DOMINO

Titolo Originale: Id.
Genere: Azione/Biografico
Regia: Tony Scott
Sceneggiatura: Richard Kelly
Cast: Keira Knightlely, Mickey Rourke, Christopher Walken, Lucy Liu, Mena Suvari, Edgar Ramirez
Colonna Sonora: Harry Gregson-Williams
Produzione: Scott Free/Davis Films, Metropolitan Film Export, Eagle Pictures
Paese d’origine: USA – 2005
Durata: 127 minuti

 

Nuovo film diretto dallo specialista Tony Scott (“Top Gun”, "Man on Fire", "L’ultimo Boy Scout"), DOMINO è un thriller d’azione adrenalinico e crudo che, per una volta in questo genere di film, racconta una storia vera: quella di Domino Harvey (morta di Aids prima della fine delle riprese), figlia di un noto attore di Hollywood nonché ex-fotomodella per la prestigiosa agenzia americana Ford la quale, per scelta personale, abbandona il mondo della moda e la vita dorata di Beverly Hills per iniziare a lavorare sulle strade come bounty-hunter, diventando la prima cacciatrice di taglie americana. Il film ne racconta la storia alternando atmosfere da thriller d’azione ad una narrazione biografica con flashback, momenti drammatici ed introspettivi, ma anche spunti comici visto che a Scott piace mescolare generi come nel suo precedente “Una Vita al Massimo”.

Protagonista del film è la bella Keira Knightley (“The Jacket”,“Sognando Beckam”,”La Maledizione della Prima Luna”) qui bad girl serrata e mascolina, accompagnata da un cast molto interessante e variegato, formato da Mickey Rourke (”Sin City”, “L’Anno del Dragone”,“9 Settimane e 1/2”) nel ruolo del compagno di caccia e mentore di Domino, Jacqueline Bisset (“Effetto Notte”) in quello della madre, Mena Suvari (“American Beauty”), Christopher Walken (“La Zona Morta”,”King of New York”), Lucy Liu (“Charlie Angels”) e persino la cantante Macy Gray.
La sceneggiatura è firmata da Richard Kelly (l’autore-regista del cult “Donnie Darko”), alla quale ha dato un apporto attivo la vera Domino Harvey.

Tutto questo basta per realizzare un buon film? Purtroppo no, perché DOMINO pecca di eccessivo manierismo visivo non raccontando i fatti in maniera costruttiva, ma limitandosi ad assemblare la storia con sequenze eccessivamente artificiose e con un montaggio forsennato da videoclip che, andando avanti ed indietro nel tempo e rallentando per poi accelerare il ritmo, rende alquanto ingarbugliata la vicenda a danno della comprensione per il povero spettatore.
Il regista Tony Scott, che aveva evoluto il suo stile con l’interessante “Spy Game” (tutt’oggi la sua migliore regia), fa un passo indietro ed involve parecchio la sua regia spolverando il proprio passato di autore pubblicitario e da videoclip. Il risultato è un film altalenante ed eccessivamente fracassone, dalla narrazione anomala, ipercinetica ed irritante a causa soprattutto della resa visiva eccessivamente manieristica, peggiorata dal montaggio forsennato e dalla fotografia verde-acida.

Unici pregi della pellicola: la bellezza inquieta della Knightley (che purtroppo qui recita molto sopra le righe) e la presenza di un ritrovato e ruvido Mickey Rourke (titolare della scena cult del film, quella del tatuaggio); lodevole il fatto che il film non voglia predersi troppo sul serio giocando tra realtà e finzione, alternando atrocità varie a momenti comici. L' intenzione sembra essere quella di percorrere le vie del cinema di Tarantino, ma sono privi di quella genialità surreale che hanno reso famoso il regista di “Pulp Fiction”, apparendo invece abbastanza gratuiti.

Paolo Pugliese