GHOST RIDER

Titolo Originale: Ghost Rider
Genere: Azione, Fantastico
Regia: Marc Steven Jonhson
Sceneggiatura: Marc Steven Jonhson
Cast: Nicolas Cage, Raquel Alessi, Angry Anderson, Arthur Angel, Wes Bentley, Laurence Breuls, Eva Mendes, Peter Fonda
Produzione: Columbia Pictures Corporation, Marvel Enterprises, Dimension Films, Crystal Sky Pictures
Paese d’origine: Usa 2007
Durata: 114 minuti

 

La Marvel, la casa editrice che pubblica le avventure dei classici Spider-man, X-men, Fantastici quattro e così via, di tanto in tanto sforna supereroi talmente improbabili nel look e nelle caratterizzazioni, da risultare accattivanti nella loro sublime bizzarria.
Uno di questi, ad esempio, è Silver Surfer (che ammirerete nel sequel dei Fantastici quattro), un alieno che solca gli abissi spaziali a bordo di una tavola da surf (!), un altro è Ghost Rider…
Ovvero Johnny Blaze, un giovane stuntman che, insieme al padre, organizza spettacoli motociclistici, con spericolati salti tra le fiamme. Ma il padre è gravemente malato e Johnny finisce per fare, letteralmente, un patto con il demone Mefistofele. Ma si sa, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi… così il ragazzo perderà il padre e l’amore della sua fidanzata, e sarà costretto diventare una pedina dell’Inferno, una specie di “esattore di anime” e all’occorrenza, un cacciatore di taglie mandato a combattere altri demoni. E’ diventato un “Ghost Rider” e presto scoprirà di aver ricevuto un terribile dono/maledizione: di notte si trasforma in un potentissimo essere, uno scheletro vivente dal teschio fiammeggiante che cavalca la sua moto, anch’essa potenziata e fiammeggiante.
Una situazione che sconvolgerebbe chiunque nell’anima e nel corpo e così il bel giovane, nel giro di pochi anni, si troverà ad avere le fattezze (un pelino più sfiorite) di Nicholas Cage.
Johnny è ormai ricco e famoso, ma è giunto finalmente il momento in cui dovrà mettersi al servizio di Mefistofele e combattere, in una disputa infernale, contro l’altro demone Blackheart e la sua congrega. La battaglia per la conquista di una manciata di anime dannate avrà presto inizio!
Ok, raccontata così, una trama di questo tipo potrebbe sembrare un’immensa sciocchezza, anche seguendo un metro di giudizio tarato sui film di supereroi, dove avvengono i fatti più improbabili e assurdi. Ma vi assicuro che il personaggio funziona e il suo look è strepitoso, divinamente trash. A patto di prendere tutta la storia con un sorriso ironico sulle labbra. E questo, per fortuna, avviene anche nel film e contribuisce a “salvarlo” dalla bocciatura.
Parlando chiaramente: io mi aspettavo molto di peggio. Temevo un film supponente e noioso. Soprattutto noioso, che è il difetto peggiore che può avere un film sui supereroi, anche se sui generis, come Ghost Rider. E un regista come Mark Steven Johnson (qui anche sceneggiatore) non induceva all’ottimismo, dato che a lui si deve il deludente “Daredevil” di qualche anno fa.
Invece il film si lascia vedere e a tratti diverte: alcune sequenze sono ben fatte e belle da vedere, l’atmosfera horror è stuzzicante e gli intermezzi “leggeri” sono opportuni e spassosi. Naturalmente non ho la pretesa di dire che qualche scena spettacolare e alcuni effetti speciali suggestivi possano colmare lacune recitative, registiche e di sceneggiatura. Sarebbe una considerazione troppo superficiale. Come non posso negare che l’abbondante autoironia sparsa per tutto il film e qualche battuta azzeccata, compensino il fatto che si rida troppo spesso anche per la comicità involontaria che la pellicola regala. Però, questi elementi positivi mantengono lo spettacolo sopra il livello di galleggiamento e fanno sì che questo film, senza molte pretese, svolga comunque il suo compito primario, cioè intrattenere piacevolmente lo spettatore per due ore.
Vero punto debole del film sono i cattivi: Mefistofele, Blackheart e i suoi scagnozzi. Ogni possibile e immaginabile luogo comune sui demoni è stato utilizzato per caratterizzarli.
Oltre ad ammazzare gente (così, tanto per sport), a ghignare insulsamente, a guardare in cagnesco e fare qualche spettacolino con le fiamme, fanno ben poco… risultando al più delle macchiette in stile telefilm “Streghe” piuttosto che avversari credibili per il protagonista, in grado di creare pathos e tensione in attesa della resa dei conti finale. E infatti gli scontri tra Ghost Rider e questi demoni risultano tutti deludenti, risolvendosi in una serie di visi deformi che digrignano i denti e urlano senza una ragione precisa, avvolti in un mare di fiamme mentre si scazzottano allegramente. Meglio sorvolare su quest’aspetto…
Dal punto di vista recitativo, Nicholas Cage gigioneggia un po’, prendendosi in giro e risultando pure simpatico, col risultato di riuscire ad entrare dignitosamente nella parte assegnatagli.
La Mendes invece si guadagna il cachet grazie alle sue generose scollature, mentre non è pervenuta per quanto riguarda l’aspetto interpretativo. Peter Fonda invece delude, non riuscendo ad aggiungere nulla al personaggio, già di per sé poco interessante, di Mefistofele.
Se, dopo aver letto questa recensione, rimanete dubbiosi sull’eventualità di andare a vedere il film, posso capirvi! Però nonostante tutti i limiti che il film presenta e di cui ho parlato, lo spettacolo è godibile e presenta buoni spunti. E poi volete mettere l’infantile ma gioioso entusiasmo nel vedere sul grande schermo un motociclista infernale sulla sua moto fiammeggiante mentre solca le strade cittadine, vetrificando l’asfalto sotto le ruote e fondendo i parchimetri?

Mario Colasuonno