DUPLICITY

Titolo Originale: Id.
Genere: Commedia/Sentimentale/Spy Story/Thriller
Regia: Tony Gilroy
Sceneggiatura: Tony Gilroy
Cast: Julia Roberts, Clive Owen, Paul Giamatti, Tom Wilkinson, Carrie Preston, Wayne Duvall, Christopher Denham, Cassidy Gard, Tom Stratford, Brandon Slagle
Colonna Sonora: James Newton Howard
Produzione: Relativity Media, Universal Pictures
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 129 minuti
Data di uscita: 10 Aprile 2009

 

Claire Stenwick (Julia Roberts) e Ray Koval (Clive Owen) lavorano da anni su fronti opposti inerenti lo spionaggio industriale, avendo militato in passato rispettivamente nella CIA e nei servizi segreti britannici. Entrambi stanno tentando di impossessarsi del brevetto di una formula (una lozione anti-calvizie) che è oggetto di grossi interessi corporativi tra le due multinazionali per cui lavorano. In una gara di astuzia ed inganni, avviene però l’imprevedibile con le due spie che finiscono per innamorarsi l’uno dell’altro e, pur non fidandosi reciprocamente, decidono di collaborare sulla formula per arricchirsi a spese dei datori di lavoro.

Il tema del film, fin dal suo titolo “Duplicity”, è incentrato sulla doppiezza e la simulazione, in buona parte ben descritta dallo sceneggiatore-regista Tony Gilroy che confeziona un film più leggero del suo precedente “Michael Clayton”, avendo forse come modello d’ispirazione quell’intreccio narrativo a base di mistero, ambiguità, ironia ed eros romantico che un maestro come Alfred Hitchcock riusciva ad infondere in acclamate opere come “Intrigo Internazionale”, “Caccia al ladro”, “La Finestra sul Cortile” e “Notorius”.
Purtroppo Gilroy tenta di riproporre gli elementi del cinema di Hitchcock senza la loro stessa forza, con una sceneggiatura che si rivela fin troppo ambiziosa e poco curata negli snodi narrativi e nella descrizione dei personaggi. Interessante l’ambientazione delle guerre tra multinazionali, ma la commistione tra due generi così diversi e difficili da applicare insieme come il thriller politico-aziendale e la commedia rosa è davvero poco equilibrata per risultare credibile ed interessante. La trama spionistica e romantica viene poi svilita da un andamento esplicativo sospeso tra presente e passato con un massiccio uso di flashback ripetitivi e poco centrali per la trama che nuocciono tanto al ritmo narrativo quanto alla suspence stessa della storia.

Una cosa positiva è vedere Julia Roberts lasciare definitivamente alle spalle i personaggi romantici e stupidini di gran parte della sua carriera (“Se Scappi ti Sposo”, “Il Matrimonio del mio miglior amico”), in favore di ruoli più maturi ed adulti. Il problema è che non riesce a trovare l’alchimia giusta col carismatico, ma anche truce e monoespressivo, Clive Owen per far si che la coppia funzioni sul grande schermo, risultando intrigante. Meglio di loro fanno i bravi comprimari Paul Giamatti (lo ricordate in “Sideways”?) e l’inglese Tom Wilkinson (“Michael Clayton” e “Full Monthy”).
Dispiace dunque prendere atto che tanto i due protagonisti quanto il film stesso regalano ben poche emozioni allo spettatore, con una trama che vuol far intendere più di quanto racconta senza essere supportata né da sviluppi arguti, né da un’efficace finale, né tantomeno da attori ispirati.

Marco Valerio