DRIVE ANGRY

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione, Thriller, Fantasy
Regia: Patrick Lussier
Sceneggiatura: Patrick Lussier, Todd Farmer
Cast: Nicolas Cage, Amber Heard, Billy Burke, David Morse, Katy Mixon, William Fichtner, Christa Campbell, Charlotte Ross, Pruitt Taylor Vince, Tom Atkins, James Hébert
Colonna Sonora: Michael Wandmacher
Produzione: Millennium Films, Nu Image Films
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 104 minuti
Data di uscita: 8 Aprile 2011

 

John Milton (Nicolas Cage) è un criminale fuggito dall’inferno per eliminare Jonah King (Billy Burke): capo di una setta satanica che ha ucciso la figlia di Milton e rapito la bambina di lei, prossima vittima dei sacrifici della setta. Lungo il suo percorso di vendetta, a dare una mano a Milton si aggiungerà la bella Piper (Amber Heard), una cameriera sexy, molto determinata e combattiva. La coppia dovrà non solo fronteggiare i numerosi membri della setta, ma anche guardarsi le spalle dal misterioso agente di Satana, chiamato “il Contabile” (William Fichtner), mandato sulla terra con la missione di riportarlo all’Inferno, recuperando anche la potentissima arma che Milton ha portato con sé.

Se invece di guidare una fantastica Camaro Nicholas Cage si muoveva a cavallo di una moto, il film sarebbe stato una replica perfetta del poco riuscito “Ghost Rider”, interpretato qualche anno fa dallo stesso Cage. Questo per sottolineare la scarsa lungimiranza dell’attore nello scegliere i film da interpretare, buttandosi via in troppe brutte pellicole che stanno indirizzando la sua carriera verso una parabola discendente fatta di progetti superficiali e commerciali, annientando sempre di più la sua reputazione. Poco importa, quindi, se si porta il risultato a casa incassando un corposo cache per un film ipercinetico come un videogame, ma banale su tutti i fronti, scopiazzando a destra e manca sia per trama, sia per impostazione del personaggio principale che per costruzione delle singole sequenze. Se il tema della vendetta è già fin troppo abusato ad Hollywood, questo film lo arricchisce con quello dell’eroe maledetto ed immortale (stile Il Corvo), facendo il paio con l’avventura-inseguimento on the road (vedi Thelma & Louise), tra sparatorie, corse in auto, salti, frenate, scazzottate e smargiassate varie che vanno apertamente a parare sul trash cinematografico. Il film può risultare divertente da vedere al momento, specie per un pubblico molto giovane, ma alla lunga risulta anche vuoto e ripetitivo, perché le varie sequenze d’azione non possono supplire da sole all’esilità della trama ed all’assenza di idee decenti.

Autocitandosi tra “Ghost Rider” e “Fuori in 60 Secondi”, Cage sfodera un’imbarazzante legnosità espressiva che sconfina nel ridicolo involontario a causa di un eccessivo atteggiamento da duro “cool”, cioè da macho autoctono, che con mosse e pose esageratamente vistose cade nel pacchiano. L’apice lo si raggiunge nella sparatoria in camera d’albergo dove fa fuori una decina di scalmanati mentre si sollazza con un’attempata cameriera siliconata, in una girandola kitch neanche tanto originale, visto che lo avevano già fatto Clive Owen e Monica Bellucci nel peraltro pessimo “Shoot’em up”. Ben più interessanti del protagonista risultano sia l’emergente Amber Heard (vista recentemente nell’horror “The Ward” di Carpenter) nel ruolo della grintosa e sboccata Penny, sia il caratterista William Fichtner in quello del sardonico “Contabile”, mentre Billy Burke (il padre di Bella nella saga “Twilight”) interpreta in maniera inconsistente la parte del capo della setta King, il solito cattivo banale e stereotipato.

Marco Valerio