THE BOURNE ULTIMATUM

Titolo Originale: Id.
Genere: Spy-Story/Azione
Regia: Paul Greengrass
Sceneggiatura: Tony Gilroy, Scott Z. Burns, George Nolfi
Cast: Matt Damon, Julia Stiles, Joan Allen, David Strathairn, Scott Glenn, Albert Finney
Colonna Sonora: John Powell
Produzione: The Kennedy/Marshall Company, Ludlum Entertainment, Universal Pictures
Paese d’origine: USA - 2007
Durata: 110 minuti

 

“The Bourne Ultimatum” è il terzo capitolo delle avventure di Jason Bourne, ex-killer con la memoria perduta, in fuga dai servizi segreti, nonché personaggio letterario creato dallo scrittore Robert Ludlum.
Il film svela una parte delle sue origini, facendogli scoprire come è divenuto ciò che è, al termine di una nuova corsa al gatto e al topo con i suoi ex-capi della CIA. All’origine della storia c’è un’operazione ombra dei Servizi Segreti, collegata a Jason Bourne, che viene scoperta da un giornalista inglese poi contattato dallo stesso Bourne il quale è alla ricerca della sua vera identità perché non gli rimane ormai nient’altro.
Questo nuovo episodio segue direttamente gli eventi del precedente “The Bourne Supremacy”, dove il protagonista ha perso la propria compagna e la possibilità di una vita normale; alcuni flashback aiutano a ricordare quanto successo e comprendere meglio le azioni di Jason: ovvero avere un futuro cercando di recuperare il proprio passato.

Alla cabina di regia c’è ancora Paul Greengrass (“United 93”), già autore del precedente “The Bourne Supremacy” nel 2004, così come Matt Damon ritorna nel ruolo del protagonista, accompagnato nuovamente da Julia Stiles e l’algida Joan Allen, alle quali si aggiungono ottimi interpreti (un pò sacrificati in verità) quali David Strathairn, Scott Glenn ed Albert Finney.
Damon qui sembra più a suo agio nel ruolo di maggior successo della sua carriera, interpretando con maggior sicurezza una macchina da guerra umana apparentemente lucida e fredda che, come nei precedenti capitoli, sa perfettamente cosa fare ed è sempre un passo avanti rispetto agli inseguitori. La cosa è naturalmente improbabile (il protagonista è solo e senza appoggi), ma ormai la accettiamo come marchio di fabbrica della saga, insieme ad altri elementi che ritornano ciclicamente, quali gli ottimi e forsennati inseguimenti in auto (qui anche in moto) ed i combattimenti corpo a corpo ultra-compressi da un montaggio adrenalinico e spezzettato.
Da un punto di vista qualitativo, per quanto ci sforziamo, non troviamo nessuna grave pecca in questo film che, nonostante abbia idee di genere certo non nuove, si rivela un ottimo prodotto d’intrattenimento: intrigante, ritmato e senza momenti morti.

I fattori positivi di questo film sono almeno tre: 1) la sceneggiatura del bravo Tony Gilroy (regista-sceneggiatore di “Michael Clayton”) è un meccanismo ad orologeria semplicissimo eppur perfetto, con una storia giocata a più livelli ma perfettamente comprensibile, veloce senza però essere superficiale; 2) la regia di Greengrass è sicura ed impeccabile, migliore rispetto al precedente film, con un timbro registico realistico e convincente nella sua messa a punto; 3) le sequenze d’azione sono state realizzate con grande forza visiva (ad esempio la fuga sui tetti a Tangeri), tecnicamente molto complesse (vedi l’inseguimento nella stazione della metropolitana), ma costruite comunque senza risultare confusionarie e senza eccessi fracassoni, come invece accade nel film “Die Hard – Vivere o morire”, attualmente sugli schermi, dove tutto è assolutamente esagerato e gratuito.

Sebbene lo spazio dedicato all’approfondimento psicologico del protagonista sia poco, esso è comunque perfettamente integrato negli sviluppi della trama, mentre i vari binari narrativi del film (le tecniche d’indagine della task force della CIA, la ricerca di Bourne, il mistero della sua identità e l’ennesima congiura) vengono illustrati senza sovrapporsi tra loro, procedendo ben amalgamati nell’intreccio semplice e funzionale, fino ad arrivare all’epilogo piacevolmente ambiguo ed aperto ad una nuova puntata...

Paolo Pugliese