Chev
Chelios (Jason Statham) è un killer professionista
della mala che, svegliandosi un mattino, si ritrova avvelenato
da Mike Verona, un suo concorrente. Il veleno che ha in circolo
è una droga cinese senza antidoto il cui effetto tossico
può essere però rallentato solo con l’afflusso
di adrenalina nel sangue, quindi Chelios non può fare
altro che muoversi in continuazione, procurandosi traumi o
forti emozioni per rimanere vivo il tempo che basta per vendicarsi.
Basato su quest’unico (e labile) spunto narrativo, CRANK
parte subito in quarta fin dalle prime scene per imbastire
una storia senza velleità narrative se non quella di
puro intrattenimento; lo sviluppo narrativo è velocissimo
e tendente all’eccesso, demenziale come un videogioco
picchioduro le cui origini vengono svelate in un easter
egg alla fine dei titoli di coda: siamo dalle parti di
games come “Grand Theft Auto” o “Need for
Speed”, ma, sorpresa, il film è tanto coatto
quanto esilarante, con una mirabolante sequela di esagerazioni
sempre più folli arricchite da varie invenzioni visive
e gags che svelano così un’anima da commedia
cattiva e grottesca travestita da film d’azione becero
tipo quelli di Steven Segal e Chuck Norris.
Per
restare vivo Chelios fa a botte, distrugge centri commerciali,
ruba moto della polizia, balla, si droga, si brucia e si sottopone
ad elettroshock, correndo come un forsennato, sparando a destra
e manca e finendo per fare sesso all’aperto con la sua
fidanzata ochetta davanti ad una folla di turisti cinesi entusiasti
(“sono vivo, sono vivo!!!”).
Finale a sorpresa e buona performance per Statham, nuovo divo
del cinema muscolare abbastanza efficace nelle sue (poche)
espressioni da duro e qui anche simpatico.
Marco
Valerio