Kyle
(Alex Pettyfer) è un ricco e bellissimo ragazzo di
Manhattan che ha un atteggiamento vacuo e sprezzante con chiunque;
un comportamento di superiorità dietro il quale si
nasconde una profonda solitudine esistenziale, causata dalla
morte della madre e da un padre assente su tutti i fronti.
Quanto Kyle umilia pubblicamente Kendra (Mary-Kate Olsen),
sua rivale alle elezioni di rappresentanza studentesca, scoprirà
a sue spese che la ragazza è una strega: per impartirgli
una lezione di umiltà, Kendra gli lancia un incantesimo
che gli sfigurerà il corpo. L'unica possibilità
di salvezza è che Kyle, entro un anno, trovi il vero
amore. Autoreclusosi in una nuova casa, in compagnia della
sua governante di colore e di un professore cieco, il ragazzo
esce solo di notte e la sua strada si incrocia con quella
della sua ex-compagna di scuola Linda (Vanessa Hudgens).
Versione
moderna della classica fiaba “La Bella e la Bestia”,
questo film ne ripropone la storia in versione urbana e tardo-adolescenziale,
mirando ad un target di spettatori giovani(ssimi) e inesperti.
Pochi adulti, infatti, riuscirebbero ad apprezzare un’operazione
cinematografica del genere, estremamente fiacca e pretestuosa
nel voler attualizzare una favola classica avendo come modello
di riferimento serial televisivi sentimentali per teen agers.
Potremmo quindi definire “Beastly” come un prodotto
di serie B di stampo televisivo, ma vista l’eccellenza
tecnica che i serial americani hanno ultimamente raggiunto,
renderebbe di più l’idea accostarlo a qualunque
fiction familiar-sentimentale italiana, con regia statica,
trame da fotoromanzo ed attori inespressivi.
Il
film ha una struttura narrativa fallace, frutto di una sceneggiatura
superficiale, fintamente moralista e vuota di contenuti, con
uno sviluppo pilotato senza fantasia, affossato da dialoghi
insignificanti e personaggi standardizzati: dalla Bella candida
e sognatrice alla Bestia bello dentro (truccato da Punk con
tatuaggi e piercing), dalla governante saggia e paziente,
al maestro di vita cieco e carismatico, passando per la strega
emo, vagamente lesbica. La regia dello sconosciuto Daniel
Barnz è anonima e senza alcuna connotazione stilistica
di rilievo, appiattendo ulteriormente la narrazione che, senza
scossoni e colpi di scena, arriva al consueto happy end in
maniera prevedibile e gratuita. I giovani divi per adolescenti
Alex Pettyfer e Vanessa Hudgens si limitano ad apparire sul
grande schermo, piuttosto che interpretare i propri ruoli;
un po’ meglio fa l’ex-baby star Mary-Kate Olsen
che, nei panni di Kendra, si ritaglia il ruolo più
carismatico dell’intero film, anche se, in questo caso,
è come essere alto un metro e cinquanta e svettare
su un gruppo di nani.
Marco
Valerio