CHIAMATA DA UNO SCONOSCIUTO

Titolo Originale: When a Stranger calls
Genere: Thriller/Horror
Regia: Simon West
Sceneggiatura: Jake Wade Wall
Cast: Camilla Belle, Tommy Flanagan, Katie Cassidy, Tessa Thompson, Brian Geraghty
Colonna Sonora: James Dooley
Produzione: John Davis, Ken Lemberger, Wyck Godfrey
Paese d’origine: USA - 2006
Durata: 87 minuti

 

Questo film è l’omonimo remake di un famoso horror di successo del 1979, “Quando chiama uno Sconosciuto”, riproponendone la storia a tinte forti inerente un duello tra una ragazza ed un serial killer. Il film inizia con la giovane protagonista Jill che viene messa in punizione dal padre (a causa di eccessive ricariche telefoniche) e costretta a fare per una sera da babysitter a due bambini, figli di conoscenti, che abitano in un’enorme villa sulla sponda di un lago che -classica situazione- è anche piuttosto isolata. La serata procede tranquilla fino a quando, all’improvviso, squilla il telefono. Alla cornetta sussurri e poi minacce. Jill pensa che sia uno scherzo telefonico, ma quando le chiamate si susseguono e chi è dall’altra parte dell’apparecchio le chiede se ha controllato i bambini, la ragazza si allarma, per poi scoprire che forse qualcuno è entrato in casa. L’incubo è cominciato.
Prodotto dall’indipendente Screen Gems, CHIAMATA DA UNO SCONOSCIUTO è un horror con ambizioni piuttosto bassine, su tutti i fronti: sceneggiatura, regia, sviluppo della storia ed interpretazioni. Diretto con poca inventiva da Simon West (“Con Air” e “Tomb Rider”), al quale però riconosciamo un certo impegno nel costruire carrellate e soggettive, il film presenta un impianto narrativo stile “gioco al gatto e topo” in un ambiente ristretto come quello di una casa e simile a quanto già visto in tanti altri film (pensate, ad esempio, a "Scream").
Il regista gioca con la tensione dello spettatore nascondendo fino all’ultimo l’identità del cattivo ed impostando la narrazione su un clima di attesa fino allo scontro finale che dovrebbe generare inquietudine nello spettatore, e per un pò il gioco regge risultando anche intrigante; ma poi, diventa pesante e snervante vedere la protagonista agitarsi e spaventarsi da sola per quasi tutta la durata del film, nonostante il fatto che West riesca ad usare abbastanza bene l’ambientazione labirintica della casa. Purtroppo però ci sono troppi difetti narrativi ai quali si somma anche una risoluzione estremamente debole e che risulta non valere l’attesa subita dal pubblico. Nonostante quindi l’aggiornamento, questo nuovo CHIAMATA DA UNO SCONOSCIUTO non ha un briciolo del fascino visivo dell’originale del ‘79, infinitamente più bello ed inquietante. Causa principale di questo è anche da imputare alla sceneggiatura a dir poco raffazzonata e pensata per teen-agers che alleggerisce eccessivamente la struttura del racconto originale eliminando molti elementi (come la sfida tra Baby sitter e serial killer a distanza di anni) e lasciando inalterata solo la sinossi del duello preda-vittima dilatando la parte iniziale con l’assedio telefonico che diventa il fulcro del sequel. Il film, svuotato narrativamente, ha davvero poco da raccontare e, pur giocato sulla tensione di una minaccia invisibile ed incombente, riproduce solo parzialmente il clima claustrofobico e lugubre del primo film, preferendo un facile effetto pauroso grazie a banali colpi di scena nobilitati –lo riconosciamo- da alcuni validi accorgimenti tecnici e citazioni cinematografiche. I dialoghi estremamente banali non aiutano comunque ad alzare il livello francamente medio-basso di questo horror, ulteriormente affossato dalle pessime performance interpretative dei protagonisti (soprattutto Camilla Belle), da bocciare senza pietà.
Non tutto è da buttare di questo film, il quale comunque regala qualche brivido, ma francamente è preferibile noleggiarlo in videoteca e vederselo comodamente a casa piuttosto che spendere tempo e denaro per andarlo a vedere al cinema.

Paolo Pugliese