IL BUONGIORNO DEL MATTINO

Titolo Originale: Morning Glory
Genere: Commedia
Regia: Roger Michell
Sceneggiatura: Aline Brosh McKenna
Cast: Rachel McAdams, Harrison Ford, Diane Keaton, Patrick Wilson, Jeff Goldblum, Arden Myrin, Liam Ferguson, Vanessa Aspillaga, Lloyd Banks, Reed Birney
Colonna Sonora: David Arnold
Produzione: Bad Robot
Paese d’origine: USA - 2010
Durata: 107 minuti
Data di uscita: 4 Marzo 2011

 

L’ambiziosa e giovane produttrice televisiva Becky Fuller (Rachel McAdams) viene licenziata da un programma di news locale: per questo motivo la sua carriera comincia ad apparirle tetra quanto la sua infelice vita sentimentale. Riesce però ad incontrare Jerry Barnes (Jeff Goldblum), direttore di una rete importante che, quasi per scommessa, la assume per risollevare le sorti di “Daybreak”, show del mattino con ascolti bassissimi ed in odor di chiusura. Becky decide di dare una scossa al programma suggerendo di inserire un nuovo conduttore, il leggendario giornalista Mike Pomeroy. Ma l’uomo, pur accettando l’incarico, si rivela avere un carattere algido e non collaborativo, rifiutandosi di coprire argomenti come gossip sulle celebrità, il meteo, la moda e l’artigianato. Per non parlare di quanto sia riluttante ad affiancare la storica presentatrice di “Daybreak”, Colleen Peck (Diane Keaton), una ex reginetta di bellezza. Tra Mike e Colleen è allora un battibecco continuo, prima dietro le quinte e poi in onda, attirando la curiosità del pubblico. Intanto Becky lavora strenuamente per scongiurare la chiusura del programma, tentando di coniugare lavoro e vita privata quando conosce l’affascinante collega Adam Bennett (Patrick Wilson).

“Il Buongiorno del Mattino” (pessimo adattamento italiano del titolo originale “Morning Glory”) è una commedia brillante abbastanza blasonata, visto che porta la firma di Roger Michell ed Aline Brosh McKenna: il primo è il regista della commedia “Nothing Hill”, mentre la seconda è la sceneggiatrice de “Il Diavolo veste Prada”. Nonostante i loro nomi, ai quali si aggiungono quelli di un cast importante come Harrison Ford, Diane Keaton, l’emergente Rachel McAdams (“Sherlock Holmes”, “Red Eye”), ed un appannato Jeff Goldblum, questo film altro non è che una minestra riscaldata. Una commedia che, seppur gradevole, non ha molto da dire, né lo fa in maniera originale, sull’argomento delle produzioni televisive, dei giornalisti e delle dinamiche dei network americani.
La sceneggiatura della McKenna ha in verità alcuni spunti interessanti e il regista Michell è abile a dare un ritmo ed una dimensione brillante alla trama, ma essa rimane circoscritta ad uno sviluppo prevedibile e ad uno scarso approfondimento di tutti i suoi elementi, inseriti in maniera superficiale nell’intreccio che, tra l’altro, non fa fare una bella figura al giornalismo, specie quello americano: il messaggio sembra essere che, per avere successo, un programma giornalistico deve tendere allo spettacolo imprevedibile, al trash ed ai siparietti messi in piedi dagli stessi conduttori; un giornalismo, insomma, che assume una forma d’intrattenimento circense piuttosto che badare ai contenuti di informazione. Però è possibile anche una lettura al contrario, cioè un atto d’accusa antiretorica sulla contrapposizione in America di alta e bassa televisione, come sembrerebbe suggerire la trovata dello scoop giornalistico del personaggio di Harrison Ford; purtroppo, qualsiasi riflessione intrinseca rimane poco giustificata da un quadro di intenzioni narrative superficiali e convenzionali.

La pellicola, inoltre, spreca anche la bella ambientazione dello studio televisivo e della redazione giornalistica, disordinata e familiare, con idee e concetti appena abbozzati e senza un concreto approfondimento: la storia d’amore tra i due protagonisti è trattata in maniera sbrigativa ed anonima, così come il lavoro davanti e dietro le telecamere si limita ad una passerella di luoghi comuni e gags già viste; lo stacanovismo e l’assenza di vita privata della protagonista vengono mostrati senza molti contenuti e, insieme al lavoro di producer televisivo, sono descritti in maniera caricaturale. Anche il resto dei personaggi non si discosta da una caratterizzazione macchiettistica e lontana dalla realtà, nonostante Harrison Ford lasci il segno nel ruolo di giornalista egocentrico ed amareggiato, mentre Diane Keaton è abbastanza vitale e sopra le righe come da copione, ma senza eccedere e rimanendo ai margini rispetto ai colleghi. Non memorabile, invece, l’interpretazione della carina Rachel McAdams, la quale non riesce a dare spessore ad un ruolo da prima della classe, perfettina ed antipatica, che non conquista le simpatie del pubblico.

Paolo Pugliese