FOUR LIONS
 
Titolo Originale: Four Lions
Genere: Commedia, Drammatico
Regia: Chris Morris
Sceneggiatura: Chris Morris, Jesse Armstrong, Sam Bain, Simon Blackwell
Cast: Riz Ahmed, Arsher Alì, Nigel Lindsay, Kayvan Novak, Adeel Akhtar, Benedict Cumberbatch, Julia Davis, Craig Parkinson, Preeya Kalidas, Wasim Zakir
Colonna sonora: Jonathan Whitehead
Produzione: Film4, Wild Bunch, Optimum Releasing, Warp Films
Paese d’origine: Gran Bretagna 2010
Durata: 94 minuti
Data di uscita: 1 Giugno 2011

 

Omar e Way sono due giovani amici islamici che vivono in una città inglese: sono ben inseriti nel contesto sociale, e conducono una vita tranquilla. Stanchi del modo in cui i musulmani vengono ancora identificati, considerati al pari dei peggiori terroristi, decidono di diventare combattenti in una cellula islamica e risollevare le sorti di coloro che sono trattati come reietti. Sebbene Omar riscuota la piena approvazione di sua moglie e di suo figlio, che lo idolatrano come un futuro martire per una buona causa, non è del suo stesso parere Barry, un londinese convertito alla religione e alla fede islamica. Questi, supportato da Faizal e Hassan, altri due giovani islamici, considera Omar e Way due inetti incapaci di portare a termine una missione. Uniti vorrebbero dare vita ad una grande rivoluzione, ma quali speranze di successo di fronte a loro se tutti e cinque non sanno neanche trasportare una bomba senza farsi esplodere? Una cosa è certa: sarà una lunga battaglia… sempre sperando di sopravvivere a se stessi!

Chris Morris, regista inglese famoso per aver rinnovato la commedia satirica in tv e a teatro, afferma di aver iniziato a pensare alla trama di questo film documentandosi e leggendo di episodi di cronaca mondiale inerenti la creazione di gruppi di combattenti islamici. Dapprima incuriosito dall’organizzazione degli attentati, l’attenzione del regista è stata poi distolta da articoli di cronaca in cui si affermava dell’assoluta mancanza di addestramento e di preparazione tattica di queste persone: ragazzi che si radunavano in gruppi, registravano video, imbracciavano fucili, ma non avevano la benché minima idea di come si sparasse o di come funzionasse una bomba.
Quando si è reso conto dell’ironia, della comicità insita in questi episodi, Morris ha pensato di attingere a piene mani da tutte le fonti a sua disposizione: da conversazioni con esperti di terrorismo ai rapporti di servizi segreti, contando persino sull’apporto di imam e centinaia di musulmani, per cercare di creare una trama più simile al vero e che andasse a scandagliare gli angoli più remoti della mente di questi ragazzi, confusi ma allo stesso tempo decisi a morire per una buona causa, qualunque essa sia.

Gli attori dimostrano di aver preso molto seriamente la preparazione del film: la mimica, il modo di parlare, l’abbigliamento, il modo di rapportarsi agli altri facendo squadra, sono stati opera l’opera minuziosa di un gruppo di consulenti che giorno dopo giorno erano accanto al cast mettendo su una rete di conoscenze, di testi speciali, per la corretta impostazione dei personaggi e di guide essenziali alle quali fare riferimento.
Il risultato di fronte ai nostri occhi è straordinario, merito anche della fotografia e del montaggio che rendono il film un’unica linea continua in cui ogni dialogo è perfettamente bilanciato, senza uscire fuori dai binari della commedia drammatica che il regista si era prefisso: una pellicola in cui i protagonisti dovevano essere minacciosi, ma allo stesso tempo persone vulnerabili, confuse, che si supportano a vicenda anche nella loro ora più triste. Un tentativo di avvicinarsi alla comunità islamica senza offendere né deridere nessuno, riflettendo su di un argomento così scottante che infiamma le menti di una società sempre più diretta verso il multirazziale e il cosmopolita.

Alessandro Cristofaro