CHIEDI ALLA POLVERE

Titolo Originale: Ask to the Dust
Genere: Biografico/Drammatico
Regia:
Robert Towne
Sceneggiatura:
Robert Towne
Cast:
Colin Farrell, Selma Yanek, Donald Sutherland, Eileen Atkins
Colonna Sonora:
Heitor Pereira & Ramin Djawadi
Produzione:
Tom Cruise, Paramount Pictures & Capital Films
Paese d’origine:
USA - 2005
Durata:
117 minuti

 

Film tratto da uno dei romanzi più famosi dello scrittore John Fante, uno dei pilastri della letteratura americana, CHIEDI ALLA POLVERE ripercorre gli anni ’30 della grande depressione economica americana attraverso la vita di Arturo Bandini (che qui ha il volto del nuovo divo Colin Farrell), emigrante italo-americano che si arrangia come può vivendo in una Los Angeles povera ed assolata (ben evidenziata anche da una splendida fotografia). Coltivando la passione per la scrittura ed il sogno di sfondare come scrittore sbarcando il lunario grazie a brevi racconti che scrive nella stanza di un hotel, Bandini (eroe di molti romanzi di Fante nonché suo alter-ego letterario) incontrerà in un ristorante la cameriera messicana Camilla (interpretata dalla bella Salma Hayek), donna forte e volubile in cerca di un ricco uomo da sposare, iniziando con lei una travagliata storia d’amore. Il loro non sarà un rapporto facile, visto sia le difficoltà economiche sia il carattere volitivo di entrambi, ma porteranno comunque la loro storia avanti sostenendosi a vicenda.
Sono infatti molto belle le parti del film che raccontano le difficoltà del rapporto tra Arturo e Camilla, due persone sole che si incontrano e si scontrano, finendo l’uno nelle braccia dell’altro per solitudine e con ardore, passione e bisogno di tenerezza.
Il punto di forza di CHIEDI ALLA POLVERE sono le caratterizzazioni dei personaggi e l’adattamento il più possibile fedele al libro firmato dal regista di “Chicago” Robert Towne (tra l’altro, premio Oscar per la sceneggiatura del “Chinatown” di Polanski) anche se nel passaggio sul grande schermo è inevitabile che si perdano le atmosfere e le tensioni struggenti ed al tempo stesso ironiche del bellissimo romanzo di Fante.
Purtroppo, l’operazione non riesce pienamente neanche dal punto di vista registico perché Towne, nonostante la buona volontà, non riesce a raccontare con la forza e l’intensità necessarie la storia del libro, scegliendo di focalizzare solo alcuni aspetti e peccando anche di eccessiva prolissità e lentezza narrativa. Il film ha un’impostazione essenziale e quasi teatrale, con lunghi dialoghi e monologhi e, pur mantenendosi in equilibrio tra commedia e dramma, finisce comunque per smarrire i toni ironici del romanzo. Insomma, si parte bene ma poi ci si perde un pò per strada, con la storia d’amore raccontata in maniera più superficiale rispetto alle caratterizzazioni dei due personaggi e l’interpretazione degli attori che sbanda fino ad un finale melodrammatico che alza il livello del film. Poetico e gradasso, ironicamente spavaldo come nel romanzo, il Bandini di Farrell è umano, vitale, ambizioso e riesce a trasmettere allo spettatore il carattere passionale e la creatività del suo personaggio, ad esempio, nelle sequenze in cui scrive in canottiera chiuso nella scalcinata camera d’albergo. La co-protagonista Salma Hayek è bella ed esotica, vibrante in diverse scene (vedi gli scontri con il protagonista) ma non convincente al punto giusto tanto da risultare quasi fuori posto, mentre Donald Sutherland tratteggia con la sua consueta classe di attore ironico e consumato il ruolo di uno stravagante anziano ed alcolista amico del protagonista. CHIEDI ALLA POLVERE non è un film pienamente riuscito, che forse rischia di risultare pure noioso ma che comunque è un prodotto atipico per i canoni cinematografici americani e come tale da scoprire, anche se avrebbe potuto illustrare maggiormente le atmosfere disperate della depressione degli anni ‘30.

Paolo Pugliese