Ognuno
di noi ha avuto più volte nella vita quella particolare
esperienza sensoriale chiamata appunto “Déjà
Vu”, ovvero quei brevissimi flash di memoria che ci
colpiscono dandoci la sensazione di riconoscere persone o
luoghi che non abbiamo mai visto prima, come se avessimo già
percorso quel determinato punto della nostra vita. Non sappiamo
se quelle particolari sensazioni sono echi del passato oppure
indizi del futuro, ma intorno a questo concetto/domanda ruota
la storia di questo thriller d’azione. In DÉJÀ
VU Denzel Washington interpreta Doug Carlin, un agente di
polizia che indaga su un terribile caso di strage: una bomba
esplosa su un traghetto a New Orleans. Il poliziotto diventa
protagonista di una storia labirintica quando viene contattato
da una speciale task force governativa specializzata in indagini
a ritroso nel tempo. Indagando con loro sull’autore
della strage, grazie ad una prodigiosa tecnologia che gli
fornisce una sorta di finestra temporale con la ricostruzione
degli eventi passati, Doug analizza da diverse prospettive
il caso adoperandosi anche per salvare una delle vittime,
la bella Claire. Rivelare ulteriori elementi della trama vorrebbe
dire anche rovinare la visione agli spettatori, quindi ci
fermiamo qui.
Diretto in maniera pulita ed iperrealistica da Tony Scott
(“Domino”, “Man on Fire”, “Top
Gun”), con un ritmo veloce ma senza essere forsennato
e da videoclip, DÉJÀ VU propone un’indagine
a ritroso nel tempo che diventa poi anche una corsa contro
il tempo. Il film parte bene, con un bell’inizio riguardante
l’atto terroristico, i soccorsi e l’avvio delle
indagini (costato da solo almeno l’equivalente di tre
film nostri), ma subito dopo si impantana in una storia un
pò pastrocchiata che somma elementi di fantascienza
a quelli del genere poliziesco.
Il problema principale è la presenza di poche idee
alla base di questo film che, tra l’altro, sono poco
originali e non vengono neppure sviluppate in maniera costruttiva
e convincente.
La storia poliziesca viene in pratica svilita dagli elementi
di fantascienza, a loro volta trattati sommariamente ed in
maniera subordinata alla trama, risultando quindi poco approfonditi
e poco interessanti; alla fine il film non ha una precisa
identità narrativa, saltando continuamente dall’uno
all’altro genere fino a rivelarsi un ibrido superficiale
e malgestito. Tra l’altro, espone il pubblico ad un’alta
sospensione dell’incredulità (l’accettare
tacitamente il grado d’improbabilità di una trama)
man mano che essa procede, fino ad inventarsi un viaggio a
ritroso nel tempo (in senso non metaforico) descritto sommariamente
e che risulta poco marcato e poco avvincente, seppur arricchito
da alcuni accorgimenti inerenti eventuali paradossi temporali
che stimolano un poco l’attenzione e la curiosità
dello spettatore.
E’ infatti sicuramente interessante il concetto di linea
temporale espresso nel film, secondo il quale ciò che
accaduto è inevitabile e non può quindi cambiare
nonostante gli sforzi, con un paio di buone intuizioni narrative
(già peraltro viste in altri film, come ad esempio
“Ritorno al Futuro”) riguardanti il protagonista
che trova indizi importanti sull’indagine, come se l’avesse
già vissuta: ci si domanda allora se tale indagine
riguarda qualcosa che è già accaduta ma può
essere cambiata oppure che deve ancora accadere ma è
inevitabile?
Purtroppo, al di là di questo, DÉJÀ VU
è un film sbagliato, pieno di passaggi narrativi improbabili,
con una storia artificiosa e dall’impianto farraginoso,
con un villain negativo (Jim Caviezel) monocorde e poco approfondito
nonché una divagazione sentimentale assolutamente gratuita
ed improbabile (come gran parte della storia), infine con
l’ulteriore pecca di una duplice risoluzione che confluisce
in un happy end consolatorio, superficiale e francamente con
poco senso logico.
Paolo
Pugliese