GHOST TOWN

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Fantasy
Regia: David Koepp
Sceneggiatura: David Koepp & John Kamps
Cast: Ricky Gervais, Téa Leoni, Greg Kinnear, Aasif Mandvi, Jordan Carlos, Dequina Moore, Deborah S. Craig, Aaron Tveit, Kristen Wiig, Bridget Moloney
Colonna Sonora: Geoff Zanelli
Produzione: DreamWorks SKG, Paramount Pictures, Pariah, Spyglass Entertainment
Paese d’origine: USA - 2009
Durata: 102 minuti
Data di uscita: 17 Luglio 2009

 

Il dottor Bertram Pincus (Ricky Gervais) non é esattamente una persona simpatica, né tantomeno aperta o disponibile. Dentista freddo e distaccato, Pincus è un misantropo cinico ed egoista che vive una perfetta e compiaciuta solitudine, almeno fino a quando non si sottopone ad una banale operazione di colonscopia. Durante l’intervento muore per sette minuti e si ritrova ad avere la capacità di vedere e parlare con gli spiriti dei defunti. Uno di questi, Frank Herlihy (Greg Kinnear), è particolarmente insistente e lo convince suo malgrado ad avvicinare la moglie Gwen (Téa Leoni) per impedire un fidanzamento sbagliato. L’incontro con Gwen e la presenza delle anime in pena erranti sulla terra, spingerà l’algido Pincus a modificare il suo modo di rapportarsi con gli altri, riscoprendo la propria sensibilità e compassione.

Scritta e diretta da David Koepp, uno dei più famosi sceneggiatori di Hollywood (ma sicuramente non tra i migliori), Ghost Town è una commedia romantica con un tocco fantasy ed una prosa narrativa garbata, ma prevedibile. Il film racconta il classico cammino di redenzione e cambiamento di un personaggio “antipatico” che diventa una persona migliore, grazie immancabilmente all’amore. Niente di nuovo sotto il sole, ma la differenza tra questa pellicola e circa un migliaio di altre con storia simile sta nel suo protagonista: l’inglese in trasferta Ricky Gervais, attore comico di mezza età bruttarello e soprappeso, ma dallo sguardo e la battuta fulminanti. E sono proprio le battute di Gervais/Pinkus il punto forte del film, con un attore-caratterista irresistibile nella sua antipatia egocentrica per circa metà del film, almeno fino a quando la storia non si avvia su collaudati binari sentimentali-commoventi in cui Pinkus si innamora ed al tempo stesso decide di aiutare i fantasmi che si rivolgono a lui.

Se l’originalità non è proprio la caratteristica principale di questo film, né per evoluzione della storia né tantomeno per lo stampo dei dialoghi, la cosa che conforta in Ghost Town è una certa corrispondenza con la realtà per quanto riguarda le dinamiche dei personaggi: per una volta i protagonisti non fanno cose stupide o esagerate o che nessuno nel mondo reale farebbe mai solo per il semplice fatto di essere in una commedia americana. Il finale, ampiamente intuibile, è un pò affrettato e facilone, ma rimane aperto senza offrire la classica lezioncina morale zuccherosa, e il pubblico ringrazia.

Paolo Pugliese