“The
Changeling” è un noir drammatico ispirato ad
un caso di cronaca vera accaduta nell’ America degli
anni ’30 che denunciò corruzione e falle all’interno
delle forze dell’ordine dello stato californiano; Angelina
Jolie interpreta il ruolo di Christine Collins, una giovane
madre che vive in un sobborgo della Los Angeles del 1928,
il cui figlioletto scompare misteriosamente. Mesi dopo, Christine
riceve la notizia del suo ritrovamento dalla polizia che le
porta un altro fanciullo che lei denuncerà non essere
suo figlio. La donna mette fortemente in imbarazzo le autorità
che non vogliono ammettere l’errore di un caso di cronaca
molto pubblicizzato a fini elettorali, arrivando a disporre
il suo ricovero forzato in un manicomio. Trovando l’aiuto
del reverendo Briegleb (John Malkovich), un pastore presbiteriano
che crederà alla sua versione, Christine riesce ad
essere dimessa dall’istituto psichiatrico e porta di
fronte al concilio cittadino il suo caso denunciando la corruzione
della polizia che operò uno scambio (il Changeling
del titolo) e che cercò in tutti i modi di screditarla
con la complicità dei medici ospedalieri.
Non
è un film che lascia indifferenti “The Changeling”,
un robusto dramma venato da atmosfere noir che punta il dito
sull’eccesso di potere e sui soprusi da parte delle
autorità, vantando al tempo stesso una a dir poco splendida
ricostruzione storica.
Eastwood dirige una pellicola dall’impostazione stilistica
molto classica e formale, che rimanda al cinema noir degli
anni ’40, narrando con notevole potenza espressiva una
storia vera, incentrata tanto sul dramma ed i sentimenti di
una madre, quanto sul substrato politico-sociale dell’ambientazione
storica; il grande attore-regista ha il merito di scavare
nel passato del suo paese ricostruendo con pessimismo ed indignazione
i rapporti tra cittadino e potere, troppo spesso macchiato
da corruzione e da strumentalizzazione ad personam. Il film
però, al di là della sua resa, appare molto
“americano” nella sua celebrazione di
virtù portate tante volte sul grande schermo come il
coraggio, la tenacia, il non cedere ai prepotenti e la forza
della verità che trionfa sui malvagi senza scendere
a compromessi: tutti elementi già visti, che rendono
“The Changeling” abbastanza prevedibile senza
però scalfirne la forza narrativa; questo grazie al
fatto di non avere intenti moralistici, ma piuttosto di andare
ad arricchire l’impianto drammaturgico di una vicenda
dai profondi risvolti umani e politici.
Ben
confezionato ed a tratti emozionante, il film ha però
il neo di una sceneggiatura che, nonostante una struttura
solida, ha come epicentro la figura di un’eroina forte
e coraggiosa che rende scontata agli occhi del pubblico l’esito
vittorioso della sua crociata; la regia fa poi troppo affidamento
sull’interpretazione della Jolie che, seppur discreta
come interprete, non riesce ad essere completamente all’altezza
della situazione, con una performance che in alcuni punti
va troppo sopra e righe.
Paolo
Pugliese