New
York anni ’70: un distinto quanto misterioso individuo,
dal viso sfregiato da una profonda cicatrice, si presenta
una mattina a casa di una giovane coppia in difficoltà
economiche (lui ricercatore alla Nasa, lei professoressa
di liceo), facendogli una singolare quanto inquietante
offerta: affiderà loro una sofisticata scatola con
un pulsante per 24 ore; se premeranno il bottone i due coniugi
riceveranno il pagamento di un milione di dollari, ma una
persona –a loro estranea- morirà. Se non faranno
nulla, la scatola sarà ritirata ed offerta ad un’altra
coppia. Da qui si svilupperà una trama in bilico tra
spy-story, thriller psicologico e fantascienza, che vedrà
la coppia affrontare le imprevedibili conseguenze della loro
scelta, scoprendo una sorta di congiura segreta intorno a
loro che comprende molta gente, i reparti stessi della Nasa
e misteriosi test condotti a livello globale, forse, da intelligenze
ultraterrene...
Il
racconto “Button Button” del grande scrittore/sceneggiatore
Richard Matheson (“Io sono Leggenda”, “Tre
Millimetri al Giorno”, “Echi Mortali”),
già oggetto di un episodio della famosa serie televisiva
“The Twiligh Zone/Ai Confini della Realtà”,
è stato adattato ed ampliato in questo film Fanta-horror
diretto dal talentuoso Richard Kelly (il regista di “Donnie
Darko”), con protagonista Cameron Diaz (“Tutti
pazzi per Mary”, “Charlie’s Angels”),
James Marsden ("X-Men”, "Superman Returns")
e Frank Langella (“Superman Returns”, “Dracula,
Principe della Notte”).
“The Box” propone una storia dallo sviluppo sotterraneo
ed imprevedibile, arricchito da un’ottima ricostruzione
degli anni ’70 per costumi, scenografie ed anche la
fotografia che, con un’illuminazione pallida e sbiadita,
rimanda apertamente alle pellicole di quegli anni. Il genere
al quale fa riferimento è quello del mistery psicologico
e cupo, con un’atmosfera di congiura sempre più
opprimente, resa inquietante dal regista con interessanti
scelte visive, quali un ritmo narrativo decompresso, inquadrature
claustrofobiche fisse sui protagonisti, con movimenti della
cinepresa lenti e ripetitivi.
Il
film, però, risulta eccessivamente artificioso, perché
l’estro di un regista non può colmare le profonde
lacune di una sceneggiatura che ha eccessivamente dilatato
l’impianto breve del racconto originale, aggiungendo
al tempo stesso poca sostanza narrativa. La storia appare
incompleta ed estremizzata in alcuni suoi snodi, con vari
sviluppi e dialoghi che ne ingrossano la struttura senza aggiungere
nulla di concreto, raccontando gli elementi della trama in
maniera criptica, senza fornire al pubblico una spiegazione
chiara né convincente su quanto succede: qual è
il motivo di questi test, ad esempio? Cosa centra la Nasa?
Qual è il rapporto che lega i soggetti scelti per l’esperimento,
quale sarà la conseguenza del giudizio finale dei test?
Qual è il legame (appena accennato in un confronto
sospeso) tra i personaggi interpretati da Cameron Diaz
e Frank Langella, oppure i nessi con i fulmini, la gente controllata
telepaticamente, la prova delle tre colonne d’acqua,
fino al misterioso individuo che si introduce a casa dei protagonisti
di fronte al quale la babysitter (dalla falsa identità)
reagisce in maniera criptica?
Troppe cose, insomma, rimangono in sospeso e non tutte volontariamente
lasciate alla libera interpretazione del pubblico, con un
finale che lascia l’amaro in bocca perché privo
di una soluzione netta e soddisfacente.
I protagonisti Cameron Diaz e James Marsden sono abbastanza
convincenti nei propri ruoli, anche se come coppia non funzionano
granché. Molto bravo Frank Langella, con un'interpretazione
ricca di sfumature che lasciano intendere quanto di nascosto
ci sia dietro la fredda affabilità del suo personaggio,
estremamente ambiguo ed inquietante.
Paolo
Pugliese