E’
un prodotto ormai raro, almeno al cinema, “Felix e la
macchina del tempo”, coproduzione italo/tedesca. La
seconda avventura cinematografica del coniglietto rosa, che
questa volta viene spedito in giro per le principali epoche
storiche da uno scienziato più o meno geniale, è
realizzato all’antica, con disegni veri e non tridimensionali/digitali,
nessuna prodezza tecnica e tanta, sana voglia di divertire
e far appassionare i più piccoli alla storia. Felix
passa dalla preistoria, dove cerca d’inventare il fuoco,
al medioevo dei vichinghi e poi dei cavalieri con scudo e
spadoni, all’antico Egitto dove incontra una Nefertiti
piuttosto poco raccomandabile, accompagnato di volta in volta
da nuovi amici ma soprattutto da una tartaruga marina e un
elefantino, mentre la sua padroncina cerca, assieme allo scienziato
“pazzo”, di riportarlo a casa.
Certo i ritmi e la spettacolarità ai quali anche la
Disney ormai da decenni ci ha abituato ancor prima dell’avvento
di Dreamworks e compagni, può far sentire “Felix”
come un prodotto più televisivo che cinematografico,
adatto magari allo sfruttamento casalingo in DVD, eppure la
grande cura nei colori pastello, nel linguaggio preciso ma
non affettato, e qualche graziosa canzone rende a nostro avviso
il film degno di essere fruito sul grande schermo. Passano
piacevolmente ma senza glamour le voci di Alessio Boni e Maria
Grazia Cucinotta come doppiatori, mentre più discutibile
resta la scelta di Claudia Gerini come interprete delle canzoni.
Bruno
di Marcello