FAST FOOD NATION

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia
Regia: Richard Linklater
Sceneggiatura: Richard Linklater & Erik Schlosser
Cast: Greg Kinnear, Ethan Hawke, Catalina Sandrina Moreno, Patricia Arquette, Bruce Willis, Wilmer Valderrama, Avril Lavigne
Colonna Sonora: Friends of Dean Martinez
Produzione: Malcom McLaren, Jeremy Thomas, Ann Carli
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 116 minuti

 

Dopo lo shockante documentario “Super Size Me” dell’americano Morgan Spurlock (che si è filmato per un mese mentre si nutriva esclusivamente di prodotti MacDonald, con gravissimi danni alla sua salute), arriva un’altra spallata al mondo alimentare-spazzatura americano a base di hamburger e patatine: FAST FOOD NATION, film diretto dal poliedrico Richard Linklater (“A Scanner Darkly”, “School of Rock”) e trasposizione cinematografica dell’omonimo best seller di Eric Schlosser, divenuto dal 2001 manifesto di denuncia contro i fast food americani.

Questo film va ad unirsi al movimento di progressiva autocritica americana sulle proprie abitudini alimentari, illustrando la tragicomica odissea di Don Anderson (Greg Kinnear), manager rampante di una multinazionale di Fast Food, che dopo aver inventato il maxi-panino “Big One” si ritrova ad avere per le mani una brutta gatta da pelare: un’indagine interna sulla corposa presenza di poliformi fecali (letteralmente merda di mucca) nella carne proveniente dagli allevamenti della società. Come il protagonista di “Cuore di Tenebra” di Conrad, il nostro attonito eroe affronterà un viaggio da girone dantesco in allevamenti e mattatoi dalle devastanti condizioni igieniche, tanto per i bovini assiepati là dentro quanto per i lavoratori stessi, dove il processo della catena di produzione è così veloce (il tempo è danaro) che non si riesce a separare gli intestini con le feci dal resto della carne destinata al largo consumo la quale finisce, quindi, per essere fortemente contaminata.

Quella di Linklater è una pellicola di denuncia travestita da (spietata) commedia, con un’esposizione lucida e nient’affatto scontata di argomenti inerenti l’alimentazione e la sanità americana che spesso passano clamorosamente sotto silenzio (chissà perché?!!), come appunto il processo della lavorazione della carne pieno di lacune a causa della velocità dei tempi di produzione per ottenere i massimi introiti con la minor spesa, anche a costo dell’igiene; il film illustra anche il cinismo dei produttori (vedi il personaggio dell’uomo d’affari Harry Rydell interpretato da Bruce Willis) contrapposto allo sfruttamento dei clandestini messicani impiegati e sottopagati nella catena alimentare dei Fast Food.

Ottimo il cast, a cominciare da un attore versatile come Greg Kinnear (“Little Miss Sunshine”, “Qualcosa è cambiato”) e continuando con Patricia Arquette, Wilmer Valderrama ed i cameo di Bruce Willis ed Ethan Hawke che danno il loro contributo ad un film da applaudire anche se non è completamente riuscito, a causa del suo ritmo discontinuo, di alcune parti troppo prolisse e dei dialoghi eccessivamente verbosi.
Le accuse di FAST FOOD NATION sono comunque esposte in maniera esilarante ed al tempo stesso drammatica, dribblando happy end facili e consolatori e non facendosi scrupolo di mostrare scene abbastanza truculente inerenti l’allevamento e la macellazione degli animali nel suo intento di mettere alla berlina il lato vergognoso della globalizzazione e del capitalismo americano, dove l’importante alla fine è solo arricchirsi, anche a spese della salute altrui.

Marco Valerio