L’ambiziosa
e giovane produttrice televisiva Becky Fuller (Rachel McAdams)
viene licenziata da un programma di news locale: per questo
motivo la sua carriera comincia ad apparirle tetra quanto
la sua infelice vita sentimentale. Riesce però ad incontrare
Jerry Barnes (Jeff Goldblum), direttore di una rete importante
che, quasi per scommessa, la assume per risollevare le sorti
di “Daybreak”, show del mattino con ascolti bassissimi
ed in odor di chiusura. Becky decide di dare una scossa al
programma suggerendo di inserire un nuovo conduttore, il leggendario
giornalista Mike Pomeroy. Ma l’uomo, pur accettando
l’incarico, si rivela avere un carattere algido e non
collaborativo, rifiutandosi di coprire argomenti come gossip
sulle celebrità, il meteo, la moda e l’artigianato.
Per non parlare di quanto sia riluttante ad affiancare la
storica presentatrice di “Daybreak”, Colleen Peck
(Diane Keaton), una ex reginetta di bellezza. Tra Mike e Colleen
è allora un battibecco continuo, prima dietro le quinte
e poi in onda, attirando la curiosità del pubblico.
Intanto Becky lavora strenuamente per scongiurare la chiusura
del programma, tentando di coniugare lavoro e vita privata
quando conosce l’affascinante collega Adam Bennett (Patrick
Wilson).
“Il
Buongiorno del Mattino” (pessimo adattamento italiano
del titolo originale “Morning Glory”) è
una commedia brillante abbastanza blasonata, visto che porta
la firma di Roger Michell ed Aline Brosh McKenna: il primo
è il regista della commedia “Nothing Hill”,
mentre la seconda è la sceneggiatrice de “Il
Diavolo veste Prada”. Nonostante i loro nomi, ai quali
si aggiungono quelli di un cast importante come Harrison Ford,
Diane Keaton, l’emergente Rachel McAdams (“Sherlock
Holmes”, “Red Eye”), ed un appannato Jeff
Goldblum, questo film altro non è che una minestra
riscaldata. Una commedia che, seppur gradevole, non ha molto
da dire, né lo fa in maniera originale, sull’argomento
delle produzioni televisive, dei giornalisti e delle dinamiche
dei network americani.
La sceneggiatura della McKenna ha in verità alcuni
spunti interessanti e il regista Michell è abile a
dare un ritmo ed una dimensione brillante alla trama, ma essa
rimane circoscritta ad uno sviluppo prevedibile e ad uno scarso
approfondimento di tutti i suoi elementi, inseriti in maniera
superficiale nell’intreccio che, tra l’altro,
non fa fare una bella figura al giornalismo, specie quello
americano: il messaggio sembra essere che, per avere successo,
un programma giornalistico deve tendere allo spettacolo imprevedibile,
al trash ed ai siparietti messi in piedi dagli stessi conduttori;
un giornalismo, insomma, che assume una forma d’intrattenimento
circense piuttosto che badare ai contenuti di informazione.
Però è possibile anche una lettura al contrario,
cioè un atto d’accusa antiretorica sulla contrapposizione
in America di alta e bassa televisione, come sembrerebbe suggerire
la trovata dello scoop giornalistico del personaggio di Harrison
Ford; purtroppo, qualsiasi riflessione intrinseca rimane poco
giustificata da un quadro di intenzioni narrative superficiali
e convenzionali.
La
pellicola, inoltre, spreca anche la bella ambientazione dello
studio televisivo e della redazione giornalistica, disordinata
e familiare, con idee e concetti appena abbozzati e senza
un concreto approfondimento: la storia d’amore tra i
due protagonisti è trattata in maniera sbrigativa ed
anonima, così come il lavoro davanti e dietro le telecamere
si limita ad una passerella di luoghi comuni e gags già
viste; lo stacanovismo e l’assenza di vita privata della
protagonista vengono mostrati senza molti contenuti e, insieme
al lavoro di producer televisivo, sono descritti in maniera
caricaturale. Anche il resto dei personaggi non si discosta
da una caratterizzazione macchiettistica e lontana dalla realtà,
nonostante Harrison Ford lasci il segno nel ruolo di giornalista
egocentrico ed amareggiato, mentre Diane Keaton è abbastanza
vitale e sopra le righe come da copione, ma senza eccedere
e rimanendo ai margini rispetto ai colleghi. Non memorabile,
invece, l’interpretazione della carina Rachel McAdams,
la quale non riesce a dare spessore ad un ruolo da prima della
classe, perfettina ed antipatica, che non conquista le simpatie
del pubblico.
Paolo
Pugliese