L'epopea
del gerarca fascista Barbagli e dei suoi camerati che nell'anno
1939 partono alla conquista di Marte, pianeta bolscevico e
traditor, è raccontata tramite cinegiornali di regime
a lungo nascosti dalla censura storiografica comunista i quali,
con magniloquenza lessicale patriottica e propagandistica,
illustrano le fasi del viaggio nello spazio dei fieri figli
della Lupa. Messi sotto sale a bordo di un prototipo di aereorazzo
basato sulla bomba volante tedesca V2, il manipolo di eroi
guidati dall’indomito Barbagli sbarca su Marte e, senza
badare a quisquiglie come scafandri e tute spaziali, cominciano
a colonizzare il suolo marziano ponendo reliquie ed indicazioni
fasciste. Le loro opere però vengono sistematicamente
cancellate ogni notte dai Minimmi, ultracorpi marziani (semplici
sassi con le antenne) che pongono una fiera resistenza passiva
alla colonizzazione di Barbagli e camerati. Il gerarca continuerà
a portare avanti il suo compito nonostante i Minimmi e le
visioni mistiche di cui è oggetto (la testa di Mussolini
che lo insegue) fino a rimanere da solo sul pianeta quando
i suoi camerati fuggono a bordo dell’astronave di amazzoni
aliene.
Direttamente dalla trasmissione “Il Caso Scrafoglia”
di Rai Tre, FASCISTI SU MARTE arriva al cinema dopo diversi
anni di gestazione ed è un film difficilmente catalogabile
ma sicuramente tra i più originali del cinema italiano
degli ultimi anni, essendo un curioso esempio di spin-off
cinematografico tratto da un format televisivo (pochi sono
gli esempi di questo tipo: ad esempio i “Blues Brothers”
nati nella trasmissione “Saturday Night Live”):
la sua produzione si deve unicamente all’insistenza
dei fans che chiedevano una conclusione delle avventure di
Barbagli e company.
Il film, girato e commentato come un cinedocumentario propagandistico,
ha il pregio di essere una parodia satirica di un’epoca
e di un genere cinematografico, avendo dalla sua tanto un
fascino retrò quanto un ricercato ed irresistibile
linguaggio anni ’40 (retorico e celebrativo, da propaganda
fascista), con dialoghi demenziali e felicemente sopra le
righe che contengono anche agganci e rimandi all’attualità
politica e sociale del nostro paese: uno sberleffo, insomma,
al mondo di oggi prendendo in giro quello di ieri.
Sicuramente FASCISTI SU MARTE è un mix curioso di sperimentazione,
satira retro-storica, gags e fumetti, con vari omaggi/sfottò
ai cinegiornali d’epoca ed al cinema classico di fantascienza
(“L’Invasione degli Ultracorpi”, “Zardoz”,
“Donne Amazzoni sulla Luna”) che ne arricchiscono
il tessuto; ma pur rivelandosi, fin dalle prime battute, estremamente
esilarante alla lunga però finisce per risentire il
peso sia della sua matrice di origine televisiva sia di una
trama poco organica e basata sul collage consequenziale di
gags a ripetizione, alcune molto riuscite, altre di meno.
Le idee che, insomma, funzionano in sketch di 5-6 minuti non
è detto che possano essere ugualmente efficaci in una
versione dilata di quanto visto in televisione: un esercizio
di stile il cui risultato però, in linea di massima,
non è perfetto ma comunque gradevole ed encomiabile
nella sua ricerca degli stereotipi fascisti, nella sua veste
grafica surreale e nel suo impianto ironico e pungente. Ottimo
infine il (ristretto) cast e fortemente evocativa la colonna
sonora con pezzi d’annata.
Paolo
Pugliese