Jean-Renè
è il proprietario di una fabbrica di cioccolato: è
un tipo un po’ burbero, ma è amato e rispettato
dai suoi operai. Angélique è una cioccolataia
bravissima e rifinita, la quale, grazie ad un colloquio di
lavoro, viene subito assunta presso l’azienda di Jean-René.
Entrambi emotivi, pieni di tensione e terrorizzati, daranno
il via ad una catena di eventi che li vedrà protagonisti
di una storia d’amore molto speciale e divertente.
Il
titolo, ripreso dal nome del gruppo –vero- degli anonimi
emotivi, rappresenta un problema per molti individui che devono
imparare a convivere con le proprie emozioni, imbrigliate
in un fitto reticolo, alla ricerca di un equilibrio che li
riporti alla gioia di vivere. Persone paralizzate dalle proprie
paure, divise tra un grande desiderio di esprimersi, dimostrare
al mondo ciò che valgono, e il rifiuto, il fallimento
che li porta ad uno stadio di panico molto forte. Questo,
sommato all’ansia e relativi sensi di colpa, può
minare la propria fiducia, arrivando ad una chiusura in se
stessi, perdendo la via di uscita da questo labirinto intricato.
Il regista Jean-Pierre Améris, la cui famiglia era
minata da comportamenti simili, ha voluto dimostrare che aprire
se stessi senza alcuna paura, sorridendo sempre, è
l’arma principale per uscire da questo isolamento, raccontando
con tanta verve le conquiste di chi si impegna a fondo.
Dovessimo scegliere tre specifici aggettivi per indicare questo
film sarebbero dolce, delicato, e brioso.
Il primo per via dei protagonisti, impegnati nella preparazione
del cioccolato: questo alimento, gustoso e nutriente, che
mette allegria e buonumore, è il fulcro di tutta la
vicenda, sin dalle prime immagini in cui Angélique,
l’attrice Isabelle Carré (“Hotel a 5 Stelle”),
incontra Jean-René, un simpatico Benoit Poelvoorde
(“Niente da Dichiarare?”). Delicato, perché
si raccontano i patemi di chi soffre di ansia senza premere
troppo sul fattore drammatico, ponendolo in chiave da commedia
degli equivoci, in cui ogni situazione presenta risvolti comici
ed inaspettati.
E il brio, il buonumore che scorre in tutto il film, ci viene
incontro sin da subito, quando la nostra cioccolataia canta
per acquistare fiducia in se stessa le stesse note che furono
di Julie Andrews in “Tutti insieme appassionatamente”:
una buona dose di coraggio per affrontare una nuova avventura.
Gli attori, Benoit Poelvoorde e Isabelle Carré, che
già avevano lavorato assieme in altre produzioni francesi,
sono straordinari nel loro ruolo dimostrando di completarsi
l’un l’altro nelle battute e nei dialoghi. La
colonna sonora di Pierre Adenot ci regala vecchi successi,
come “You are my destiny” di Paul Anka, ed è
perfetta per il montaggio tra le varie scene. I costumi e
gli accessori si collegano alle tonalità che Gérard
Simon usa per la fotografia: rosso, per la passione, l’amore,
e la vitalità, e verde, per l’equilibrio, la
tranquillità, la pace interiore. Un quadro unico in
cui gli attori si incontrano come vecchi amici, e in cui amiamo
questa vista di una Parigi incantevole, pronta per essere
assaporata come una speziata cioccolata calda.
Alessandro
Cristofaro