Bella
(Kristen Stewart) e Edward (Robert Pattinson), umana lei e
vampiro lui, sono finalmente riusciti a sposarsi e subito
dopo partono per la luna di miele. Ma dopo alcuni giorni,
passati su un’isola vicino alle coste del Brasile, Bella
si accorge di essere in dolce attesa. La gravidanza si rivela
però molto più rapida di una normale gestazione
umana, tanto che la salute della giovane donna viene messa
in serio pericolo. Edward interviene allora in aiuto della
moglie e la riporta a casa, ma sapendo che i Vampiri sono
incapaci di generare e il feto non è umano e la sta
uccidendo, chiede aiuto all’amico di Bella, Jacob (Taylor
Lautner), per convincerla ad abortire. La ragazza, invece,
è intenzionata a portare a termine la gravidanza, dando
alla luce una bambina, mentre il clan di lupi mannari a cui
appartiene Jacob decide di uccidere la creatura, preoccupati
dalla sua natura ibrida, costringendo il ragazzo a scegliere
da che parte schierarsi…
Come
è già successo per l’ultimo capitolo di
Harry Potter, anche la saga di Twilight si congeda dal pubblico
con un lungo atto finale suddiviso in due film. La trovata,
economicamente vantaggiosa per i produttori, non è
gratuita né scontata considerando la mole di eventi
narrati nell’ultimo libro, impossibile da riassumere
in un unico film. Eppure, facendo un parallelo con la fonte
letteraria, si rimane perplessi vedendo l’alto tasso
di sintesi della pellicola, la cui sceneggiatura presenta
gli eventi cardine della storia in una maniera eccessivamente
affrettata ed asciugata di dettagli, allontanandosi in alcuni
punti dalla narrazione originale ed evolvendo senza dare peso
ai vari passaggi, che rimangono sospesi, sia in credibilità
che in introspezione. Si sa che non è mai facile la
trasposizione di un libro sul grande schermo, perché
un film ha tempi diversi da rispettare rispetto alla lettura
di un testo, ma troppe cose in “Breaking Dawn”
vengono eccessivamente riassunte e stravolte, senza una reale
focalizzazione di personaggi ed eventi che finisce per dare
poca sostanza narrativa alla storia.
Sul
fronte filmico, la prima parte della pellicola è eccessivamente
improntata su fattori estetici (le nozze, l’isola...),
piuttosto che essere concentrata sui due protagonisti, con
un’esposizione inerte dei fatti che risulta abbastanza
noiosa. La seconda parte, invece, ha maggiore pathos drammatico,
rivelandosi più interessante grazie al duplice intreccio
sulla gravidanza a rischio di Bella e la lotta intestina del
clan di Jacob, ma il contenuto drammaturgico e il conseguente
tasso di coinvolgimento del pubblico in sala viene vanificato
da una realizzazione scialba del racconto. Dispiace dirlo,
ma al di là delle pecche della sceneggiatura, sia il
regista che gli interpreti ce la mettono tutta per rendere
poco intrigante, coinvolgente e realistico (per quanto sia
paradossale dirlo), quanto accade nel film. Il regista Bill
Condon non riesce a trovare un timbro narrativo adeguato,
rendendo abbastanza gratuita l’esposizione dell’intera
storia e facendo delle scelte sbagliate nella costruzione
di molte sequenze, che risultano superficiali ed addirittura
pacchiane. I giovani, lanciatissimi, protagonisti Kristen
Stewart e Robert Pattinson non danno luce drammatica ai loro
personaggi, risultando piatti ed inespressivi, portando avanti
una recitazione ripetitiva e monocorde; chi fa peggio è
sicuramente la Stewart, apparendo assolutamente fuori posto,
distratta e con un’unica espressione smorta dall’inizio
alla fine della pellicola (in sala qualcuno ha detto “e
fatti una risata!!!”), che alla fine nuoce al film
stesso.
Valeria
Marinaccio