DETECTIVE DEE E IL MISTERO DELLA FIAMMA FANTASMA
 
Titolo Originale: Di ren jie zhi tongtian diguo
Genere: Avventura, Fantasy
Regia: Tsui Hark
Sceneggiatura: Kuo-fu Chen
Cast: Andy Lau, Carina Lau, Li Bingbing, Tony Leung, Ka Fai, Richard Ng, Teddy Robin, Yao Lu, Liu Jinshan
Colonna Sonora: Peter Kam
Produzione: Emperor Film, Huayi Brothers
Paese d’origine: Cina - 2010
Durata: 123 minuti
Data di uscita: 26 Agosto 2011
 

 

Siamo nell’anno 690 d.C., al tempo della dinastia Tang, nella città capitale di Luoyang dove si sta costruendo una gigantesca statua di Budda il cui completamento culminerà con l’incoronazione di Wu Zetian: la prima donna Imperatrice della Cina, che salirà formalmente al trono del Paese più grande e potente del mondo. Ma una serie di misteriose sciagure minaccia l’ascesa di Wu al potere: diversi uomini muoiono per autocombustione in pubblico. Si tratta di una punizione celeste, oppure è il frutto di una congiura contro la Corona? Decisa a risolvere il caso prima di salire al trono, Wu si rivolge a un candidato improbabile, Di Renjie, fatto imprigionare otto anni prima per essersi opposto alla sua salita al trono; l’imperatrice lo nomina Giudice Supremo del Regno, affiancandogli nell’indagine la sua guardia del corpo Shangguan Jing'er, nonché il violento e ambizioso magistrato Bei Donglai.

Diretto con dinamismo ed equilibrio da Tsui Hark (“Seven Swords”), uno dei più famosi e talentuosi registi del cinema cinese, “Detective Dee e il Mistero della Fiamma Fantasma” è un’opera di ampio respiro, un kolossal di stampo fantastorico, visivamente spettacolare, tanto per le dinamiche della regia quanto per gli eleganti costumi e le accurate scenografie, con interi paesaggi ricreati in grafica computerizzata. Il film mescola personaggi ed eventi storici realmente accaduti (l’imperatrice Wu Zetian e tutti gli oppositori alla sua incoronazione) ad elementi di fiction, realizzando una felice commistione cinematografica tra vari generi: dal biopic storico al mistery, dalle arti marziali agli wuxiapian, ovvero le storie di cappa e spada. Tsui Hark conferisce al film un grande senso estetico e teatrale, tipicamente orientale, con sequenze maestose e combattimenti coreografici e spettacolari, uniti ad una certosina attenzione per i dettagli ed all’uso di effetti speciali in CGI che arricchiscono la scena senza risultare ingombranti.

Il dinamismo registico di Hark riflette il gusto per una narrazione complessa e grandiosa, con un timbro epico che non risulta mai concitato, grazie a vari momenti introspettivi inerenti soprattutto le fasi dell’indagine che, unendosi a numerosi colpi di scena, mantengono a lungo la suspense del mistero della “Fiamma Fantasma”. Il film concede spazio anche a riflessioni di filosofia politica, grazie soprattutto ai dialoghi tra il protagonista e l’imperatrice; quest’ultima si rivela essere il carachter più interessante ed affascinante del film, restituendo sul grande schermo la grandiosità del personaggio storico, nonostante il fascino ed il carisma di Andy Lau, divo del cinema cinese e protagonista del fondamentale “La Foresta dei Pugnali Volanti”.

Tra i pochi difetti che potremmo riscontrare c’è, agli occhi di noi occidentali, una certa povertà nell’ approfondimento psicologico dei personaggi, caratterizzati sommariamente, secondo determinati punti cardine nei quali manca una sostanziale evoluzione (escludendo parzialmente il protagonista nel suo rapporto con l’Imperatrice), in favore di una teatralità espressiva e di reazioni fisiche sovradimensionate che appaiono esagerate agli spettatori fuori dai confini della Cina. Ma più che un difetto questa è un’impostazione interpretativo-cinematografica tipica del Paese di Mezzo, che non guasta la visione di un film tra i cui meriti ha anche quello di far comprendere al pubblico, in maniera semplice e naturale, la complessa situazione storico-politica che fa da sfondo alla trama.

Paolo Pugliese