“Il
Cavaliere Oscuro” segna il ritorno sul grande schermo
di Batman, l’eroe dei fumetti nella versione noir ed
iperrealistica del regista Christophen Nolan (“Memento”,
“Insomnia”), già responsabile del primo
“Batman Begins”: film campione d’incassi
che ha rilanciato l’Uomo Pipistrello al cinema dopo
i pessimi “Batman Forever” e “Batman &
Robin” che ne avevano appannato la figura. Il sequel
continua a raccontare la guerra al crimine da parte del milionario
Bruce Wayne/Batman e, come per l’episodio precedente,
ha una storia corale con molti personaggi; il fulcro della
trama è incentrato sulla guerra tra la polizia e le
gang mafiose scatenatasi dopo il vuoto di potere lasciato
dal boss Carmine Falcone, eliminato nel primo film. In particolare,
c’è l’entrata in guerra di un astuto e
pericoloso personaggio, ovvero il Joker, la cui presenza era
stata già preannunciata nel finale del primo film;
Joker non sarà l’unico villain di questo sequel,
con l’esordio di un altro celebre nemico del supereroe
quale lo sfregiato e psicotico DueFacce.
“Il
Cavaliere Oscuro” è un film assolutamente poco
super-eroistico, ancora meno di "Batman Begins",
una pellicola d'autore angosciante e drammatica, con un'atmosfera
tetra e malsana che fa da sfondo ad una trama ancora più
cupa del primo episodio, con un finale che sancisce drammaticamente
il nome/titolo di "Cavaliere Oscuro". La storia
è tesa come la corda di un violino (un pregio, ma alla
lunga anche un difetto) e racconta tanto, tantissimo, con
numerosi fili narrativi e personaggi non tutti portati a compimento
che, insieme ad un clima sempre più serrato, finiscono
per stancare fisicamente e mentalmente lo spettatore, complice
anche l’eccessiva lunghezza del film.
Tecnicamente, la pellicola di Nolan è ben realizzata,
con una resa visivo-narrativa abbastanza alta anche se il
risultato è inferiore al primo episodio a causa della
trama non sinusoidale, cioè con alternanza di momenti
di tensione ed introspezione, risultando invece poco equilibrata
per eccesso di scene madri e di un climax progressivamente
sempre più drammatico e claustrofobico.
Per
quanto riguarda i personaggi, il Joker del compianto Heath
Ledger (davvero bravo) è pura follia anarchica e sadismo,
ma con un lucido percorso intenzionale che naturalmente non
sveliamo; per esigenze di realismo voluto fortemente dal regista,
il personaggio ha una caratterizzazione semplificata rispetto
a quella del fumetto, senza colori sgargianti, ma lasciando
gli elementi di base (il trucco in faccia) arricchendoli con
una connotazione urbana: una sorta di punk truccato il cui
classico sorriso è costituito da due orride cicatrici
agli angoli della bocca, che rendono il personaggio un gangster
sfregiato stile “Scarface”. Ledger, nella sua
ultima interpretazione, ha reinventato completamente il personaggio,
dando vita ad un criminale molto pericoloso e ironicamente
violento, assolutamente distante dalla caratterizzazione burlonesca
e gigiona di Jack Nicholson nel primo “Batman”
di Tim Burton.
Interessante anche la figura del procuratore distrettuale
Harvey Dent, interpretato efficacemente dall’emergente
Aaron Eckhart, che risulta ben caratterizzato come persona
normale, ma un pò meno nella sua trasformazione "mentale"
in Duefacce, le cui conseguenze -nonostante fossero coerenti
con la trama- risultano un pò forzate, forse un eccesso
narrativo di cui si sarebbe potuto fare a meno.
Tra tanti eventi e personaggi, però, è proprio
il protagonista Bruce Wayne/Christian Bale a rimanere in secondo
piano, uscendo impoverito per sviluppo ed evoluzione morale,
la cui metamorfosi durante il film viene tratteggiata in maniera
sommaria ed affidata soprattutto ai due sermoni psico-analitico-moraleggianti
del Joker, dal contenuto abbondantemente didascalico.
Ottime, invece, nonostante il limitato spazio loro concesso,
le caratterizzazioni dei personaggi collaterali del commissario
Jim Gordon e dell’inventore Lucius Fox, ben espresse
da Gary Oldman e Morgan Freeman.
Tra
le note da segnalare c’è l’esordio, accanto
alla collaudata Bat-Mobile, del un nuovo mezzo dell'Uomo pipistrello:
il Bat-Pod, una potente motocicletta armata di mitragliatrici
e rampini, davvero impressionante. Altra nota, stavolta negativa,
è rappresentata invece dal pessimo doppiaggio dell’attore
Claudio Santamaria, che presta la sua voce in maniera incolore
ed enfatica al miliardario supereroe, al contrario del Giannini
Jr. la cui performance vocale si adatta perfettamente al personaggio
del Joker.
Paolo
Pugliese