Shane
(Chantavit Dhanasevi) è un proiezionista con un passato
di tossicodipendenza il quale, per reperire i soldi necessari
a riparare un misfatto commesso nei confronti della fidanzata,
accetta di registrare una copia pirata di un film horror molto
atteso ed in procinto di essere distribuito: Il Fantasma
della Vendetta. Ma l’amico che collabora con lui
per riprendere il film, scompare misteriosamente in sala lasciando
la sua telecamera. Guardando la registrazione, Shane scopre
che qualcosa ha aggredito l’amico: qualcosa fuoriuscito
dal grande schermo che comincia a perseguitarlo, con visioni
agghiaccianti che spingono il giovane ad investigare sul film.
Aiutato dalla fidanzata, scoprirà di avere a che fare
con una pellicola maledetta e che tutti coloro che l’hanno
realizzata sono morti.
Con
gli sconti di fine stagione, tipici della distribuzione cinematografica
estiva, arriva con due anni di ritardo questo modesto horror
thailandese, realizzato dall'autore del pur apprezzabile "Shutter".
“Coming Soon” adempie comunque al compito di regalare
qualche bello spavento al pubblico, nonostante i limiti di
una sceneggiatura sostanzialmente basata su idee riciclate
e povera di sviluppi. La trama ha una struttura narrativa
già vista ed anche ampiamente prevedibile, che parte
dall’abusato concetto di un video che è meglio
non vedere o registrare per non incorrere in una tremenda
maledizione (vedi “Ringu/The Ring”),
sviluppandosi poi in una sorta di gioco al gatto ed al topo
tra il protagonista e la presenza ultraterrena, che si conclude
con un finale decisamente monco. Nel mezzo, la solita carrellata
di archetipi fobici del cinema d'orrore orientale: da ombre
sfocate a mani che si palesano dietro il protagonista, da
fantasmi persecutori a video che nascondono inquietanti verità
e via dicendo.
Il film è però ben girato e montato, asciutto
nella trama senza lungaggini tipicamente orientali, con personaggi
realistici (e non macchiette esagerate) e diversi
momenti di tensione.
Paolo
Pugliese