CHE BELLA GIORNATA

Genere: Commedia
Regia: Gennaro Nunziante
Sceneggiatura: Luca Medici, Gennaro Nunziante
Cast: Luca Medici/Checco Zalone, Rocco Papaleo, Ivano Marescotti, Nahiha Akkari, Tullio Solenghi, Caparezza
Colonna Sonora: Luca Medici/Checco Zalone
Produzione: Taodue
Paese d’origine: Italia - 2010
Durata: 95 minuti
Data di uscita: 5 Gennaio 2011

 

Milano. Checco, agente della security di una misera discoteca della Brianza, a causa del pericolo di attentati che richiede misure straordinarie per i luoghi a rischio e grazie anche ad alcune raccomandazioni, si ritrova a lavorare come addetto alla sicurezza del Duomo di Milano. In poco tempo, per le sue scarsissime capacità intellettuali che provocano infiniti malintesi, Checco diventa la vera minaccia al patrimonio artistico italiano e presto ci si rende conto di non aver fatto un grande affare ad assumerlo. Intanto Checco incontra Farah, una studentessa d’architettura che si finge francese e se ne innamora. Farah in realtà è araba ed è a Milano per portare a termine la sua personalissima vendetta attraverso un attentato terroristico. La bella ragazza intuisce subito che Checco, ignorante come pochi, potrebbe essere un perfetto e inconsapevole alleato per i suoi piani. Tutto sembra andare bene per lei, ma Farah non ha fatto i conti con l'animo di Checco e della sua famiglia che cambierà per sempre le sorti della sua vita.

Torna sul grande schermo Luca Medici con la sua maschera di italiano beota Checco Zalone, che si conferma il nuovo alfiere della commedia nazional-popolare italiana, scalzando i vari De Sica & company grazie allo straordinario successo di pubblico di questo suo secondo film. Sempre in coppia con il fidato regista-sceneggiatore Gennaro Nunziante, Medici/Zalone interpreta una storia semplice ed un po’ già vista, meno esilarante rispetto al precedente “Cado dalle Nubi”, ma anche meglio strutturata a livello di sintassi narrativa. Non ci troviamo certo di fronte ad un’opera epocale, ma è da riconoscere lo sforzo degli autori di non adagiarsi sugli allori con una storia gratuita al servizio dell’ennesimo comico televisivo approdato al cinema con personaggio comico e relativi tic e tormentoni. Al contrario, come è già successo per “Cado dalle Nubi”, Zalone è protagonista di una trama di senso compiuto che, tra gags varie, propone anche una grottesca e sarcastica ironia su vari archetipi negativi che affliggono il nostro paese: la scarsa meritocrazia nelle assunzioni, il meccanismo delle raccomandazioni, l’imporsi dell’ignoranza becera e del maschilismo, l’abuso di potere di certi esponenti delle forze dell’ordine; persino i tabù del pericolo del terrorismo islamico (vedi l’attentato del Big Ben di Londra scongiurato dalle cozze tarantine) e l’impegno dei nostri soldati nel medio oriente (riassumibile con la battuta del militare in carriera: “Quali sono i miei ideali per andare in Afghanistan? Mi pagano 6.000 euro al mese per non fare un ca##o, questo è il mio ideale.”) vengono messi ferocemente alla berlina.

“Che bella Giornata” non ha comunque né il pregio né l’intenzione di essere un’opera satirica sui mali del nostro paese; è una commedia facile e diretta che celebra anche valori come la coesione familiare, le tradizioni e l’integrazione sociale, ma sempre comunque in maniera molto leggera, quasi da accompagnamento alle vicende del protagonista. Con una regia basilare, ma agile e focalizzata sui singoli personaggi, Luca Medici ripropone la sua maschera Zalone con maggiore capacità interpretativa, nonostante una comicità basata quasi essenzialmente sulla fisicità e le peculiarità del suo personaggio piuttosto che sulle pieghe della storia, i cui momenti più esilaranti sono contenuti soprattutto nella seconda parte del film, con un primo tempo più debole a livello comico che funge da introduzione a storia e personaggi. Ottimo l’apporto al film da parte di bravi caratteristi come Rocco Papaleo, Ivano Marescotti e Tullio Solenghi (il suo Monsignore è straordinario nella sua compostezza ed ambiguità) che danno alle vicende del film un valore aggiunto non indifferente, oltre alla brava esordiente Nahiha Akkari ed un esilarante cameo (specie per chi conosce il suo stile musicale) del cantante Caparezza.

Paolo Pugliese