Boog,
un orso grizzly simpatico e tenerone, vive dei giorni lieti
e spensierati nella tranquilla cittadina di Timberlane insieme
alla sua Beth, dolcissima ranger della foresta che lo ha allevato,
ospitandolo in casa sua e coccolandolo. Nella casa della ranger,
Boog ha creato la sua oasi di piacere, in cui guarda serenamente
la tv, mangia tutto il giorno le sue pietanze preferite e
dorme su una comoda lettiera per gatti insieme al suo inseparabile
orsacchiotto. La sua placida esistenza viene sconvolta da
Elliot, un piccolo, magrissimo e logorroico cervo “unicornuto”,
che arriva nel bosco dopo essere stato catturato da Shaw,
un fanatico e cattivissimo cacciatore, che incurante delle
regole, fa incetta di “vittime” anche al di fuori
della regolare stagione della caccia.
Elliot riesce a convincere Boog a lasciare il suo comodo rifugio
e a scoprire le gioie del mondo esterno e da qui parte un
susseguirsi di eventi sempre più incontrollabili. I
due si ritrovano, infatti, a fronteggiare i pericoli dei boschi
alla vigilia dell’apertura della caccia e sono costretti
non solo ad ambientarsi alla svelta, ma anche a socializzare
e a coalizzarsi con gli altri “abitanti” della
zona per sopravvivere insieme all'arrivo imminente dei cacciatori,
fino ad organizzare una vera e propria rivolta nel bosco contro
gli umani.
Anche se godibile per trascorrere un pomeriggio “leggero”
e divertente, la pellicola non convince del tutto: il film
è parzialmente riuscito, con il primo tempo del film
che risulta essere un po’ soporifero, con pochi elementi
validi e di rilievo ed una storia dalle dinamiche già
viste (trite e ritrite) della strana coppia di “amici/compagni
di sventura” diversissimi tra loro, uno più tranquillo
e l’altro più seccante, stile Shrek e l’amico
Ciuchino, anche se il cervo Elliot ha davvero poco di Ciuchino,
risultando alquanto irritante.
Pochissime sono le gags e l’andamento in certi punti
sfiora la noia, per poi risollevarsi nel secondo tempo con
alcune sequenze spettacolari e vari spunti comici. Non è
di certo uno di quegli animation-film che rimarranno nella
storia, ma ci sono alcune invenzioni carine (i coniglietti
multi-uso, le puzzole-comari, l’anatra con la dentiera,
i salmoni karateki), con una rivolta degli animali contro
i cacciatori (sarebbe bello se accadesse veramente così!)
che, organizzati stile "Braveheart" (e la citazione
è più che evidente in diversi punti), fanno
fuggire gli umani. E’ certamente la parte migliore e
più esilarante del film che, come tutte le cose belle,
dura davvero poco. Presenti anche molti altri omaggi cinematografici
con le citazioni, ad esempio, di “Non Aprite Quella
porta” originale del ’73, “Bambi”
e figura perfino una strizzatine d’occhio al cinema
tridimensionale degli anni ’50 con il pubblico con gli
occhialini 3D.
Qua e là ci sono anche alcune battute non proprio per
bambini e molto poco political correct (sulla popò
degli animali o la sterilizzazione dei suddetti).
L'unico elemento di rilievo risulta essere il modo in cui
gli animali della foresta riacquistano la loro libertà,
con una loro caratterizzazione dai tratti antropomorfi più
marcati. In altri parole il castoro, l'alce e la papera acquistano
la propria indipendenza proprio nel momento in cui acquistano
peculiarità umane, incluso il camminare sulle zampe
posteriori. Come tutti i prodotti Sony Picture, l'animazione
è impeccabile, con i lunghi piani sequenza sulla quasi
inerte cittadina di Timberlane ai cui confini si svolge la
piccola vicenda di Boog, Elliott e la combriccola di animaletti
selvatici.
I bambini troveranno di sicuro diversi spunti di divertimento,
ma rimane il fatto che, nonostante l'indiscutibile qualità,
l'opera faccia fatica a realizzarsi e lasci un senso di incompiutezza.
Divertentissimo notare alla fine del film, nei titoli di coda,
la scritta "Non è stato fatto male a nessun coniglio
durante le riprese" e chi lo andrà a vedere capirà
senza dubbio il perché facendosi una bella risata!!!
Valeria
Marinaccio