Un
vecchio pedofilo viene ucciso mentre sta per abusare di una
ragazzina. Il suo assassino è un gigante senza nome
(Dwayne Johnson), che poco tempo prima aveva ucciso senza
scrupoli un impiegato all’interno degli uffici di un’azienda.
Cosa lega tra loro i due omicidi? E’ quello che si chiede
un poliziotto (Billy Bob Thornton), ormai prossimo alla pensione,
che scopre l’identità dell’ implacabile
assassino, ovvero un ex-detenuto appena uscito dal carcere.
L’uomo è deciso a vendicare la morte del fratello,
avvenuta durante la rapina che ha portato alla sua incarcerazione;
sulle sue tracce non c’è solo l’agente
di polizia, ma anche un giovane sicario dal grilletto facile.
Le cose non saranno facili, perché il giustiziere è
molto veloce, sia fisicamente che alla guida della sua potente
auto.
“Faster”
(molto veloce) è una delle tante pellicole
d’azione incentrate sul tema della vendetta, con una
trama molto semplice, che comunque offre una discreta dose
di intrattenimento. Il merito della parziale riuscita di questo
film, penalizzato da una sceneggiatura mediocre, va soprattutto
al regista George Tillman Jr., il quale compone diverse sequenze
d’azione iperrealiste, mettendo da parte la sequenzialità
serrata dei videoclip (da anni ingrediente principale degli
action americani), per riprendere certi dettami del cinema
d’azione ruvido degli anni ’70 (L’Ispettore
Callaghan, per esempio), con un impatto visivo potente ed
abbastanza realistico nell’impostazione delle scene.
Niente di epocale, è bene dirlo, ma certamente un lavoro
discreto ed asciutto. Peccato che la pellicola cada nel finale,
mescolando con poca fantasia il tema della vendetta con quello
del perdono; il confronto risolutore tra i personaggi viene
sviluppato in maniera debole e superficiale, caratterizzato
da un lirismo che scivola un po’ nel caricaturale, con
un colpo di scena poco credibile che fa crollare l’intero
impianto narrativo.
Il
film ci presenta comunque un personaggio fortemente iconico,
nonostante sia poco approfondito: duro, granitico, a suo modo
tragico, visto che non gli rimane altro nella vita che vendicarsi
di un grave torto subito, il protagonista ha il volto di Dwayne
Johnson (“Il Re Scorpione”, “L’Acchiappadenti”),
il quale, nonostante abbia dimostrato in passato discrete
doti di attore, qui è ai minimi termini di espressività.
Ci sono però anche un paio di personaggi interessanti,
le cui caratterizzazioni tendono ad evitare schemi precotti:
il killer giovane ed egocentrico, con un rapporto complicato
con la sua fidanzata, ed un poliziotto irresponsabile con
diversi scheletri nell’armadio. Quest’ultimo è
il carachter meglio sviluppato del film, la cui evoluzione
nasconde qualche sorpresa, interpretato con una certa ambivalenza
da un bravo Billy Bob Thornton, credibile ma anche un po’
sprecato in questo film.
Marco
Valerio