Charlie
Brewster (Anton Yelchin) è un ragazzo che vive con
la madre single (Toni Collette) nei dintorni di Las Vegas,
con una vita abbastanza appagante ed una fidanzata (Emily
Montague) che è la ragazza più sexy della scuola.
Ma i problemi arrivano quando lo sconosciuto Jerry (Colin
Farrell) si trasferisce nell’appartamento a fianco,
diventando il suo nuovo vicino. All’inizio sembra un
ragazzo in gamba, ma il suo arrivo coincide con alcune misteriose
sparizioni di gente nella zona, tra cui c’è un
vecchio amico di Charlie, Adam, scomparso insieme a tutta
la sua famiglia. Per la polizia è una situazione che
non desta sospetti, visto che a Las Vegas è normale
vedere gente che va e che viene, ma Charlie viene contattato
dal suo ex-migliore amico Ed (Christopher Mintz-Plasse), il
quale aveva scoperto insieme ad Adam che Jerry è in
realtà un vampiro. Quando anche Ed scompare e Jerry
si fa via via più minaccioso, Charlie deve proteggere
sé stesso, la madre e la fidanzata dal vampiro, chiedendo
aiuto ad un sedicente esperto in occultismo e vampirismo (David
Tennant).
“Fright
Night” è uno di quei rari esempi di remake qualitativamente
migliori rispetto al film originale, in questo caso “L’Ammazzavampiri”,
celebre popcorn movie degli anni ’80, ma ben lungi dall’essere
perfetto. Questa nuova versione, invece, raggiunge un discreto
livello qualitativo su tutti i fronti – narrazione,
regia, interpretazione del cast - rinunciando al timbro di
commedia horror del prototipo del 1985 e percorrendo la strada
dell’horror d’azione, con un discreto impianto
thrilling-drammatico e qualche momento brillante, affidato
unicamente alla performance dell’inglese David Tennant
(“Doctor Who”). Girato con agilità ed anche
una certa inventiva dall’australiano Craig Gillespie
(“Lars e una ragazza tutta sua”), “Fright
Night” segue il canovaccio originale della storia, ma
ne reinventa numerose fasi evolutive, con soluzioni narrative
impostate su una scia realistica e sardonica (vedi, ad
esempio, la sequenza in discoteca in cui Jerry vampirizza
una ragazza nel disinteresse generale, oppure l’assedio
casalingo che sfocia in inseguimento e scontro su strada).
In
questo senso, illuminata è stata la scelta di Colin
Farrell per il ruolo del vampiro, il quale interpreta con
sapienza un predatore selvaggio, seduttivo ed ironicamente
implacabile. Buona prova anche per il succitato Tennant, equilibrata
nei suoi toni farseschi, nonché quella del giovane
Anton Yelchin (“Star Trek”, “Mr. Beaver”),
che recita senza sbavature il ruolo del classico teenager
evitando di risultare ripetitivo o scontato. Menzione d’onore
anche per la brava Toni Collette (“In Her Shoes”,
“United States of Tara”), il cui personaggio è
un po’ sacrificato dalla sceneggiatura, ma riesce a
non farsi relegare in un ruolo marginale.
Nonostante alcune imperfezioni nella sceneggiatura, con qualche
forzatura logica (non rivolgersi alla polizia), qualche
scorciatoia narrativa (vedi l’immediata rivelazione
della natura di Jerry ad opera dell’amico di Charlie)
ed un finale esageratamente cool e sensazionalistico,
il film funziona e intrattiene il pubblico senza ricorrere
ad eccessivi effetti speciali e/o splatter, grazie ad una
regia ispirata e un cast ben assortito.
Paolo
Pugliese