DORIAN GRAY

Titolo Originale: Id.
Genere: Dramatico/Fantasy
Regia: Oliver Parker
Sceneggiatura: Toby Finlay
Cast: Ben Barnes, Colin Firth, Rachel Hurd-Wood, Fiona Shaw, Ben Chaplin, Emilia Fox, Maryam d'Abo Rebecca Hall, Caroline Goodall, Caroline Goodall,
Colonna Sonora: Charlie Mole
Produzione: Ealing Studios, Fragile Films
Paese d’origine: Inghilterra - 2009
Durata: 113 minuti
Data di uscita: 27 Novembre 2009

 

Arrivato da poco nella Londra ottocentesca, il giovane e bellissimo Dorian Gray (Ben Barnes) diventa amico e pupillo del ricco Henry Wotton (Colin Firth), il quale lo introduce ai piaceri della vita sociale altolocata della città.
L'artista Basil Hallward (Ben Chaplin), amico di Harry, effettua un ritratto di Dorian riuscendo a catturare tutta la sua bellezza giovanile. Affascinato dalla riproduzione del quadro, Dorian giura di sacrificare qualsiasi cosa pur di rimanere così come appare nel ritratto, perfino la sua anima.
Consapevole del suo fascino ed abbandonando ogni remora o ingenuità, Dorian si concede senza limiti qualsiasi piacere e lussuria, ma ad ogni azione malvagia da lui commessa il suo ritratto diventa progressivamente sempre più orripilante e mostruoso. Per celare agli altri il dipinto, Dorian lo chiude a chiave in soffitta rifiutandosi di farlo visionare persino al suo creatore, Basil, che viene da lui ucciso a causa delle sue insistenze. Costretto a fuggire da Londra con il quadro, Dorian ritorna 25 anni dopo, creando lo sconcerto tra la gente di fronte al suo aspetto giovanile.
Condannato ad una giovinezza eterna, Dorian vive una vita svuotata di ogni significato e sentimento, fino all’incontro con Emily (Rebecca Hall), una ragazza che riaccende la sua passione e la sua speranza di redimere il suo passato. Ma Emily è la figlia del suo vecchio amico Henry, che si oppone alla loro storia intendendo smascherare Dorian…

Vita, eternità, piaceri e delitti di Dorian Gray, l’eroe immortale dell’omonimo romanzo di Oscar Wilde, il quale rivive in un adattamento cinematografico che, se da un lato ne riprende la traccia principale riproducendo l’ambientazione edonistica e libertina della Londra Vittoriana, dall’altro si concede numerose libertà proponendo una revisione in chiave moderna del romanzo e concentrandosi su una linea narrativa sensazionalistica e gotica.
La revisione, oseremmo dire, risulta anche ben costruita, ma a dispetto comunque di una fedeltà intrinseca del romanzo, rischiando di sfiorare la banalizzazione dei concetti originali di Wilde a favore di una trama più thrilling e dal ritmo avvincente. Ed infatti il film presenta una storia più asciutta e semplificata, ma non comunque priva di spessore drammaturgico, riuscendo a rappresentare bene il tema della maledizione di Gray e il vuoto di una vita immortale priva di radici e di quel senso di caducità che solo la maturità e la vecchiaia forniscono.
Lo sviluppo narrativo della pellicola è agile ed avvincente, grazie sia a un montaggio ermeneutico ed analitico, sia all’ottima ricostruzione di ambienti ed atmosfere d’epoca, con un buon uso dei colori, della fotografia e delle scenografie, tutte curate nei minimi particolari. Molto attento all’aspetto visivo, il regista-sceneggiatore inglese Oliver Parker (“St. Trinian's”, “L’importanza di chiamarsi Ernest”) non perde comunque di vista il racconto e, seppur non cogliendone a pieno la sua intima essenza, riesce comunque a darne un’efficace rappresentazione.

Apprezzabile, quindi, il tentativo da parte della produzione di riproporre un classico della letteratura di tutti i tempi, anche se –è bene precisare- la pellicola è più un libero adattamento che una trasposizione vera e propria, riprendendone i temi basilari per realizzare qualcosa di nuovo ed appetibile per il pubblico di oggi.
Cedendo ai compromessi visivi e temporali del cinema moderno, mescolando elementi originali con una vena molto Dark ed un certo e fastidioso voyeurismo a rischio di volgarità, “Dorian Gray” perde in pathos e senso del grottesche rispetto al romanzo, ma ne acquista in suspense, quest’ultima arricchita da un tocco di horror che rende più inquietante la visione del film anche se, nella seconda parte, si eccede in effetti speciali e scene sovrannaturali che banalizzano l’impianto scenico precedentemente costruito.
Cast di interpreti notevole, ad iniziare da un Colin Firth che mette in ombra il protagonista Ben Barnes; bravi e credibili Rachel Hurd-Wood, Fiona Shaw, Ben Chaplin

Paolo Pugliese