzo 2011

 

La LEDA è una azienda italiana che, partendo da un semplice salumificio, è riuscita ad allargare le sue attività diventando uno dei leader principali nel campo del reparto latte e derivati alimentari. La sua fama e la sua solidità si devono al responsabile che da sempre ha portato avanti gli affari, Amanzio Rastelli, e alla sua capacità di non fermarsi mai di fronte ad ogni ostacolo. Ogni vetta non è così lontana se si viene aiutati da uno staff come quello che lo supporta e che garantisce un buon tenore di vita all’azienda. O, almeno, questo è ciò che sembra!
Perchè la LEDA, nonostante i suoi ottimi profitti, e le varie sponsorizzazioni in Italia e all’estero, trova sempre più difficoltà a ri-collocarsi in un mercato concorrenziale. Come fare per sopravvivere in un mare di squali? Semplice, falsificando i bilanci, creandone nuovi e in attivo per parecchi milioni di euro, e far credere che la situazione sia più rosea di quel che sembra. Ma alla lunga questa farsa crolla come un castello di carte e Amanzio Rastelli e il suo staff, composto dalla nipote Laura Aliprandi, e i fedeli collaboratori, Ernesto Botta e Franco Schianchi, riusciranno ad aprire una voragine portando alla bancarotta questa società, distruggendo anche i sogni delle persone che avevano investito in essa risparmi di una vita.

Ispirato al caso di cronaca della Parmalat di Callisto Tanzi, questa pellicola parte dalla ricostruzione di ciò che un sistema corrotto e basato sul falso in bilancio ha potuto apportare alla economia italiana: il tradimento della fiducia di tanti cittadini che hanno visto bruciare in un attimo il loro futuro più sereno.
Il regista, Andrea Molaioli, ha trovato fin da subito il terreno spianato in questo dramma in quanto i colpevoli erano visibili sin da subito e messi bene in evidenza, e questo ha aiutato non poco nella lavorazione del film: l’aver avuto degli attori, poi, da calare nella borghese vita di provincia al suo fianco ha portato del sano ottimismo e una scelta ben delineata nella costruzione dei personaggi su cui lavorare. Remo Girone nei panni di Amanzio Rastelli è perfetto nella figura di un uomo stanco ma deciso a non abbandonare il suo sogno, e alleandosi di volta in volta con persone di pessima risma. In tutto ciò è aiutato anche da un incredibile Toni Servillo, grandissimo nel delineare questa semplice figura grigia e impiegatizia che riesce tuttavia a trovare sempre una soluzione ad ogni problema, in qualunque modo o momento si presenti. L’avere anche una nipote, interpretata da Sarah Ferbelbaum, decisa nel suo ruolo, elegante ma priva di scrupoli anche nel rubare alla propria famiglia, segneranno il tracollo finanziario per questa azienda che si è presentata al mondo degli affari come solida ma senza basi ferme su cui portare avanti i suoi progetti imprenditoriali.

Il film propone una cronaca lucida ed asciutta delle scelte di persone che son riuscite a smuovere capitali ed arrivare ai massimi vertici dimenticando purtroppo che spesso sono proprio i dettagli più minuti, come un punto in borsa, a determinare la vita o la morte di una attività economica anche longeva.
Una storia come tante altre nel mondo di oggi - basti pensare al disastro ENRON in America - di aziende forti nel mercato che sempre più organizzano e portano avanti investimenti per milioni di attivo in bilancio e che invece conducono in un baratro chi lavora o chi si affida a loro senza dubitare ciecamente di ciò che si nasconde dietro.

Alessandro Cristofaro