Checco
(Luca Medici) è un giovane cantante barese, non molto
colto in verità, che sogna una carriera nel mondo della
musica. Quando la sua fidanzata Angela lo lascia per un altro
uomo con un lavoro più stabile, Checco decide di lasciare
Bari per arrivare a Milano in cerca di fortuna. Viene ospitato
dal cugino, che a causa della mentalità chiusa ed omofoba
dei suoi parenti, gli nasconde il fatto di essere gay e di
vivere con il suo compagno (Checco, infatti, pensa che
l’omosessualità sia una malattia).
Arrancando per avere una possibilità nel mondo discografico,
Checco conosce una ragazza (Giulia Michelini) che lavora nel
sociale e se ne innamora, affrontando la famiglia di lei con
il padre leghista (Ivano Marescotti).
“Cado
dalle Nubi” è l’ennesimo salto sul grande
schermo da parte di un comico lanciato dalla televisione,
ovvero Luca Medici/Checco Zalone della trasmissione “Zelig”,
ma l’operazione non è poi così scontata
e gratuita come si potrebbe credere, anzi; in linea con i
film di un’altra coppia di comici come Ficarra &
Picone, “Cado dalle Nubi” è una pellicola
comica con una storia un po’ già vista altrove,
ma sviluppata in maniera concreta e non manichea, con un’ironia
pungente su certi luoghi comuni della televisione e della
gente del Sud, di cui si ripropongono le caratteristiche contrapposte
a quelle del Nord. Niente di nuovo sotto il sole, questo è
certo, eppure il film piace ed intrattiene con un certo garbo
fino ai titoli di coda, vantando un cast di interpreti di
tutto rispetto come la fresca Giulia Michelini (vista
in fiction come “R.I.S.” e “Distretto di
Polizia”), l’ottimo Ivano Marescotti (un
caratterista che fa sempre piacere vedere, stavolta nel ruolo
di padre leghista) ed i bravi Dino Abbrescia, Gigi Angelillo
e Francesca Chillemi.
La
regia è di stampo televisivo e segue senza guizzi il
suo protagonista Luca Medici/Checco Zalone che, senza infamia
e senza lode, porta al cinema il suo personaggio di cantante
neomelodico cafone ed ignorante, la cui spinta comica si basa
quasi unicamente su fraintendimenti ed equivoci linguistici,
con storpiature lessicali e via dicendo. Se però il
personaggio risulta più graffiante negli sketch televisivi,
qui si cerca di andare oltre, con Medici che insieme al regista
Gennaro Nunziante (co-autore insieme a lui anche della
sceneggiatura) rendono Checco il prototipo-manifesto
dell’italiano di oggi, ignorante di ritorno, grottesco,
paradossale eppure profondamente umano, umile, orgoglioso
e positivo.
Certo
i film di Monicelli, di Risi e di Scola erano ben altra cosa,
è anche inutile sottolinearlo, ma “Cado dalle
Nubi” risulta una commedia riuscita, con una comicità
non artefatta né pecoreccia, ma abbastanza fresca e
garbata nonostante sia politicamente scorretta (ed è
un fattore positivo) e nonostante sia infarcita di certa
dose di turpiloquio nei dialoghi che, comunque, sono un marchio
di fabbrica del personaggio, il cui uso della parolaccia è,
paradossalmente, studiato e raffinatissimo.
Paolo
Pugliese