ERAGON

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantasy/Avventura
Regia: Stefen Fangmeier
Sceneggiatura: Peter Buchman ,Mark Rosenthal ,Jesse Wigutow ,Lawrence Konner
Cast: Edward Speleers , Jeremy Irons, John Malkovich, Djimon Hounsou, Robert Carlyle, Alun Armstrong
Colonna Sonora: Patrick Doyle
Produzione: 20th Century Fox, Ingenious Film Partners
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 104 minuti

 

Dopo la scomparsa dei Cavalieri dei Draghi, nelle terre di Alagaesia sono calate le tenebre: il re Galbatorix, un ex Cavaliere che ha tradito i suoi compagni, governa con la violenza ed il terrore. I draghi sembrano estinti e le forze ribelli sono poche e disperse.
Ma la speranza non è ancora morta, perché una donna misteriosa riesce a far giungere al giovane contadino Eragon un uovo di drago…
Tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Paolini, siamo di fronte ad un film d’avventura adatto ai ragazzini sotto i 13 anni e per chi si accontenta di una storiellina esile e scontata ma che contiene tutti i canoni classici del fantasy: il ragazzo povero, ma buono e coraggioso (e dalle origini ancora da chiarire), la bella principessa, il burbero ma leale vecchio mentore che cerca riscatto dal suo passato, il re brutto e cattivo che più perfido non si può…

Parecchie sono le perplessità che suscita questa pellicola: trama molto lineare, fino a sconfinare nel banale, caratterizzazioni fatte con l’accetta, ma soprattutto il fatto che il film è senza guizzi e senza mordente, tutto è scontato, non c’è un colpo di scena, un attimo di suspence, un’impennata dell’adrenalina. Tutto procede senza nessun sussulto, liscio e tranquillo verso il finale, smorto anche quello.
Anche due ottimi attori come Jeremy Irons e John Malcovich annegano in questo quieto grigiore e forniscono interpretazioni molto scadenti, quasi macchiettistiche. Ma ammetto che non era facile trovare spunti invitanti in cui dare sfoggio del loro talento.
E se loro due poco hanno potuto per risollevare le sorti del film, figuriamoci poi cosa potevano fare gli altri… con una particolare nota di demerito per l’attore protagonista, Edward Speelers dotato di espressività nulla e di un sorrisetto odioso perennemente stampato sul viso.

Intendiamoci: il film non è brutto, è semplicemente incolore. E’ un enorme polpettone che riprende tutti i cliché del fantasy senza innovarli, senza alcun contributo originale. Il risultato è che si ha, per tutti i 104 minuti di visione, una costante sensazione di dejavu verso altri titoli dello stesso genere, da Star Wars al Signore degli anelli e tutto quello che ci sta in mezzo. Ma questo in fondo potrebbe anche non essere un difetto. L’originalità non è certo una caratteristica fondamentale del fantasy. Così come anche l’approfondimento psicologico (che infatti manca).
Il problema è che il film non emoziona, non coinvolge, non sorprende.
La pellicola termina placidamente senza lasciare molta traccia né particolari sentimenti nello spettatore. Nemmeno la noia, perché (per fortuna!) ha una durata non eccessiva.

E il finale aperto non vi lascerà certamente con il fiato sospeso in attesa del seguito…
In definitiva è un film consigliato soprattutto per i giovanissimi, che troveranno di loro gradimento la trama semplice, la netta divisione tra bene e male e l’ingenuità di fondo che pervade tutta la storia.
Ma se siete degli spettatori più scafati, se cercate un fantasy maturo o almeno un tantinello complesso, se amate le interpretazioni sofferte o colpi di scena a ripetizione siete pregati di rivolgervi altrove.

Mario Colasuonno