CAPTAIN AMERICA - IL PRIMO VENDICATORE
 
Titolo Originale: Captain America – The First Avenger
Genere: Avventura, fantascienza, guerra, drammatico
Regia: Joe Johnston
Sceneggiatura: Christopher Markus, Stephen McFeely
Cast: Chris Evans, Hugo Weaving, Tommy Lee Jones, Hayley Atwell, Dominic Cooper, Stanley Tucci, Samuel L. Jackson, Neal McDonough, Sebastian Stan, Toby Jones
Colonna Sonora: Alan Menken
Produzione: Marvel Enterprises, Marvel Entertainment, Marvel Studio
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 125 minuti
Data di uscita: 22 Luglio 2011

 

"Captain America: Il Primo Vendicatore" è l’adattamento cinematografico dell’omonimo supereroe dei fumetti, creato da Jack Kirby negli anni ’40 e rilanciato negli anni ’60 dalla Marvel Comics, la casa editrice titolare di altri famosi personaggi come Spider-Man, X-Men, Thor e Hulk. Il film è ambientato negli anni ’40, in piena Seconda Guerra Mondiale, con le avventure del soldato Steve Rogers: un giovane scartato dall’esercito americano a causa del suo fisico minuto che, però, viene scelto come cavia per un esperimento segreto di potenziamento fisico teso a creare il prototipo di super-soldato. Il progetto è condotto dal Dr. Abraham Erskine, inventore di un preparato chimico che agisce direttamente sul DNA, incrementando le prestazioni fisiche (forza, velocità, resistenza, agilità) a livelli sovrumani. La morte di Erskine, ucciso da una spia nazista infiltrata, fa sì che Steve Rogers sia l'unica persona ad usufruire dei benefici apportati dal siero, divenendo così un esemplare unico. Steve sarà utilizzato sia come arma segreta contro il Terzo Reich sia come veicolo di propaganda, indossando una divisa dai colori della bandiera americana ed usando uno scudo corazzato come arma di difesa e d'attacco. Divenuto Capitan America, si scontrerà contro due agenti di Hitler, lo spietato gerarca chiamato Il Teschio Rosso e il suo collaboratore Arnim Zola i quali, a capo della divisione segreta del Terzo Reich chiamata Hydra, perseguono il fine di distruggere l’America grazie ad una potentissima arma segreta.

"Captain America: Il Primo Vendicatore" è una pellicola che nasce non come prodotto a sé stante, ma come parte di un cross-over cinematografico, ovvero una saga sviluppata tramite film con protagonisti diversi; un esperimento, mai tentato prima nella storia del cinema, che collega narrativamente questo lungometraggio ad altri, quali i due “Iron Man”, “The Incredible Hulk” e il recente “Thor”, per poi confluire nel film corale “The Avengers”, in uscita nel 2012.
Nel ruolo di Capitan America c’è la giovane star Chris Evans, protagonista degli action-movie “Cellular” e “The Losers”, oltre al fantascientifico “Sunshine” ed i due film sui “Fantastici 4” (nei quali era un altro personaggio dei fumetti, la Torcia Umana), che qui compie un salto qualitativo a livello di interpretazione personale, senza però riuscire a trasmettere sul grande schermo il carisma e la profondità del personaggio, specie quando si cala nei panni di un supereroe che, al tempo stesso, è un arma, un patriota, un soldato. La sua nemesi, il Teschio Rosso, è invece interpretato con gelido zelo da un ottimo Hugo Weaving (noto per il ruolo dell’agente Smith nella trilogia di “Matrix” o del giustiziere mascherato in “V per Vendetta”), bravo a far trasparire l’alterigia e l’ambizione del suo personaggio, nonostante la sceneggiatura lo presenti con poco spessore e con motivazioni non ben specificate.

Diretto in maniera onesta ed artigianale da Joe Johnston (“Wolfman”, “Jumanji”, “The Rocketeer”), il film ha il pregio di cercare di trattare in maniera realistica e coerente le origini di un eroe molto classico e propagandistico dei fumetti americani, mettendo saggiamente da parte qualsiasi retorica a stelle e strisce e qualsiasi apparente intento di celebrare le forze armate statunitensi. La prima parte è sicuramente la migliore, lineare ed asciutta tanto nell’ambientazione (molto credibili le scenografie anni ‘40), quanto nella storia del protagonista, aggiornando e modificando alcuni elementi del fumetto in funzione del film, ma comunque nella forma più armonica possibile, concedendo anche una strizzata d’occhio ai lettori (vedi la presenza di alcuni personaggi storici come Bucky e l’Howling Commando, oppure il cameo di Stan Lee, l’autore delle storie negli anni ’60). La seconda parte è invece più debole da un punto di vista concettuale e narrativo, nonostante sia quella che contiene la maggior parte delle sequenze d’azione: il personaggio, infatti, quando diventa un supereroe, perde quella credibilità che aveva precedentemente guadagnato come semplice essere umano; questo a causa di un raccordo narrativo degli eventi e dell’evoluzione caratteriale non curato nei minimi dettagli in fase di sceneggiatura, peccando di un’eccessiva linearità e superficialità che viene resa ancor più evidente dalle doti scarsamente autoriali e poco introspettive di un regista come Joe Johnston, impeccabile dal punto di vista tecnico, ma poco idoneo a conferire sostanza e spunti di riflessione a fatti e personaggi della storia. Inoltre, nonostante abbia “occhio” da cinema sensazionalistico americano, adatto a pellicole di cassetta, Johnston non riesce ad infondere alla narrazione un tono epico, a causa principalmente della sua incapacità nel realizzare sequenze d’azione elaborate, con un risultato finale poco spettacolare.

In sostanza, “Captain America” è un prodotto d’intrattenimento di medio livello, che non vola alto, ma non raschia neanche il fondo del barile, vantando alcuni pregi come un cast di interpreti di supporto ben assortito e soprattutto un’ impostazione visiva da fantascienza retrò che non lo rende un film di guerra (ed infatti non si vede l’ombra di un nazista), bensì un film fanta-eroistico. Una pellicola che, nei suoi evidenti limiti, sconta anche il fatto di essere un progetto nel quale i produttori non hanno creduto fino in fondo, sia per la scelta dei nomi degli autori, sia per un budget non troppo ampio, anche se comunque dignitoso.
Infine, una nota di demerito al solito, insicuro, doppiaggio in italiano, il quale – per ragioni di marketing – si piega a chiamare il personaggio non Capitan, ma Captain America, con un effetto nei dialoghi abbastanza ridicolo e da cugini poveri di provincia.

Paolo Pugliese