DISTURBIA

Titolo Originale: Id.
Genere: Thriller
Regia: D.J. Caruso
Sceneggiatura: Christopher B. Landon & Carl Ellsworth
Cast: Shia Labeouf, Sarah Roemer, David Morse, Carrie Ann-Moss, Aaron Yoo
Colonna Sonora: Geoff Zanelli
Produzione: DreamWorks SKG, Cold Spring Pictures, Montecito Pictures
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 104 minuti

 

Kale è un adolescente problematico, segnato da una tragedia familiare avvenuta davanti ai suoi occhi. Un giorno, a causa di un litigio a scuola, il ragazzo si vede sottoposto ad una pena detentiva di tre mesi di arresti domiciliari durante l’estate. Relegato in casa grazie ad un sofisticato bracciale che via Modem segnala immediatamente alla polizia quando supera il confine di dieci metri intorno all’abitazione, Kale per combattere la noia comincia ad osservare tutto il vicinato che lo circonda, finendo per spiare una splendida coetanea appena trasferitasi nel suo quartiere e scoprendo che il tranquillo e solitario vicino di casa, forse, è un efferato serial killer.

Remake non dichiarato del classico “La Finestra sul Cortile” di Alfred Hitchcock in formato teen-ager, DISTURBIA ne ripercorre la struttura narrativa con l’indagine a distanza che qui, però, a differenza dell’originale, è più immediata ed invasiva visto che il protagonista non si limita ad osservare pazientemente ciò che succede dalla finestra, ma ricorre a tutta la tecnologia a sua disposizione per spiare il vicino, con telecamere, cellulari, Sms, Internet ed IPod.
Il film del promettente D.J. Caruso accarezza in questo modo temi d’attualità come il voyeurismo e la violazione della privacy grazie alla tecnologia, anche se questi argomenti non vengono mai approfonditi e rimangono in sospeso durante il film.

DISTURBIA è un thriller in linea con i tempi e cioè veloce e superficiale, ma che ha comunque diversi pregi che ne alzano il livello, in primis quello di avere una narrazione progressiva (seppur poco curata in alcuni punti di raccordo) che non bara con il pubblico seminando false piste o ricorrendo a facili artifici per mantenere il clima di tensione; la storia, poi, non entra subito nel vivo, ma parte da lontano mostrandoci la vita del giovane protagonista fino al suo forzato confinamento domiciliare: questa lunga introduzione narrativa rende sia più inquietante il mistero del vicino, introdotto quasi a metà del film, sia più intrigante e “creativa” l’indagine del ragazzo che affronta la dicotomia di essere confinato entro le quattro mura di casa da una tecnologia di sorveglianza alla quale poi ricorre a sua volta.
Il regista, lungo il film, riesce a sfruttare bene tutte le potenzialità di questa dicotomia illustrandone sia i lati positivi che quelli negativi a seconda delle situazioni e questo dà sostanza ad una storia di per sé abbastanza semplice; il film va avanti con ritmo e pochi ma efficaci colpi di scena, fino ad un finale che mostra un pò la corda nel suo gioco al gatto ed al topo ma che, nonostante una certa ovvietà, è comunque ricco di tensione.

Bravi i protagonisti, da un giovane emergente e simpatico Shia Labeouf (“Transformers” ed il prossimo “Indiana Jones”) ad un agghiacciante vicino di casa interpretato da David Morse (“Contact”, “Tre Giorni per la Verità”) fino ad un’incantevole Carrie Ann-Moss (“Matrix”) che ci spiace relegata nel classico e breve ruolo della madre distratta.

Paolo Pugliese