BENVENUTI A CEDAR RAPIDS
 
Titolo Originale: Cedar Rapids
Genere: Commedia
Regia: Miguel Arteta
Sceneggiatura: Phil Johnston
Cast: Ed Helms, John C. Reilly, Anne Heche, Isiah Whitlock Jr., Sigourney Weaver, Stephen Root, Kurtwood Smith, Alia Shawkat, Rob Corddry, Mike O'Malley
Colonna Sonora: Christophe Beck
Produzione: Ad Hominem Enterprises
Paese d’origine: USA - 2011
Durata: 86 minuti
Data di uscita: 1 Luglio 2011
 

 

Tim Lippe è un ingenuo agente assicurativo, che non ha mai messo piede fuori dalla sua città natale, Brown Valley, nel Wisconsin, trascorrendo un’esistenza tranquilla e ripetitiva, allietata dagli incontri sessuali con la sua ex-insegnante della scuola media che lui scambia per amore. Non ha mai soggiornato in un albergo e non gli era mai capitato prima di dover andare a Cedar Rapids, nello Iowa, per partecipare alla convention annuale del settore assicurativo. Viaggio che invece dovrà affrontare, sostituendo un suo collega di successo deceduto in circostanze francamente imbarazzanti e rappresentando la sua compagnia (che è pure in cattive acque). Nell’albergo, sede della convention, Tim incontra tre colleghi, Dean, Joan e Ronald, veterani della manifestazione, che lo prenderanno "letteralmente" per mano, insegnandogli tutte le dritte per "sopravvivere" ad un evento del genere e portandolo ai limiti della sua esistenza così regolata e ingenuamente ignorante della natura umana e degli affari.

Travestita da commedia esistenziale d’autore, “Benvenuti a Cedar Rapids” è in realtà un’operina minimalista e moralista, con pochi momenti divertenti ed appesantita da una fastidiosa (quanto ambigua) promozione idealistica della categoria professionale dei venditori di assicurazioni (abbastanza odiata in America, al pari di quella degli avvocati), culminante con l’immancabile discorso/pistolotto retorico del protagonista (altro classico del made in America), che si distingue in positivo da altri esempi del passato grazie alla sua breve durata. Il maggiore pregio di quest’opera è quello di avere in linea di massima una prosa garbata e non volgare, che non eccede nell’uso di personaggi stereotipati (comunque presenti), né nell’impostazione sensazionalistica di situazioni comiche (tutti elementi ormai tristemente tipici della commedia americana). Il difetto maggiore è invece una trama abbastanza anonima e pretestuosa, incentrata sul tipico viaggio nella grande città di un provincialotto insicuro ed ingenuo: un uomo mai cresciuto che affronterà – neanche tanto consciamente – un percorso di risveglio e di crescita morale da onesto bamboccione, raccontato in verità senza troppi contenuti né spunti di riflessione.

Il film, infatti, non presenta una progressione evolutiva dei personaggi approfondita né tantomeno convincente e va avanti tramite siparietti inerenti la convention, con colleghi guasconi, camere condivise, esibizioni canore dilettantesche, ubriacature e tuffi in piscina, caccie al tesoro e feste pericolose con prostitute sensibili. Il personaggio di Tim è interpretato con didascalica enfasi clownesca dal semi-sconosciuto Ed Helms (era nel cast dei due “Una Notte da Leoni”), attore-caratterista dalla faccia equina, il cui scarso appeal come protagonista è compensato dalla presenza di buoni interpreti di supporto, come il bravo John C. Reilly, una misurata Anne Heche ed una fulminante Sigourney Weaver nel ruolo di maliarda di provincia, affascinante e materna.

Paolo Pugliese