IL DIARIO DI UNA TATA

Titolo Originale: The Nanny Diaries
Genere: Commedia
Regia: Robert Pulcini, Shari Springer Berman
Sceneggiatura: Robert Pulcini, Shari Springer Berman
Cast: Scarlett Johansson, Laura Linney, Paul Giamatti, Chris Evans, Alicia Keys, Nicholas Art, Cady Huffman, Donna Murphy,
Colonna Sonora: Mark Suozzo
Produzione: The Weinstein Company, FilmColony
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 107 minuti

 

Grayer è un bambino di 4 anni appartenente ad una famiglia dell’Upper East Side (l’alta borghesia newyorkese) che ha la sfortuna di avere due genitori le cui priorità sono ben lontane dal prendersi cura di lui: il padre è assente, materialmente e mentalmente, curando solo il suo lavoro ed eventuali relazioni extra-coniugali; la madre è superficiale e frustrata e cerca di riempire il vuoto della sua vita solo con lo shopping e varie attività sociali ed accessorie abbastanza futili. Annie, invece, è una ragazza di provincia neolaureata in antropologia che non sa ancora quale sia la sua strada nella vita e cerca lavoro per mantenersi a New York. Grazie ad un incontro fortuito nel parco, Annie viene assunta per fare da tata a Grayer. Il bambino è un osso duro, ma la convivenza forzata tra i due si trasforma in affetto e vede un processo di maturazione per entrambi, tra servizi ed incidenti domestici, figuracce, feste di carnevale, litigi familiari ed un giovane ed affascinante vicino di casa. Alle prese con il ragazzino e la sua famiglia, Annie impara regole di un mondo che non conosce, osservando e raccontando allo spettatore la società dei ricchi americani in chiave antropologica.

Tratto dal romanzo best seller “The Nanny Diaries” di Emma MacLaughlin e Nicola Skraus, il film diretto dalla coppia Springer & Pilcini vorrebbe essere un’agile commedia brillante ed introspettiva (vorrebbe...) che vede nel ruolo principale una spumeggiante Scarlett Johansson, qui alla sua prima prova come protagonista assoluta; attorno a lei c’è un cast di tutto rispetto, con un simpatico emergente come Chris Evans (“Sunshine”, “I Fantastici Quatttro”) nel ruolo del vicino di casa, la cantante prestata al cinema Alicia Keys in quello della sua migliore amica e caratteristi di talento quali Laura Linney (“Truman Show”, “The Exorcism of Emily Rose”) e Paul Giamatti (“Sideways”, “Cinderella man”) che interpretano i genitori del piccolo Grayer.
Purtroppo il risultato, sia per storia che per regia ed interpretazione, non è francamente esaltante. “Il Diario di una Tata” è un film estremamente leggero e vagamente retorico, con una storiella sentimentale e moraleggiante che spolvera vari cliché condendoli comunque con un inedito retrogusto amarognolo.
Gli eventuali intenti satirici di sbeffeggiare mode, ritmi e meccanismi relazionali dell’high-class americana si disperdono già dopo i primi minuti del film, con un prologo “antropologico” divertente al quale però non segue nulla di concreto: la sceneggiatura si rivela poco consistente, con una descrizione di un certo substrato sociale americano abbastanza superficiale e sopra le righe; finisce per prevalere, sul tono ironico del racconto, un sentimentalismo dozzinale che ha come zenit la (classica) lezioncina morale, con discorsetto “illuminante” della tata ai suoi principali e finale idealistico/edificante/consolatorio.

La regia del film è poi calligrafica e priva di guizzi, raccontando le vicende con inquadrature fisse, ad altezza uomo e pochissimi movimenti di cinepresa; lo sviluppo narrativo viene arricchito da effetti speciali che illustrano i sogni e le riflessioni finto-antropologiche della protagonista, in maniera però sostanzialmente gratuita: visivamente, infatti, sono originali e ben realizzati, ma comunque non aggiungono nulla alla storia risultando un pò fuori luogo.
Le interpretazioni degli attori sono infine al di sotto del modesto: Scarlett Johansson è fresca e carina con il look acqua & sapone, ma recita in maniera poco naturale, con toni enfatici e sopra le righe, al pari dei co-protagonisti Laura Linney e Paul Giamatti. Si salvano invece Chris Evans e Alicia Keys, le cui caratterizzazioni sono abbastanza sobrie insieme a quella del piccolo Nicholas Art, davvero spontaneo e naturale nel ruolo di Grayer, senza essere né ammiccante né vezzoso come molto bambini sul grande schermo.

Paolo Pugliese