FEMMINE CONTRO MASCHI

Genere: Commedia
Regia: Fausto Brizzi
Sceneggiatura: Fausto Brizzi, Marco Martani, Massimiliano Bruno, Pulsatilla
Cast: Claudio Bisio, Emilio Solfrizzi, Nancy Brilli, Luciana Littizzetto, Ficarra & Picone, Lorenzo Cesari, Wilma De Angelis, Francesca Inaudi, Serena Autieri
Colonna Sonora: Bruno Zambrini
Produzione: Medusa
Paese d’origine: Italia - 2010
Durata: 96 minuti
Data di uscita: 4 Febbraio 2010

 

L'androloga Anna (Luciana Littizzetto) e il benzinaio Piero (Emilio Solfrizzi) sono alle prese con il noioso tran-tran di un matrimonio ventennale. Lei colta e affettuosa, lui ignorante e traditore. Quando un provvidenziale incidente fa perdere a Piero la memoria, Anna lo riformatta, cercando di trasformarlo nel marito che aveva sempre sognato e facendolo così diventare un maggiordomo-amante-cuoco. Intanto, il bidello Rocco e l'impiegato Michele (Ficarra e Picone) suonano in una cover band dei Beatles. Rocco è osteggiato dalla compagna (Francesca Inaudi), maestra nella stessa scuola, mentre Michele, grazie ad una sapiente bugia, riesce a tenere all'oscuro sua moglie (Serena Autieri), una donna manager che crede che abbia smesso con la musica. Quando Rocco, dopo l'ennesimo litigio in famiglia, viene ospitato da Michele, la bugia rischia di essere svelata. Infine, il chirurgo plastico Marcello (Claudio Bisio) e l'impiegata Paola (Nancy Brilli) sono una coppia divorziata da anni che però finge di essere ancora una famiglia felice solo quando vanno a trovare la mamma di lui (Wilma De Angelis), ottantenne e malata di cuore. Quando un cardiologo diagnostica pochi giorni di vita alla nonna, quest'ultima chiede di poterli passare con la sua famiglia a casa loro ed i due divorziati si ritrovano a vivere forzatamente insieme recitando la parte 24 ore su 24.

A pochi mesi di distanza dal recente “Maschi_contro_Femmine”, arriva il secondo capitolo della commedia ad episodi scritta e diretta da Fausto Brizzi; l’eterno contrasto ideologico-sentimentale tra uomini e donne viene raccontato attraverso tre storie, collegate tra loro tramite i personaggi che le popolano. Oltre al titolo, si invertono anche i ruoli e se nel primo episodio Luciana Littizzetto, Emilio Solfrizzi, Nancy Brilli e Claudio Bisio erano titolari di brevi cameo, qui diventano protagonisti delle storie mentre, viceversa, i vari Fabio De Luigi, Alessandro Preziosi, Paola Cortellesi, Carla Signoris, Nicolas Vaporidis, Giuseppe Cederna e Sarah Felberbaum assicurano il collegamento con il primo episodio facendo qua e là fugaci apparizioni. Considerati sia la presenza di un gran numero di attori, sia gli stessi collaboratori di Brizzi alla sceneggiatura (Marco Martani, Massimiliano Bruno e la scrittrice-blogger Pulsatilla), c’è da dire che “Femmine contro Maschi” non è un semplice sequel, ma la seconda parte di un unico progetto cinematografico, soffrendo però di tutte le debolezze di un sequel. Dispiace dirlo, ma il brioso Brizzi spende con questa pellicola gli ultimi scampoli di credito che aveva accumulato con le sue prime opere (ovvero i due “Notte prima degli Esami”), disperdendo ai quattro venti la fiducia residua che il pubblico aveva in lui -come alfiere della nuova commedia italiana- a causa di un film fiacco, poco divertente ed estremamente prevedibile, la cui riuscita è addirittura inferiore al precedente “Maschi contro Femmine”, che capolavoro non lo era di certo.

A parte la coppia Luciana Littizzetto ed Emilio Solfrizzi che strappa più di una risata esclusivamente per meriti personali e non di sceneggiatura, il film soffre di una evidente carenza di idee comiche per sviluppo di fatti e personaggi. La linea sarebbe quella di creare un esempio italiano di screwball comedy, ovvero la commedia americana a metà strada tra quella sofisticata e la farsa; ci sono tutti gli elementi di questo famoso genere cinematografico: c’è la "guerra dei sessi", con l'incontro/scontro fra personaggi di sesso opposto inizialmente antagonisti, la satira di costume, gli eventi bizzarri e paradossali fino ai personaggi eccentrici. Ma, purtroppo, non si calca mai la mano né si cercano soluzioni di maggior spessore creativo, con tre storie incrociate tra loro dove vengono meno tutte le qualità della screwball comedy, cioè il carattere di imprevedibilità, l’anarchia dei personaggi, la critica sociale tra le righe, il ritmo incalzante nei dialoghi e nella narrazione. Da un punto di vista formale, “Femmine contro Maschi” è una commedia indolente e svagata, con una regia molto statica rispetto al primo episodio, che lascia gli attori abbandonati a sé stessi, con risultati positivi (vedi Littizzetto e Solfrizzi), non brillanti ma dignitosi (Bisio e la Brilli), assolutamente fuori registro (Ficarra e Picone), con quest’ultimi vittime della loro stessa comicità parodistica, della quale replicano stancamente le dinamiche di coppia televisiva andando entrambi troppo sopra le righe per risultare personaggi azzeccati.
Abbastanza fuori contesto risultano anche le comparsate dei protagonisti del precedente capitolo, inserite spesso in maniera gratuita (vedi quella della Cortellesi), tanto da risultare tediose. Come tutto il film, del resto.

Paolo Pugliese