1972:
la giovane giornalista Karen O'Connor (Alison Lohman) indaga sulle
cause dello scioglimento di una celebre coppia di showman degli
anni '50, Lanny Morris (Kevin Bacon) e Vince Collins (Colin Firth)
e sul misterioso ritrovamento, quindici anni prima, del cadavere
di una giovane ragazza (Rachel Blanchard) nella vasca da bagno
della camera in cui soggiornavano, un caso mai risolto e che all'epoca
fu chuso sbrigativamente dalle autorità.
Torna 4 anni dopo il suo ultimo lavoro "Ararat" il regista
canadese di origini egiziane Atom Egoyan, il quale riprende con
questa pellicola le atmosfere del cinema noir, cercando di esplorare,
attraverso i due personaggi falliti interpretati da Firth e Bacon,
il tema della solitudine tramite il ritratto di due vite spezzate
dal successo, dai soldi e dal sesso.
Una
premessa iniziale intrigante che purtroppo viene sciupata malamente
dal regista per via di numerosi difetti: non aiuta infatti la
sceneggiatura raffazzonata a firma dello stesso regista ed adattata
dal romanzo di Rupert Holmes in cui Egoyan, deciso ad analizzare
il profondo dell'animo umano, si trascina stancamente sino alla
conclusione, ma quando si accorge di aver smarrito il tema principale
del film, cioè il mistero che aleggia sui due protagonisti,
lo risolve tirando fuori uno dei clichè più banali
del thriller ovvero il classico: "Ispettore, è stato
il maggiordomo". Ma le colpe sono anche del cast, a partire
dai due protagonisti della vicenda; Colin Firth e Kevin Bacon
infatti sembrano decisamente fuori parte, ancor di più
quando si tratta di trasmettere al pubblico la sensazione di una
coppia di showman affiatati e uniti da anni di spettacoli: tra
i due attori manca completamente l'affiatamento, visto che molte
delle scene in cui appaiono risultano davvero forzate, anche oltre
il consentito.
Da
salvare solo la sempre brava Alison Lohman (penalizzata però
da un doppiaggio orribile) che appare la più volenterosa
e la più convinta di quello che fa e delle battute che
pronuncia. Per il resto, scenografia patinata, molto sesso (anche
questo patinato) e un risultato finale in cui lo spettatore ha
davanti tanto stile, ma poca, pochissima sostanza. Un peccato
davvero.
Carlo
Coratelli