G.I. JOE - LA NASCITA DEI COBRA

Titolo Originale: G.I. Joe: The Rise of Cobra
Genere: Azione/Spionaggio/Fantascienza
Regia: Stephen Sommers
Sceneggiatura: David Elliot, Paul Lovett, Stuart Beattie
Cast: Dennis Quaid, Sienna Miller, Arnold Vosloo, Channing Tatum, Rachel Nichols, Joseph Gordon-Levitt, Christopher Eccleston, Marlon Wayans, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Ray Park
Colonna Sonora: Alan Silvestri
Produzione: Di Bonaventura Pictures, The Sommers Company, Stillking Films
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 107 minuti
Data di uscita: 11 settembre 2009

 

Per chi è nato in America, i G.I.Joe sono una piccola istituzione: nati come strisce a fumetti, le cui prime apparizioni risalgono alla seconda guerra mondiale ed avevano come protagonista un solo personaggio, furono trasformati in giocattoli negli anni ’60 dalla Hasbro, simili per aspetto ed altezza al Big Jim della Mattel.
Il film tuttavia non si basa su questa produzione degli anni ‘60, ma sulla successiva e celeberrima incarnazione del giocattolo, che risale agli anni ’80, dove la Hasbro ricreò da zero la serie, passando da un solo personaggio ad un’intera squadra e creando una controparte cattivissima, l’organizzazione terroristica dei Cobra. La serie di giocattoli, che arrivò a contare più di 200 personaggi, fece capolino anche in Italia a partire dal 1987 ed è a questa che si ispira il film G.I.Joe - La nascita dei Cobra.

Come accaduto in precedenza per i Transformers (altra pellicola tratta da famosi giocattoli), il film rielabora le vecchie trame, creando una nuova versione delle stesse, che non ha corrispondenza in ciò che è stato raccontato nei fumetti o nei cartoni animati, ma a differenza del secondo film dei Transformers , il film ha molto più rispetto sia verso le storie a cui si ispira, sia verso gli spettatori a cui vengono risparmiati siparietti comici di dubbio gusto.
il film è sorprendentemente piacevole, come se la Hasbro si fosse fatta finalmente sentire con la Paramount per un trattamento migliore dei suoi personaggi (come sia potuto accadere quello che è accaduto con Transformers: la Vendetta del Caduto e a cosa stesse pensando la Hasbro all’epoca non è dato sapere, ma questa è un’altra storia).I motivi che rendono questo film superiore di ben più di una spanna alla sua controparte robotica di quest’anno sono numerosi.
La prima sensibile differenza risiede nell’aver ridotto il ruolo americano di unica superpotenza salvatrice del mondo e dell’intero sistema solare, attribuendo ai G.I.Joe il ruolo di squadra internazionale e non più solo americana, a rappresentanza di un mondo finalmente unito: i Joe sono quindi presentati come una branca di elite della NATO, che recluta in tutto il mondo, da cui il significato dell’acronimo: Global Integrated Joint Operating Entity.
Altra grande differenza dal secondo Transformers riguarda la scelta di un cast molto ristretto, non più di una dozzina di protagonisti tra buoni e cattivi, in modo da lasciare ad ognuno il suo spazio e le sue battute. Troppo spesso è capitato di vedere film in cui il protagonista faceva la parte del leone, relegando i comprimari al ruolo di tappezzeria, il cui unico scopo cinematografico fosse guardare il protagonista per far risaltare quanto fosse fotogenico , nonché l’unico fornito di cervello nella pellicola.
Va dato credito agli sceneggiatori e al regista di aver consentito ad ogni protagonista di avere non solo qualcosa di importante da fare, ai fini della storia, in ogni momento del film, ma anche spazio per far risaltare la propria personalità, attraverso l’uso sapiente di flashback che spezzano l’azione ma non rovinano la storia, perché da un lato evitano di dover inserire ad inizio film lunghi quanto necessari prologhi e dall’altro evitano che il film sia solo una serie ininterrotta di combattimenti.

La storia ha un senso (nello stesso modo in cui potrebbero esserlo tutte le storie che parlano di conquista del mondo), non è esattamente profonda, ma almeno è coerente quanto basta. E non è per bambini: i cattivi vengono perforati dalle pallottole, trapassati dalle lame, decapitati e sbriciolati dagli esplosivi ma sono così educati da non farlo in fiumi di sangue. Molto azzeccata è stata la scelta di non presentare allo spettatore un’organizzazione Cobra già a pieno regime, ma di mostrare invece il suo formarsi lentamente e di nascosto (persino al cattivo di turno), parallelamente all’emergere del suo comandante di cui, alla fine del film, si conosceranno perfino identità e volto.
Lo stupore che si può provare nel vedere i Joe combattere non contro il loro solito nemico è indice che gli sceneggiatori hanno fatto un buon lavoro evitando di riproporre una trama che lo spettatore conosce già a memoria.
Ci sono alcune piccole incongruenze, come le super tute che vengono usate solo in una scena e poi basta, senza altre spiegazioni o il fatto che sulla calotta polare si possa andare con vestiti più adatti all’inverno italiano, ma per il resto il film fila liscio come l’olio. La coreografia delle scene di azione, unite ad un montaggio pulito, consente allo spettatore di capire chi sta sparando a chi e in generale che sta succedendo, senza causare crisi epilettiche.

Le interpretazioni fornite dagli attori sono di un livello che va dal buono all’accettabile, compatibilmente con ciò che viene richiesto in un film di azione; su tutti troneggia l’interpretazione, fornita da Christopher Eccleston, del trafficante di armi James McCullen (il futuro Destro), malvagio ed affascinante quanto basta per meritarsi un ruolo nell’immancabile sequel.
La regia è stata affidata all’esperto del ramo esplosioni & affini Stephen Sommers, che può vantare la direzione di kolossal non proprio da Oscar come i due La Mummia e Van Helsing. Il regista ha inserito nel cast anche due attori provenienti da La Mummia: Brendan Frasen (l’antagonista della mummia), qui in un ruolo cameo e Arnold Vosloo (la mummia vera e propria), nel ruolo di Zartan, il maestro dei travestimenti.
Tra le chicche semi-nascoste, come nei film di supereroi come Spider-Man o X-Men non può mancare la presenza del loro creatore Stan Lee, così anche G.I.Joe non sfugge alla regola: ai fan più accaniti non potrà sfuggire il cameo di colui che ha dato vita alle storie apparse sui fumetti Marvel: Larry Hama.
G.I.Joe - La nascita dei Cobra, ad opinione di chi scrive, non sembra né un film per i teen agers di oggi, nè per i bambini che eravamo una volta, perché non richiede né pretende per essere visto che il bambino che è in noi si risvegli e che il cervello si prenda una vacanza: tutto quello che chiede è che si accetti lo spirito gioioso e un po’ fracassone della pellicola.

Giulio Pesce