THE BOX

Titolo Originale: Id.
Genere: Fantascienza/Thriller
Regia: Richard Kelly
Sceneggiatura: Richard Kelly
Cast: Cameron Diaz, James Marsden, Frank Langella, James Rebhorn, Holmes Osborne, Sam Oz Stone, Gillian Jacobs, Celia Weston, Deborah Rush, Lisa K. Wyatt
Colonna Sonora: Win Butler, Régine Chassagne, Owen Pallett
Produzione: Media Rights Capital, Darko Entertainment, Lin Pictures, Radar Pictures
Paese d’origine: USA - 2008
Durata: 115 minuti
Data di uscita: 23 Luglio 2010

 

New York anni ’70: un distinto quanto misterioso individuo, dal viso sfregiato da una profonda cicatrice, si presenta una mattina a casa di una giovane coppia in difficoltà economiche (lui ricercatore alla Nasa, lei professoressa di liceo), facendogli una singolare quanto inquietante offerta: affiderà loro una sofisticata scatola con un pulsante per 24 ore; se premeranno il bottone i due coniugi riceveranno il pagamento di un milione di dollari, ma una persona –a loro estranea- morirà. Se non faranno nulla, la scatola sarà ritirata ed offerta ad un’altra coppia. Da qui si svilupperà una trama in bilico tra spy-story, thriller psicologico e fantascienza, che vedrà la coppia affrontare le imprevedibili conseguenze della loro scelta, scoprendo una sorta di congiura segreta intorno a loro che comprende molta gente, i reparti stessi della Nasa e misteriosi test condotti a livello globale, forse, da intelligenze ultraterrene...

Il racconto “Button Button” del grande scrittore/sceneggiatore Richard Matheson (“Io sono Leggenda”, “Tre Millimetri al Giorno”, “Echi Mortali”), già oggetto di un episodio della famosa serie televisiva “The Twiligh Zone/Ai Confini della Realtà”, è stato adattato ed ampliato in questo film Fanta-horror diretto dal talentuoso Richard Kelly (il regista di “Donnie Darko”), con protagonista Cameron Diaz (“Tutti pazzi per Mary”, “Charlie’s Angels”), James Marsden ("X-Men”, "Superman Returns") e Frank Langella (“Superman Returns”, “Dracula, Principe della Notte”).
“The Box” propone una storia dallo sviluppo sotterraneo ed imprevedibile, arricchito da un’ottima ricostruzione degli anni ’70 per costumi, scenografie ed anche la fotografia che, con un’illuminazione pallida e sbiadita, rimanda apertamente alle pellicole di quegli anni. Il genere al quale fa riferimento è quello del mistery psicologico e cupo, con un’atmosfera di congiura sempre più opprimente, resa inquietante dal regista con interessanti scelte visive, quali un ritmo narrativo decompresso, inquadrature claustrofobiche fisse sui protagonisti, con movimenti della cinepresa lenti e ripetitivi.

Il film, però, risulta eccessivamente artificioso, perché l’estro di un regista non può colmare le profonde lacune di una sceneggiatura che ha eccessivamente dilatato l’impianto breve del racconto originale, aggiungendo al tempo stesso poca sostanza narrativa. La storia appare incompleta ed estremizzata in alcuni suoi snodi, con vari sviluppi e dialoghi che ne ingrossano la struttura senza aggiungere nulla di concreto, raccontando gli elementi della trama in maniera criptica, senza fornire al pubblico una spiegazione chiara né convincente su quanto succede: qual è il motivo di questi test, ad esempio? Cosa centra la Nasa? Qual è il rapporto che lega i soggetti scelti per l’esperimento, quale sarà la conseguenza del giudizio finale dei test? Qual è il legame (appena accennato in un confronto sospeso) tra i personaggi interpretati da Cameron Diaz e Frank Langella, oppure i nessi con i fulmini, la gente controllata telepaticamente, la prova delle tre colonne d’acqua, fino al misterioso individuo che si introduce a casa dei protagonisti di fronte al quale la babysitter (dalla falsa identità) reagisce in maniera criptica?
Troppe cose, insomma, rimangono in sospeso e non tutte volontariamente lasciate alla libera interpretazione del pubblico, con un finale che lascia l’amaro in bocca perché privo di una soluzione netta e soddisfacente.
I protagonisti Cameron Diaz e James Marsden sono abbastanza convincenti nei propri ruoli, anche se come coppia non funzionano granché. Molto bravo Frank Langella, con un'interpretazione ricca di sfumature che lasciano intendere quanto di nascosto ci sia dietro la fredda affabilità del suo personaggio, estremamente ambiguo ed inquietante.

Paolo Pugliese