GIU' PER IL TUBO

Titolo Originale: Flushed Away
Genere: Animazione/Commedia
Regia: Sam Fell & David Bowers
Sceneggiatura: Dick Clement, Ian La Frenais
Cast voci originali: Hugh Jackman, Kate Winslet, Ian McKellen, Andy Serkis, Bill Nighy, Jean Reno
Colonna Sonora: Harry Gregson-Williams
Produzione: Dreamworks Animation & Aardman Animations
Paese d’origine: GB/USA - 2006
Durata: 84 minuti

 

Roddy è un topo estremamente raffinato che vive nell’elegante quartiere londinese di Kensington. Va in giro perennemente in smoking e la sua vita procede perfetta e tranquilla nel lussuoso appartamento dei suoi padroni umani... fino a quando subirà l’intrusione di Syd, un topo di fogna dai modi tutt’altro che eleganti e raffinati. Tentando di buttarlo fuori, Roddy cade vittima della sua stessa trappola, finendo nello sciacquone del water il cui scarico lo porterà dritto dritto nelle fogne di Londra, dove sorge Ratropolis: una città popolata dai suoi simili, con uno stile di vita diverso dal suo che lo porteranno a tentare una rocambolesca fuga per tornare alla sua splendida dimora. Naturalmente, le cose non saranno affatto semplici, anzi, si complicheranno ulteriormente con l’incontro tra Roddy e la bella Rita, una topolina fuorilegge che tenterà di aiutarlo ma che catapulterà il protagonista in una sarabanda di inseguimenti ed intrighi con il crimine organizzato e rospi mafiosi che minacciano Ratropolis.
GIU’ PER IL TUBO è una gradevole commedia d’azione realizzata dai creatori di “Wallace & Gromit” e “Galline in Fuga”: il film, da un punto di vista tecnico, è costituito da un’avanzata grafica digitale 3d che si mescola con la classica animazione di personaggi di plastilina, mentre da un punto di vista narrativo offre una storia comica dagli spunti classici e dallo sviluppo lineare che, al tempo stesso, contiene ampi riferimenti all'immaginario collettivo ed alla cultura pop, il tutto condito con la tipica ironia inglese.
Interessante la base narrativa del film che fornisce un’ironica immagine speculare della nostra società, con una divisione di classi sociali anche per i topi e dovuta a diversi fattori come sede domiciliare, reddito, cultura, origini: infatti la storia contrappone inizialmente il protagonista Roddy con un ambiente sociale assolutamente diverso dal suo e tale contrasto crea diverse gags e dinamiche divertenti, per poi ingranare la quarta e filare verso una trama sospesa tra l’avventura, spy-story e romanzo criminale, con numerosi rimandi ed omaggi alle pellicole di 007 ed i popcorn-movies d’intrattenimento tipo “Indiana Jones” oppure “All’inseguimento della Pietra Verde”.
Certo, a vedere il pelo nell’uovo, le gags hanno un impianto concettuale basato sul non originale meccanismo di analogia del mondo umano e di quello animale, con il classico comportamento antropomorfo dei topi, ma possiamo tranquillamente affermare che GIU’ PER IL TUBO è il miglior cartoon di fine anno: una storia fresca che evita elementi triti e banalità varie grazie ad una sceneggiatura matura e non puerile (si divertiranno insomma anche gli adulti), con spunti comici esilaranti e ben costruiti.
Il meccanismo narrativo è semplice ed agile, mai noioso, con una comicità che si rifà ampiamente alle dinamiche della nostra società attuale e soprattutto con una ricchezza di particolari visivi e narrativi che lascia lo spettatore senza fiato. Tantissime infatti sono le invenzioni che il film propone (certi particolari di Ratropolis, i rospi mafiosi, il coro delle lumache, la videochiamata al cellulare ed il rospo-mimo, ad esempio) che, unite ad un ironico spirito moderatamente dissacrante ed un ritmo narrativo elevato, rendono (nonostante il solito tripudio di buoni sentimenti) questo cartoon abbastanza originale ed intrigante, sicuramente meritorio di essere visto nell’inflazionato panorama dell’animazione attuale, con film che spesso si rivelano tutto fumo e niente arrosto.

Marco Valerio