FASTER

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione, Drammatico
Regia: George Tillman Jr.
Sceneggiatura: Tony Gayton
Cast: Dwayne Johnson, Billy Bob Thornton, Micaela Johnson, Carla Gugino, Maggie Grace, Jennifer Carpenter, Tom Berenger, Moon Bloodgood, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Matt Gerald, Courtney Gains
Produzione: CBS Films, Castle Rock Entertainment, State Street Pictures
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 98 minuti
Data di uscita: 15 Aprile 2011

 

Un vecchio pedofilo viene ucciso mentre sta per abusare di una ragazzina. Il suo assassino è un gigante senza nome (Dwayne Johnson), che poco tempo prima aveva ucciso senza scrupoli un impiegato all’interno degli uffici di un’azienda. Cosa lega tra loro i due omicidi? E’ quello che si chiede un poliziotto (Billy Bob Thornton), ormai prossimo alla pensione, che scopre l’identità dell’ implacabile assassino, ovvero un ex-detenuto appena uscito dal carcere. L’uomo è deciso a vendicare la morte del fratello, avvenuta durante la rapina che ha portato alla sua incarcerazione; sulle sue tracce non c’è solo l’agente di polizia, ma anche un giovane sicario dal grilletto facile. Le cose non saranno facili, perché il giustiziere è molto veloce, sia fisicamente che alla guida della sua potente auto.

“Faster” (molto veloce) è una delle tante pellicole d’azione incentrate sul tema della vendetta, con una trama molto semplice, che comunque offre una discreta dose di intrattenimento. Il merito della parziale riuscita di questo film, penalizzato da una sceneggiatura mediocre, va soprattutto al regista George Tillman Jr., il quale compone diverse sequenze d’azione iperrealiste, mettendo da parte la sequenzialità serrata dei videoclip (da anni ingrediente principale degli action americani), per riprendere certi dettami del cinema d’azione ruvido degli anni ’70 (L’Ispettore Callaghan, per esempio), con un impatto visivo potente ed abbastanza realistico nell’impostazione delle scene. Niente di epocale, è bene dirlo, ma certamente un lavoro discreto ed asciutto. Peccato che la pellicola cada nel finale, mescolando con poca fantasia il tema della vendetta con quello del perdono; il confronto risolutore tra i personaggi viene sviluppato in maniera debole e superficiale, caratterizzato da un lirismo che scivola un po’ nel caricaturale, con un colpo di scena poco credibile che fa crollare l’intero impianto narrativo.

Il film ci presenta comunque un personaggio fortemente iconico, nonostante sia poco approfondito: duro, granitico, a suo modo tragico, visto che non gli rimane altro nella vita che vendicarsi di un grave torto subito, il protagonista ha il volto di Dwayne Johnson (“Il Re Scorpione”, “L’Acchiappadenti”), il quale, nonostante abbia dimostrato in passato discrete doti di attore, qui è ai minimi termini di espressività. Ci sono però anche un paio di personaggi interessanti, le cui caratterizzazioni tendono ad evitare schemi precotti: il killer giovane ed egocentrico, con un rapporto complicato con la sua fidanzata, ed un poliziotto irresponsabile con diversi scheletri nell’armadio. Quest’ultimo è il carachter meglio sviluppato del film, la cui evoluzione nasconde qualche sorpresa, interpretato con una certa ambivalenza da un bravo Billy Bob Thornton, credibile ma anche un po’ sprecato in questo film.

Marco Valerio