Lavorare
e resistere allo stress quotidiano è una grossa fatica
e questo lo sanno fin troppo bene i nostri tre protagonisti. Amici
per la pelle da molto tempo, essi sono in fibrillazione per delle
possibili novità in campo professionale, se non fosse che
i loro rispettivi direttori sono degli autentici bastardi che
non li lasciano respirare un attimo. C’è chi spera
in un avanzamento di carriera come vicedirettore ed è costretto
a passare per alcolizzato in ufficio; c’è chi deve
fare buon viso a cattivo gioco tollerando il figlio cocainomane
del capo; e c’è chi ancora deve stare attento a non
finire nella torbida rete della direttrice ninfomane e maliarda
che cerca di barattare sesso con il lavoro. Stanchi di queste
situazioni al limite, tutti e tre si coalizzano e decidono di
mettere in atto un piano perfetto: uccidere i loro direttori!
Ognuno di loro si occuperà del capo del suo amico, per
sviare ogni sospetto e allontanare prove compromettenti. Tutto
chiaro?! Forse! Perché i tre amici non sanno assolutamente
come portare a termine gli omicidi ed sono incerti nel loro piano,
apparendo goffi nelle loro incredibili trovate.
In
questi tempi di crisi in cui il lavoro non è più
una certezza, e la possibilità di licenziamenti è
sempre più vicina, il regista Seth Gordon ha deciso di
farci passare un’ora e mezza all’insegna dell’allegria:
niente drammi strappalacrime, o storie da “Vita in diretta”,
ma solo tre individui che arrivati all’estremo decidono
di uccidere i loro rispettivi boss e vivere felici e contenti.
I nostri tre poveri impiegati, interpretati da attori poco conosciuti
in Italia, ovvero Jason Bateman, Charlie Day e Jason Sudeikis,
molto popolari e versatili in America, prendono questa commedia
sulfurea e la traghettano verso il finale in un crescendo di trovate,
gag esilaranti e scene al limite dell’isteria, facendoci
comprendere che a volte uscire un po’ fuori di testa ed
esagerare le cose può salvarci dal logorio di un lavoro
stressante e di una vita abitudinaria. Riescono ad essere buffi,
a presentarci la loro storia in un tono sempre divertente, e nelle
loro battute ci spingono a non arrenderci mai, a ritrovare sempre
il buonumore, accada quel che accada.
Il
montaggio è perfetto e ci presenta la storia mantenendo
un ritmo da commedia, alternando momenti dark a episodi comici
che non ci si aspetta, con una fotografia che rende i toni ancora
più accattivanti grazie a inquadrature pulite, nitide,
in cui anche i più piccoli particolari sono resi nel migliore
dei modi. Un forte applauso va girato ai perfidi “capi”,
che si sono resi irritabili e diabolici al limite della sopportazione:
Kevin Spacey riesce ad essere un bastardo senza scrupoli neanche
quando si trova in punto di morte, mentre Colin Farrell appare
trasfigurato in un ruolo che è più una comparsata
mordi e fuggi che una interpretazione vera e propria. Appare incredibile,
invece, Jennifer Aniston, che qui cambia completamente pelle rispetto
ai suoi ruoli precedenti (s)vestendo il ruolo di una responsabile
ninfomane e mangiauomini. Un ulteriore passo avanti nella sua
carriera che speriamo le porti bene.
“Come ammazzare il capo… e vivere felici” è
un film godibile dall’inizio alla fine, che ci regala momenti
intensi e divertenti senza cadere troppo nel melodrammatico ma
affrontando invece le ansie della vita in totale libertà
e follia.
Alessandro
Cristofaro