BLACK SHEEP

Titolo Originale: Id.
Genere: Horror/Commedia
Regia: Jonathan King
Sceneggiatura: Jonathan King
Cast: Danielle Mason, Peter Feeney, Nathan Meister, Matthew Chamberlain, Tammy Davis, Oliver Driver, Glenis Levestam, Jono Manks, Kevin McTurk
Colonna Sonora: Victoria Kelly
Produzione: Live Stock Films, New Zealand Film Commission
Paese d’origine: Nuova Zelanda - 2006
Durata: 87 minuti
Data di uscita: 19 Settembre 2008

 

Riuscite ad immaginare qualcosa di più pacifico ed indifeso di una pecora?
Pare proprio di no, ma cosa succederebbe se qualcosa che giudicate assolutamente non pericoloso, come appunto un placido bovino, si rivelasse invece una minaccia letale ed inarrestabile? E’ questo che devono aver pensato alcuni produttori sardonici neozelandesi che, insieme all’apporto degli ormai prestigiosi laboratori sfx della Weta Workshop (quelli della trilogia de “Il Signore degli Anelli” e di “King Kong”) fondati dal regista Peter Jackson, hanno confezionato questo horror surreale: a causa di alcuni esperimenti genetici, un gregge di pecore si trasforma in inarrestabili predatori licantropo-mutanti che attaccano gli umani singolarmente oppure in gruppo. In una fattoria, alcuni coltivatori vengono attaccati dalle pecore assassine (!!!) e devono darsi da fare per fronteggiare la minaccia.

Scritto e diretto dall’esordiente (e promettente) Jonathan King, “Black Sheep” è una commedia horror abbastanza riuscita, o meglio, un horror ecologico venato da ironia nerissima che da una chance di rivalsa alle povere pecore, le quali dopo essere state prede degli umani per secoli nonché cavie di recenti esperimenti e clonazioni, qui ribaltano i ruoli diventando predatori di carne umana. Nonostante le molteplici scene gore, ben realizzate da trucchi old-style che non sfigurano con gli effetti speciali digitali, “Black Sheep” propone una parodia non gratuita di tante pellicole horror rispettandone però i canoni ed il ritmo; non guasta un pizzico di introspezione psicologica che dà spessore alla storia, riguardante il protagonista Henry Oldfield (Nathan Meister) che interagisce con una certa credibilità con gli altri personaggi membri della famiglia assediata dalle pecore antropofaghe.

C’è poco altro da dire sul film: non si tratta comunque di un capolavoro ed a parte la semi-inedita idea di base inerente la minaccia di animali innocui (ci aveva già pensato Hitchcock con “Gli Uccelli”) esso si rifà ampiamente agli eco-horror degli anni ’70 tipo “Piranha” o “Frogs”, proponendo un’unica situazione narrativa di fuga ed assedio. Tenendo conto di una narrazione leggera ma non banale e sommandola ad un ritmo serrato, effetti speciali ed alcune gags, il film alla fine non fa rimpiangere certo i soldi del biglietto, regalando un’ora e mezza di intrattenimento.

Marco Valerio