DYLAN DOG - IL FILM

Titolo Originale: Dead of Night
Genere: Azione, Fantasy, Thriller
Regia: Kevin Munroe
Sceneggiatura: Hyde Park Films, Platinum Studios
Cast: Brandon Routh, Sam Huntington, Anita Briem, Taye Diggs, Peter Stormare, Brian Steele, Kurt Angle, Randal Reeder, Marco St. John
Colonna Sonora: Klaus Badelt
Produzione: Hyde Park Films, Platinum Studios
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 115 minuti
Data di uscita: 16 Marzo 2011

 

New Orleans. Dylan Dog (Brandon Routh), stufo di zombie e vampiri, ha scelto di andare in pensione anticipatamente. Ma il lavoro del detective del mistero non è davvero mai finito e quindi è costretto a tornare in azione per decifrare le iscrizioni ritrovate su un manufatto antico che ha il potere di annientare l’umanità.

Di nome ma non di fatto. L'Indagatore dell'incubo dei fumetti Bonelli sbarca al cinema, ma non è che un surrogato. Più che un film dell'orrore, il film dell'errore e del malinteso. C'è Dylan Dog, ma in realtà non c'è. Ha le fattezze dell'ultimo Superman di celluloide, un Brandon Routh tanto carico di muscoli quanto scarico di espressività. Ed è inevitabile rimpiangere il Rupert Everett di Dellamorte Dellamore, opera prima e pure nostrana ispirata al personaggio inventato nell'86 da Tiziano Sclavi, autore di un fumetto che tra alti e bassi resta ancora uno tra i più letti e apprezzati d'Italia. Storie surreali e piene di pathos. Orrore vero, ricreato affondando a piene mani nella tradizione più pura di quello stesso orrore. E Dylan è un protagonista capace di essere protagonista davvero, carismatico pur senza ostentarlo. E senza steroidi. Le atmosfere sono quelle tipiche del film di cassetta, con una tensione vicina allo zero assoluto e con caratterizzazioni svuotate di senso. Il Dylan Dog cinematografico è più un action-fantasy che un horror, diretto da Kevin Munroe (al suo secondo film, dopo il cartoon “TMNT”), troppo diverso dal suo omonimo fumetto italiano: non più inglese ma americano, con l’azione spostata da Londra a New Orleans, ed un Dylan divenuto una specie di avventuriero/cacciatore di mostri (simile al personaggio interpretato da Keanu Reeves in "Constantine") in una città dove accanto agli umani vivono creature sovrannaturali come vampiri, licantropi e zombies.

E' il cinema di chi si accontenta, un film perfetto per chi Dylan Dog non lo conosce affatto. Gli altri restino pure incollati alle pagine di carta, l'Indagatore dell'incubo è molto meglio leggerlo. D'altronde il regista Kevin Munroe l'aveva detto: "Non si può appiccicare il fumetto sullo schermo". Un tentativo sarebbe stato comunque apprezzato.
E' lo stesso film a essere pieno di debolezze, forse penalizzato da una produzione sofferta e segnata da tante riscritture. Godibile soltanto per mezzora, la pellicola prosegue tra sequenze poco credibili e situazioni risolte in modo disarmante, un make up fermo agli anni '80 ed effetti non tanto speciali. Per non parlare di personaggi senz'anima come i tanti "non morti" sulla scena. Lo stesso Dylan vuole fare troppo l'americano. Rispetto a oggi, all'epoca Everett lo smilzo partiva con alcuni metri di vantaggio rispetto a Routh il palestrato: il protagonista del fumetto era stato creato proprio sulle sue fattezze. Ma l'ex-Superman recita ancora come fosse un Uomo d'Acciaio, cosa che di certo non aiuta.
Questo Dylan Dog è troppo action movie per essere lui, troppo Twilight per essere vero. L'antica faida tra vampiri e lupi mannari è infatti ancora una volta il pretesto per riempire le sale. O quantomeno per provarci.

Simone Celli