FISH TANK

Titolo Originale: Id.
Genere: Drammatico
Regia: Andrea Arnold
Sceneggiatura: Andrea Arnold
Cast: Katie Jarvis, Charlotte Collins, Michael Fassbender, Harry Treadaway, Kierston Wareing, Jason Maza, Jack Gordon, Brooke Hobby, Chelsea Chase
Colonna Sonora:
Produzione: BBC Films, Kasander Film Company, Limelight, UK Film Council
Paese d’origine: Inghilterra - 2009
Durata: 124 minuti
Data di uscita: 23 Luglio 2010

 

Mia (Katie Jarvis ) ha 15 anni e vive in un quartiere popolare di periferia con una madre (Charlotte Collins) troppo giovane per essere attenta alle sue esigenze ed a quelle della sorellina, specializzata in turpiloquio. Mia ha un carattere impetuoso, nessuna amica, e una grande passione per la danza Hip Hop. Per lei ogni giorno è uguale all'altro, fin quando in casa arriva Connor (Michael Fassbender), il giovane amante della madre. L’ uomo non è indifferente a Mia, vuole farsi accettare ed inizia a comunicare con lei, vincendo la sua diffidenza e comprendendo le sue potenzialità, ma questo, anziché aprire uno spiraglio di serenità, sarà causa di turbamenti ed ulteriori incomprensioni con la madre.

Pluripremiato dalla critica, “Fish Tank” è un piccolo film inglese di grande attualità, che mette a nudo la vita ed il disagio esistenziale degli adolescenti con un approccio realistico e senza filtri.
Attraverso le vicende quotidiane di una ragazzina dalla personalità difficile ed introversa, eppure idealista, coraggiosa, affamata di una libertà che sente ancora lontana, la regista Andrea Arnold ci mostra un’umanità vera ed imperfetta, raccontata senza retorica o buonismo in una cornice di degrado sociale. La cinepresa segue Mia nel suo vagare in una suburbia periferica e popolare inglese, così simile ai quartieri dormitorio delle nostre città; il tono narrativo è iper-realistico ed asciutto, apparendo una sorta di docu-fiction grazie ad alcune soluzioni di regia, non artefatte e molto naturali, consistenti in riprese con cinepresa alla mano puntata sulla protagonista, con pochi tagli di montaggio che alternano campi lunghi e primi piani (spesso obliqui o di spalle), dandoci una prospettiva del racconto totalmente soggettiva.
Tutto il racconto infatti, sia narrativamente che visivamente, ruota intorno a Mia, la quale accentra l’attenzione del pubblico non solo per una precisa scelta stilistica della regista, ma anche per la forza carismatica che il suo personaggio esprime. La giovanissima interprete Katie Jarvis è straordinariamente brava e vitale, esprimendo con sguardo inquieto e grande naturalezza le mute emozioni e gli stati d’animo del suo personaggio. Bravi anche gli altri interpreti, da Charlotte Collins nei panni di una madre assente ed egoista, a Michael Fassbender, già visto in “Bastardi senza Gloria”, che interpreta con misura il ruolo difficile ed ambiguo di un patrigno falsamente simpatico.

“Fish Tank” è un film che suscita nella sua visione emozioni contrastanti, con il pubblico che, catturato dalla forza della storia e dei personaggi, partecipa emotivamente alle vicende narrate sulla spinta di una pressante curiosità di sapere come andrà a finire ed, al tempo stesso, la paura sulla piega che prenderanno gli eventi. Un’opera convincente, che si propone –più o meno inconsapevolmente- come una versione al femminile ed aggiornata dell’immortale “I 400 Colpi” di Francois Truffaut, anch’esso film tenero, lucido e virulento sul tema dell’infanzia incompresa. Anche il finale di “Fish Tank” si allinea a quello dell’opera di Truffaut, con Mia che si appropria della sua libertà andando via per la sua strada, ma ciò risulta un’appendice poco realistica ed un po’ ridondante di quanto visto prima, anche a causa della semi-consolatoria riappacificazione familiare attraverso un ballo senza parole che stona lievemente con l’approccio cupo e realistico del film. Bello da vedersi, ma narrativamente stonato rispetto al resto della storia.

Valeria Marinaccio