Greg
Heffley è un giovanissimo studente al primo anno di
scuola media, il quale ha una gran voglia di raggiungere la
notorietà tra i suoi nuovi compagni. Di strada da fare
ne ha tanta, anche perché Greg, nonostante la propria
ambizione e la cieca fiducia in sé stesso, non si rende
conto né dei suoi limiti né della sua goffaggine;
decide così di cimentarsi in varie attività
parascolastiche (lo sport, il teatro, il servizio alla sicurezza
dell’istituto), oppure adottare tecniche per risultare
simpatico e interessante, inanellando invece una serie di
esilaranti fallimenti su tutti i fronti. In attesa di fare
il salto di qualità, Greg, annotta tutto nel suo "diario
illustrato", che lui orgogliosamente definisce giornale,
pieno delle descrizioni dei problemi e delle tribolazioni
della sua famiglia (specie con il sadico fratello maggiore)
e dei suoi immaginari (e dunque frustrati) trionfi scolastici…
Giunge
in piena estate anche da noi “Diario di una schiappa”,
adattamento cinematografico di un grosso successo editoriale
composto da una serie di libri illustrati di Jeff Kinney.
Il film, nonostante le tematiche prettamente adolescenziali,
è un’apprezzabile e non scontata commedia per
tutte le età, con un impianto asciutto e sardonico
che replica in maniera fedele i toni tragicomici dei romanzi.
Viene proposto un ritratto ironico e veritiero, a tratti spassoso,
a tratti crudele e per nulla edulcorato di una delle età
più difficili per un individuo: quella fascia a cavallo
degli 11-13 anni, in cui non si è più un bambino,
ma neanche un adolescente. Le gags spesso vanno a parare sul
paradosso, sottolineando come sia difficile crescere, soprattutto
con il passaggio dalla scuola elementare a quella media, dove
ci si confronta con i ragazzi più grandi, lasciando
l’età infantile con non pochi traumi.
Il
film ha un inizio fulminante, proseguendo con uno sviluppo
narrativo garbato, anche se la storia si evolve senza particolari
scossoni, risultando ripetitiva in alcuni passaggi. Un altro
punto debole è costituito dal protagonista stesso,
la schiappa Greg, che risulta in linea di massima non proprio
simpatico agli occhi del pubblico nella sua spocchiosa visione
del mondo e nella sua cattiveria recondita e malcelata. Non
sappiamo quanto questo sia frutto di scelte precise in fase
di sceneggiatura o appartengano al materiale originale dei
libri, comunque sia il giovanissimo attore protagonista Zachary
Gordon che l’altrettanto giovane coprotagonista Robert
Capron sono molto bravi e naturali (a dispetto degli adulti
Steve Zahn e Rachael Harris che recitano in maniera eccessivamente
caricaturale), contribuendo a rendere questo film tutt’altro
che lezioso ed infantile.
Marco
Valerio