Roddy
è un topo estremamente raffinato che vive nell’elegante
quartiere londinese di Kensington. Va in giro perennemente
in smoking e la sua vita procede perfetta e tranquilla nel
lussuoso appartamento dei suoi padroni umani... fino a quando
subirà l’intrusione di Syd, un topo di fogna
dai modi tutt’altro che eleganti e raffinati. Tentando
di buttarlo fuori, Roddy cade vittima della sua stessa trappola,
finendo nello sciacquone del water il cui scarico lo porterà
dritto dritto nelle fogne di Londra, dove sorge Ratropolis:
una città popolata dai suoi simili, con uno stile di
vita diverso dal suo che lo porteranno a tentare una rocambolesca
fuga per tornare alla sua splendida dimora. Naturalmente,
le cose non saranno affatto semplici, anzi, si complicheranno
ulteriormente con l’incontro tra Roddy e la bella Rita,
una topolina fuorilegge che tenterà di aiutarlo ma
che catapulterà il protagonista in una sarabanda di
inseguimenti ed intrighi con il crimine organizzato e rospi
mafiosi che minacciano Ratropolis.
GIU’ PER IL TUBO è una gradevole commedia d’azione
realizzata dai creatori di “Wallace & Gromit”
e “Galline in Fuga”: il film, da un punto di vista
tecnico, è costituito da un’avanzata grafica
digitale 3d che si mescola con la classica animazione di personaggi
di plastilina, mentre da un punto di vista narrativo offre
una storia comica dagli spunti classici e dallo sviluppo lineare
che, al tempo stesso, contiene ampi riferimenti all'immaginario
collettivo ed alla cultura pop, il tutto condito con la tipica
ironia inglese.
Interessante la base narrativa del film che fornisce un’ironica
immagine speculare della nostra società, con una divisione
di classi sociali anche per i topi e dovuta a diversi fattori
come sede domiciliare, reddito, cultura, origini: infatti
la storia contrappone inizialmente il protagonista Roddy con
un ambiente sociale assolutamente diverso dal suo e tale contrasto
crea diverse gags e dinamiche divertenti, per poi ingranare
la quarta e filare verso una trama sospesa tra l’avventura,
spy-story e romanzo criminale, con numerosi rimandi ed omaggi
alle pellicole di 007 ed i popcorn-movies d’intrattenimento
tipo “Indiana Jones” oppure “All’inseguimento
della Pietra Verde”.
Certo, a vedere il pelo nell’uovo, le gags hanno un
impianto concettuale basato sul non originale meccanismo di
analogia del mondo umano e di quello animale, con il classico
comportamento antropomorfo dei topi, ma possiamo tranquillamente
affermare che GIU’ PER IL TUBO è il miglior cartoon
di fine anno: una storia fresca che evita elementi triti e
banalità varie grazie ad una sceneggiatura matura e
non puerile (si divertiranno insomma anche gli adulti), con
spunti comici esilaranti e ben costruiti.
Il meccanismo narrativo è semplice ed agile, mai noioso,
con una comicità che si rifà ampiamente alle
dinamiche della nostra società attuale e soprattutto
con una ricchezza di particolari visivi e narrativi che lascia
lo spettatore senza fiato. Tantissime infatti sono le invenzioni
che il film propone (certi particolari di Ratropolis, i rospi
mafiosi, il coro delle lumache, la videochiamata al cellulare
ed il rospo-mimo, ad esempio) che, unite ad un ironico spirito
moderatamente dissacrante ed un ritmo narrativo elevato, rendono
(nonostante il solito tripudio di buoni sentimenti) questo
cartoon abbastanza originale ed intrigante, sicuramente meritorio
di essere visto nell’inflazionato panorama dell’animazione
attuale, con film che spesso si rivelano tutto fumo e niente
arrosto.
Marco
Valerio