CAPPUCCETTO ROSSO SANGUE

Titolo Originale: Red Riding Hood
Genere: Avventura, Horror, Drammatico, Sentimentale
Regia: Catherine Hardwicke
Sceneggiatura: David Johnson
Cast: Amanda Seyfried, Gary Oldman, Billy Burke, Michael Shanks, Lukas Haas, Virginia Madsen, Julie Christie, Shiloh Fernandez, Max Irons, Michael Hogan, Darren Shahlavi
Colonna Sonora: Alex Heffes e Brian Reitzell
Produzione: Appian Way, Random Films, Warner Bros. Pictures
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 99 minuti
Data di uscita: 22 Aprile 2011

 

In una piccola comunità boscaiola di 700 anni fa, la bella Valerie (Amanda Seyfried) è innamorata del taglialegna Peter, ma viene promessa in sposa dalla famiglia al più agiato Henry, il giovane fabbro del villaggio. Improvvisamente, la sorella maggiore di Valerie viene uccisa da un lupo mannaro. Per anni, la popolazione del luogo ha mantenuto una difficile tregua con la bestia, offrendo alla creatura un sacrificio animale mensile. Ma il lupo ora pretende una vita umana. Il prete chiama il famoso cacciatore di lupi mannari, padre Solomon (Gary Oldman), per aiutarli ad uccidere la bestia. Ma Solomon avverte che il lupo, che assume forma umana durante il giorno, potrebbe essere uno qualsiasi degli abitanti del villaggio. Mentre il bilancio delle vittime aumenta con ogni luna, Valerie inizia a sospettare che il lupo mannaro possa essere qualcuno a lei molto vicino…

Versione gotica e horror della fiaba “Cappuccetto Rosso” dei fratelli Grimm, questo film ha una storia dai toni adulti e cupi che mescola con efficacia tematiche horror a quelle di avventura e dramma sentimentale. Più complesso di quanto possa apparire, il film espone il pubblico ad un percorso labirintico di segreti che affiorano dal passato e influenzano il presente dei vari personaggi, le cui interazioni vanno ad arricchire il percorso della favola originale che assume i contorni di un Giallo. Non rinunciando ai vari dettagli iconici della fiaba, che vengono riveduti e corretti (compresi, naturalmente, il cappuccio Rosso, il paniere e la domanda “Nonna, che occhi grandi che hai…”), la regista Catherine Hardwicke (“Twilight”, “Lords of Dogtown”) gestisce con parsimonia la tensione del racconto, costruendo una progressiva pressione conflittuale basata principalmente sul mistero di chi possa essere in realtà il Lupo. L’attenzione della regista per la dimensione claustrofobica del villaggio sotto assedio, evidenziata anche da una fotografia dai toni cupi, è forse l’elemento meglio sviluppato del film: un clima di fobia, sospetto e paranoia umana che arricchisce ed al tempo stesso rende più palpabile l’arcana minaccia del Licantropo, a dispetto però dell’introspezione sommaria dei personaggi e del meccanismo del triangolo amoroso poco approfondito.

Tra le pecche del film c’è un finale sotto tono che sconta la progressiva sottrazione dei personaggi dal gruppo dei sospetti, perdendo di credibilità e smorzando l’andamento in crescendo del Pathos narrativo con un confronto debole e fin troppo sintetico. La protagonista Amanda Seyfried, già vista nel musical “Mamma Mia!”, ha un volto interessante e fuori dagli schemi Hollywoodiani.

Paolo Pugliese